Film Contact 1997 radiotelescopi SETI Jodie Foster astronoma
Contact di Robert Zemeckis, basato sul romanzo di Carl Sagan, è il film di fantascienza più accurato scientificamente mai prodotto. La protagonista Ellie Arroway è ispirata alla ricercatrice reale Jill Tarter. Un'analisi di radioastronomia e cinema. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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La protagonista e il modello reale
Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, è un personaggio che Carl Sagan costruì ispirandosi alla ricercatrice Jill Tarter, per decenni a capo del SETI Institute (Search for Extraterrestrial Intelligence). Tarter ha riconosciuto in Arroway le sfide reali della sua carriera: lo scetticismo dei colleghi, le difficoltà di finanziamento e il rapporto complicato con la comunità religiosa.
Cosa la radioastronomia del film rappresenta correttamente
Il Very Large Array (VLA) del New Mexico mostrato nel film è il radiotelescopo reale usato dal programma SETI. Il film descrive correttamente la ricerca sistematica di segnali su specifiche frequenze radio, in particolare attorno a 1420 MHz (la frequenza dell'idrogeno neutro, considerata una frequenza universale di comunicazione). Corretti anche il processo di verifica del segnale con stazioni indipendenti e il protocollo di dichiarazione di scoperta SETI.
Come i segnali radio viaggiano nello spazio
La celebre sequenza iniziale del film — un viaggio a ritroso dalla Terra attraverso il sistema solare e le galassie — in cui l'audio riflette le trasmissioni radio umane che si perdono nel passato man mano che ci si allontana, è una rappresentazione poeticamente accurata di un fenomeno fisico reale. I segnali radio viaggiano alla velocità della luce: le prime trasmissioni umane di potenza sufficiente a superare l'ionosfera risalgono agli anni Trenta. Oggi quella bolla di onde si estende a circa 90 anni-luce dalla Terra.
I VFX e la sequenza di apertura
Ken Ralston e il suo team utilizzarono la CGI in modo pionieristico per l'epoca. Il viaggio inizia con la Terra vista dallo spazio e si allontana attraverso il sistema solare, la Via Lattea e le strutture cosmologiche su larga scala, con la colonna sonora che scorre all'indietro tra le decadi delle trasmissioni radio terrestri. Le scale spaziali, il tempo di viaggio della luce e la struttura dell'universo su grande scala sono trattati con notevole precisione scientifica.
I limiti scientifici del film
Nonostante l'eccezionale accuratezza, il film si concede alcune licenze narrative: la sincronizzazione del segnale di 26 ore con una stella a 26 anni-luce è fisicamente impossibile ma necessaria per il plot. La macchina costruita in base alle istruzioni aliene funziona secondo principi fisici non specificati. La soglia di prova per una scoperta SETI nel mondo reale sarebbe molto più alta di quella mostrata.
Contact rimane a oggi il ritratto più sofisticato e rispettoso della metodologia scientifica nella storia del cinema di fantascienza. Jill Tarter ha raccontato di aver ricevuto molte più donazioni per la ricerca SETI dopo l'uscita del film: è la misura più concreta del suo impatto culturale duraturo.