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Paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale, patrimonio UNESCO
Di Alex (del 24/02/2026 @ 12:00:00, in Patrimonio mondiale UNESCO, letto 46 volte)
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Torre motore di una miniera di stagno della Cornovaglia con panorama costiero atlantico
Torre motore di una miniera di stagno della Cornovaglia con panorama costiero atlantico

Tra le coste aspre della Cornovaglia e del Devon occidentale, le rovine delle miniere di rame e stagno raccontano la nascita dell'industria moderna. Questo sito UNESCO celebra l'ingegno dei beam engines, macchine a vapore capaci di drenare gallerie scavate sotto il livello del mare. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Un paesaggio industriale che racconta la rivoluzione
Il sito UNESCO "Paesaggio Minerario della Cornovaglia e del Devon Occidentale", iscritto nel 2006, comprende dieci zone distinte distribuite tra le due contee inglesi, che insieme documentano il ciclo completo dell'industria mineraria del rame e dello stagno dal Settecento all'Ottocento. Non si tratta soltanto di resti industriali: il sito include anche i villaggi operai, le cappelle metodiste, i porti minerari, i canali di trasporto e le strade costruite per sostenere un'industria che nel momento di massima espansione impiegava decine di migliaia di lavoratori.

La Cornovaglia estraeva stagno già in epoca preistorica — le sue miniere avevano rifornito l'Età del Bronzo mediterranea — ma fu la domanda di rame e stagno della Rivoluzione Industriale a trasformare radicalmente il paesaggio. Tra il 1740 e il 1850, la regione divenne la principale produttrice mondiale di rame, con miniere che scendevano a profondità mai raggiunte in precedenza, fino a 600 metri sotto il livello del suolo e parecchi metri sotto quello del mare.

I beam engines: la tecnologia che rese possibile il sottosuolo
Il problema fondamentale delle miniere profonde era l'acqua: le gallerie si riempivano continuamente di infiltrazioni che rendevano impossibile il lavoro. La soluzione arrivò con il motore a vapore a trave (beam engine), sviluppato da Thomas Newcomen all'inizio del Settecento e perfezionato da James Watt negli anni Settanta e Ottanta del Settecento stesso. Il meccanismo centrale era una grande trave basculante — lunga fino a 10 metri e pesante decine di tonnellate — azionata dal vapore su un lato che tirava su un pistone pompa sull'altro.

I beam engines della Cornovaglia raggiunsero un livello di efficienza superiore a quello delle versioni Watt grazie alle innovazioni di Richard Trevithick, che introdusse l'uso del vapore ad alta pressione. Le cosiddette Cornish engines operavano con pressioni di vapore più elevate e con cicli di espansione più lunghi, che permettevano di estrarre più lavoro da ogni chilogrammo di carbone bruciato. Questa efficienza era cruciale: il carbone doveva essere importato dal Galles via mare, rendendo il costo del combustibile una variabile determinante nella competitività economica delle miniere.

Le case motore: architettura di un'era industriale
Le case motore che ospitavano i beam engines sono diventate il simbolo iconico del paesaggio cornish: torri cilindriche in granito locale con una cappella superiore che ospitava il meccanismo della trave. La loro forma non era casuale: la struttura cilindrica distribuiva il carico del pesantissimo macchinario in modo uniforme sulle fondamenta, mentre lo spessore delle pareti in granito — fino a un metro — garantiva la resistenza alle vibrazioni continue del funzionamento.

Molte di queste torri sono oggi i soli resti visibili delle miniere, avendo resistito per secoli al clima atlantico grazie alla qualità eccezionale del granito cornish e alla cura costruttiva dei loro edificatori. Il sito UNESCO comprende esempi ben conservati come le miniere di Botallack, con le sue case motore aggrappate alle scogliere sul mare, e il distretto di Redruth-Camborne, cuore tecnologico della rivoluzione mineraria britannica.

Il paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale è un memoriale industriale di rara potenza evocativa. Le torri in granito che punteggiano le scogliere atlantiche raccontano l'ingegno, la fatica e la tragedia di generazioni di minatori che trasformarono l'estrazione del metallo da attività artigianale in industria globale, contribuendo in modo decisivo alla rivoluzione tecnologica che cambiò per sempre il mondo moderno.