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Interfacce cervello-computer (BCI) per il linguaggio naturale
Di Alex (del 23/02/2026 @ 12:00:00, in Scienza e Tecnologia, letto 68 volte)
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Interfaccia cervello-computer BCI per decodifica del linguaggio naturale
Interfaccia cervello-computer BCI per decodifica del linguaggio naturale

Le interfacce cervello-computer ad alta densità sono oggi in grado di decodificare le intenzioni linguistiche dall'attività neurale, traducendole in parlato sintetizzato a circa 32 parole al minuto. Una svolta che permette a pazienti con paralisi o SLA di tornare a comunicare in modo quasi naturale.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Dalla mente al suono: come funziona una BCI ad alta densità
Le interfacce cervello-computer di nuova generazione si basano su array di elettrodi impiantati nella corteccia motoria del linguaggio, capaci di registrare l'attività di centinaia di neuroni simultaneamente. Algoritmi di decodifica basati su reti neurali artificiali traducono questi segnali elettrici in fonemi e, da lì, in parole pronunciate da una voce sintetizzata. La latenza complessiva, dal pensiero al suono, è oggi ridotta a poche centinaia di millisecondi.

Il traguardo delle 32 parole al minuto
Uno studio pubblicato su Nature nel 2023 ha documentato il caso di una paziente con SLA capace di produrre discorso sintetizzato a oltre 60 parole al minuto grazie a un impianto BCI ad alta densità, superando ogni precedente record. Sistemi paralleli hanno raggiunto circa 32 parole al minuto con una precisione già accettabile per la comunicazione quotidiana, segnando un passaggio decisivo dalla ricerca di laboratorio alla potenziale applicazione clinica.

Dal laboratorio alla clinica: le sfide pratiche
Il principale ostacolo all'adozione clinica rimane la durata degli impianti: gli elettrodi tendono a perdere qualità del segnale nel corso dei mesi a causa della reazione del tessuto cerebrale circostante. I ricercatori stanno esplorando materiali biocompatibili di nuova generazione e approcci non invasivi basati su cuffie EEG ad alta risoluzione, che non richiedono la chirurgia ma producono segnali inevitabilmente più rumorosi e difficili da decodificare.

Verso la comunicazione naturale per tutti
Le prospettive future includono BCI in grado di decodificare non solo il linguaggio articolato, ma anche l'intenzione comunicativa e il tono emotivo, avvicinandosi a una forma di interazione pienamente naturale. Sistemi wireless e miniaturizzati potrebbero entro il prossimo decennio rendere queste tecnologie disponibili non solo in contesti ospedalieri, ma anche nella vita domestica dei pazienti, trasformandola in modo profondo.

Le interfacce cervello-computer per il linguaggio rappresentano una delle frontiere più promettenti della neurotecnologia: una tecnologia che non amplia semplicemente le capacità umane, ma le restituisce a chi le ha perdute, trasformando il silenzio forzato in voce.