Mosaici policromi e fontane della villa romana di Conímbriga, Portogallo
Conímbriga è il sito romano meglio conservato del Portogallo. La Casa delle Fontane custodisce mosaici policromi straordinari e un sistema idraulico complesso, restaurato e ancora funzionante. Le ville residenziali narrano il lusso lusitano e il dramma delle invasioni barbariche che ne causarono la contrazione urbana. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
Una città romana nel cuore della Lusitania
Conímbriga sorge a pochi chilometri da Condeixa-a-Nova, nell'attuale Portogallo centrale, e rappresenta il più importante insediamento romano conservato dell'intera penisola iberica occidentale. Fondata su un preesistente oppidum celtico, la città raggiunse il suo massimo splendore tra il I e il III secolo dopo Cristo, quando le élite locali gareggiavano nell'ostentare ricchezze attraverso ville decorate con straordinaria raffinatezza.
La Casa delle Fontane: ingegneria e bellezza
Il gioiello del sito è la Casa dos Repuxos, la Casa delle Fontane, una residenza signorile che occupa quasi tremila metri quadrati. Al suo interno, un sistema idraulico di canali, vasche e giochi d'acqua, parzialmente restaurato e funzionante, alimentava fontane disposte al centro di eleganti peristili. I pavimenti sono ricoperti da mosaici policromi tra i più belli della penisola iberica: scene di caccia, di pesca, di stagioni personificate e motivi geometrici intrecciati si susseguono in composizioni di virtuosismo eccezionale, realizzate con tessere di marmo, calcare e ceramica.
Il dramma delle invasioni barbariche
Attorno al 465 dopo Cristo, le tribù dei Suebi devastarono Conímbriga in una delle incursioni più distruttive della tarda antichità peninsulare. Le testimonianze fisiche di quella catastrofe sono ancora leggibili nella muratura: una cinta difensiva d'emergenza fu eretta tagliando letteralmente in due le case del quartiere settentrionale, sacrificando porticati e giardini per guadagnare tempo. Alcune ville mostrano strati di cenere e distruzione improvvisa, con oggetti d'uso quotidiano abbandonati in fretta tra le macerie.
Contrazione urbana e memoria pietrificata
Dopo il saccheggio, la popolazione sopravvissuta si concentrò nell'area meridionale del sito, dando vita a una città ridotta e più difendibile. L'abbandono progressivo dei quartieri lussuosi conservò paradossalmente i mosaici sotto strati di detriti per secoli, proteggendoli dai guastatori. Oggi il Museu Monográfico de Conimbriga, adiacente agli scavi, raccoglie i reperti più fragili — utensili, gioielli, ceramiche sigillate — ricostruendo la vita quotidiana di una comunità che passò dal lusso imperiale alla sopravvivenza post-romana in meno di due generazioni.
Conímbriga non è soltanto un museo a cielo aperto: è un promemoria di quanto velocemente una civiltà possa sgretolarsi, e di quanto ostinatamente la bellezza sappia resistere anche sotto le macerie.