Selezione storica di scacchiere elettroniche degli anni Ottanta: Mephisto, Fidelity, Novag
Dagli anni Settanta a oggi, scacchiere elettroniche e software di scacchi hanno trasformato il gioco più antico del mondo. Da Fidelity a Mephisto, da Kasparov-Saitek a Stockfish: un viaggio nella storia delle macchine pensanti che hanno prima sfidato, poi definitivamente battuto, la mente umana. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
Gli anni Settanta: le prime scacchiere commerciali
Il 1977 segna l'anno di nascita del mercato delle scacchiere elettroniche consumer con il lancio del Fidelity Chess Challenger da parte di Sidney Samole. Si trattava di un apparecchio con microprocessore a 8 bit capace di giocare a livello principiante, venduto nei grandi magazzini americani come giocattolo sofisticato. Nonostante la forza di gioco modesta — pochi minuti di analisi e il programma perdeva contro qualunque giocatore con esperienza — il successo commerciale fu enorme, aprendo un mercato che negli anni successivi avrebbe visto centinaia di modelli.
In quegli stessi anni, il gruppo di ricercatori guidato da Dan Spracklen e Kathe Spracklen sviluppò Sargon, uno dei primi programmi di scacchi completi per personal computer. Sargon vinse il primo North American Computer Chess Championship nel 1978, stabilendo un punto di riferimento per l'industria. L'architettura alpha-beta — un algoritmo di potatura dell'albero di ricerca che eliminava i rami di mossa chiaramente inferiori — divenne il fondamento su cui tutti i successivi programmi avrebbero costruito la propria forza.
Gli anni Ottanta: Fidelity, Mephisto e Novag
Il decennio degli anni Ottanta vide la proliferazione di brand specializzati. Fidelity Electronics dominò il mercato americano con una gamma che andava dai modelli base ai sofisticati Elite, capaci di raggiungere un rating ELO intorno ai 2000 punti. I modelli Elite A/S e Elite Avant Garde, con processori dedicati e memorie di apertura ampie, furono i preferiti dei giocatori esperti che cercavano un avversario sempre disponibile.
In Europa, Mephisto — brand della tedesca Hegener & Glaser — portò l'ingegneria scacchistica a un livello superiore grazie alla collaborazione con i programmatori Richard Lang (autore del motore Psion/Lang) e Johan de Koning. I modelli Mephisto Roma e Amsterdam vinsero ripetutamente il Campionato del Mondo di Computer Chess, stabilendo record di forza di gioco per hardware dedicato. Novag, con sede a Hong Kong, completava il trio dei grandi marchi con prodotti robusti e affidabili come il Constellation e il Super Expert, che introdussero la connettività per espandere le memorie di apertura tramite moduli cartuccia.
Gli anni Novanta: Kasparov-Saitek, TASC e DGT
Nei primi anni Novanta, la fusione tra marketing e tecnologia scacchistica portò alla collaborazione tra Garry Kasparov — allora campione del mondo in carica — e Saitek. La linea Kasparov Chessmate e i successivi modelli GK series utilizzavano il nome del campione per garantire al pubblico la qualità dei programmi. I modelli Kasparov GK 2100 e Maestro divennero oggetti di culto per i giocatori dell'epoca.
TASC introdusse una novità radicale con il sistema R30 e il successivo R40: moduli intercambiabili con motori di gioco distinti — tra cui il celebre Gideon di Johan de Koning — che permettevano di aggiornare la forza del gioco senza acquistare una nuova scacchiera. DGT (Digital Game Technology) rivoluzionò il mercato professionale con le scacchiere sensorizzate che permettevano la registrazione automatica delle mosse e la trasmissione in tempo reale delle partite ai siti di scacchi online, diventando lo standard ufficiale per i tornei mondiali FIDE.
L'era digitale: Stockfish, motori open source e scacchiere connesse
Con l'esplosione dei personal computer negli anni Duemila, il software di scacchi si emancipò dall'hardware dedicato. Fritz, Rybka, Houdini e poi Stockfish — motore open source nato nel 2008 e continuamente sviluppato da una comunità globale — raggiunsero e poi superarono la forza di qualunque giocatore umano. Stockfish è oggi considerato uno dei programmi più forti mai creati, con un rating ELO stimato superiore a 3500 punti, più di 800 punti al di sopra del miglior giocatore umano.
I derivativi di Stockfish — come Leela Chess Zero (basato su reti neurali) e Komodo Dragon — hanno introdotto approcci diversi al calcolo scacchistico, avvicinandosi all'intuizione umana attraverso l'apprendimento per rinforzo. Le scacchiere connesse a internet, come quelle di DGT e Millennium, permettono oggi di giocare online contro avversari umani o motori, con rilevamento automatico delle mosse e interfacce integrate con Lichess e Chess.com. Le scacchiere auto-moventi, con pezzi magnetici spostati da un braccio robotico o da magneti sotto il piano di gioco, completano la parabola tecnologica iniziata con il Fidelity Chess Challenger del 1977.
La storia delle scacchiere elettroniche e dei programmi di scacchi è la storia in miniatura di cinquant'anni di rivoluzione informatica: dalla prima logica binaria nei circuiti discreti alla rete neurale profonda che impara giocando contro sé stessa. Gli scacchi si sono rivelati il banco di prova ideale per ogni generazione di intelligenza artificiale, e la macchina ha vinto. Ma il fascino del gioco tra umani non è mai stato così vivo.