\\ Home Page : Articolo : Stampa
Basi neurofisiologiche della plasticità nel cervello perinatale invecchiato
Di Alex (del 24/02/2026 @ 10:00:00, in Scienza e Tecnologia, letto 53 volte)
[ 🔍 CLICCA PER INGRANDIRE ]
Mappa corticale della riorganizzazione neuronale in adulti con lesione cerebrale perinatale
Mappa corticale della riorganizzazione neuronale in adulti con lesione cerebrale perinatale

Quando una lesione ischemica colpisce il cervello nelle prime settimane di vita, si attivano meccanismi di riorganizzazione corticale straordinari. Ma cosa accade a questi circuiti compensatori quando il paziente raggiunge la sesta decade? La neuroscienza indaga le sfide crescenti del cervello perinatale leso che invecchia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

Riorganizzazione corticale precoce: i meccanismi della plasticità
Il cervello neonatale possiede una capacità plastica senza eguali nel corso della vita. In seguito a una lesione ischemica perinatale — come la leucomalacia periventricolare o l'infarto arterioso — le aree corticali adiacenti alla zona lesa attivano processi di sprouting assonale e potenziamento sinaptico che permettono la riallocazione funzionale. Nei soggetti con lesioni emisferiche unilaterali, studi di neuroimaging funzionale hanno documentato il trasferimento parziale o totale delle funzioni motorie e linguistiche verso l'emisfero controlaterale integro.

Questi meccanismi si fondano su tre processi principali: la sinaptogenesi compensatoria nei circuiti vicini alla lesione, la mielinizzazione accelerata dei tratti corticospinali residui e la riduzione della competizione interemisferica grazie alla diminuita inibizione transcallosa. Il risultato clinico è spesso sorprendente: bambini con infarti emisferici estesi sviluppano capacità motorie e cognitive apparentemente integrate, grazie all'eccezionale finestra plastica dei primi anni di vita.

I circuiti motori compensatori e il loro funzionamento adulto
Nei soggetti adulti con paralisi cerebrale di origine perinatale, le tecniche di stimolazione magnetica transcranica (TMS) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI) hanno permesso di cartografare i circuiti motori ristrutturati. In molti casi, l'area motoria primaria ipsilesionale risulta ipertrofica, con una rappresentazione somatotopica espansa degli arti controlaterali. I fasci corticospinali ipsilaterali — normalmente soppressi dopo i primi mesi di vita — mostrano in questi soggetti una persistenza anomala e funzionalmente attiva.

Tuttavia, questi circuiti compensatori hanno caratteristiche biomeccaniche diverse da quelli tipicamente sviluppati: la velocità di conduzione è inferiore, la sincronizzazione neurale è meno precisa e il reclutamento muscolare risulta meno selettivo. Queste differenze, clinicamente marginali in età giovane-adulta, diventano significative quando il sistema nervoso entra nella fase di invecchiamento fisiologico, con la progressiva riduzione della densità sinaptica e della velocità di conduzione nervosa.

Le sfide della sesta decade: deterioramento neuro-muscolare
Quando i soggetti con lesione cerebrale perinatale raggiungono i 50-60 anni, si osserva frequentemente un fenomeno definito deterioramento funzionale tardivo: la comparsa o l'aggravamento di deficit motori, spasticità, dolore cronico e affaticamento che erano assenti o stabili nei decenni precedenti. Questo fenomeno non è causato da una nuova lesione, ma dall'esaurimento progressivo dei circuiti compensatori, che erano stati mantenuti attivi a costo di un maggiore dispendio energetico neuronale.

La ricerca attuale si concentra su tre fronti: la caratterizzazione longitudinale del profilo di deterioramento attraverso bio-marcatori di neuroimmagine, l'identificazione di finestre terapeutiche per interventi riabilitativi intensivi prima del declino, e lo sviluppo di protocolli di neurostimolazione non invasiva per rallentare la perdita sinaptica nei circuiti compensatori. Il ruolo dell'infiammazione cronica di basso grado — amplificata dall'invecchiamento — emerge come fattore critico nel determinare la velocità del deterioramento.

La comprensione delle basi neurofisiologiche del cervello perinatale leso che invecchia rappresenta una delle sfide più urgenti della neuroriabilitazione contemporanea. Migliaia di adulti con paralisi cerebrale raggiungono oggi decenni di vita prima impossibili, rendendo indispensabile una medicina neurologica capace di accompagnarli attraverso l'invecchiamento con strumenti diagnostici e terapeutici finalmente adeguati alla complessità del loro sistema nervoso.