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Programma di affiliazione Amazon: perdete ogni speranza o voi che entrate! 600 click e zero euro
Di Alex (del 17/02/2026 @ 07:00:00, in E-commerce e Retail, letto 58 volte)
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Screenshot del dashboard Amazon Associates con 467 clic, 0 articoli spediti e guadagni pari a zero euro
Screenshot del dashboard Amazon Associates con 467 clic, 0 articoli spediti e guadagni pari a zero euro

Cari lettori, oggi sono costretto a scrivere un articolo che non avrei mai voluto scrivere. Dopo aver generato 600 click con il programma di affiliazione Amazon senza ricevere un solo euro di commissioni, ho scoperto un sistema studiato per non pagare i creatori di contenuti. Ecco la mia esperienza e come mi sto spostando su Tiktok, Temu, AliExpress ed eBay. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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L'ennesima beffa: 600 click, zero commissioni
Lasciate che vi mostri i numeri dell'ultimo mese, che sono il simbolo di un sistema marcio. Lo screenshot qui sopra parla chiaro: 467 clic, un articolo ordinato, e guadagni totali pari a zero euro. L'unico ordine generato è stato dichiarato "non idoneo" dal sistema di Amazon. Nelle ultime settimane ho totalizzato 600 click e non un singolo ordine è stato ritenuto valido.

Non è sfortuna. È un sistema studiato a tavolino per non pagare gli affiliati. Ho approfondito la questione leggendo documenti complessi come l'"Architettura delle ineleggibilità e protocolli di conformità" e ho scoperto che Amazon ha costruito un labirinto normativo per trasformare il partner in un costo da azzerare.

L'architettura dell'inganno: come Amazon sistema gli affiliati
Il primo espediente è il concetto di "ricavo idoneo". La commissione non si calcola sul prezzo pagato dal cliente, ma su una base imponibile decurtata di IVA, spese di spedizione, resi e sconti. In pratica lavori per vendere un prodotto da 100 euro ma Amazon ti paga su 75 euro, e solo quando decide che è tutto regolare.

Poi c'è la caccia al legame familiare. Amazon vieta gli acquisti da parenti e amici, ma i loro algoritmi vanno oltre: tracciano indirizzi IP condivisi, cronologie di spedizioni e persino la prossimità fisica tramite reti come Amazon Sidewalk. Se tuo cugino acquista da casa tua la commissione salta.

Il cookie dura 24 ore ma è un'illusione. Basta che un cliente clicchi su un altro link di un altro affiliato o usi "1-Click" e la tua sessione viene uccisa. L'ultimo clic vince sempre, anche se la scoperta del prodotto è merito tuo.

Dal 2026 con le nuove "Creators API" Amazon ha dichiarato guerra ai contenuti generati dall'IA che non hanno valore aggiunto umano. I rifiuti degli appelli sono aumentati del 40 percento. Se il tuo sito non è un capolavoro di originalità certificata i tuoi ordini diventano ineleggibili.

Esistono persino estensioni del browser che rubano le commissioni. Quando un utente clicca sul tuo link l'estensione sovrascrive il codice con il proprio. Tu hai lavorato e loro hanno incassato. E Amazon lo permette.

E i venditori? Stritolati dalla stessa tenaglia
I venditori terzi vengono stritolati con commissioni alle stelle che nel 2025 sono diventate insostenibili, pubblicità obbligatoria per essere visibili e una politica di resi che favorisce il cliente a discapito del venditore onesto.

Il mercato tradizionale viene stravolto: i negozi fisici chiudono, i piccoli imprenditori lottano per sopravvivere e l'unico a vincere è il grande magazzino virtuale che decide le regole del gioco. Noi alla fine della catena ne pagheremo tutti le conseguenze: meno concorrenza, prezzi più alti e zero tutele.

L'alternativa esiste: Temu, AliExpress ed eBay
Di fronte a questo ho deciso di diversificare. Non posso permettermi di mettere tutto il mio lavoro nelle mani di un'azienda che mi considera un costo da azzerare. Da oggi sul mio blog monetizzerò anche con Temu, AliExpress ed eBay. Non vi prometto che siano migliori di Amazon ma il punto è un altro: non possiamo permetterci di dipendere da un unico gigantesco padrone iniquo.

AliExpress offre commissioni spesso più alte fino al 8-10 percento, cookie di durata lunghissima di 30 giorni e un programma multi-livello che ti premia anche se gli utenti da te portati fanno acquistare i loro amici. Il punto di forza è il prezzo: crea contenuti su idee regalo low-cost sotto i 10 euro o accessori tecnologici economici.

eBay ha un pubblico altamente intenzionato all'acquisto soprattutto per prodotti usati, rari o da collezione. Le commissioni possono essere variabili ma interessanti. È perfetto per i comparatori di prezzi e i contenuti sul risparmio come smartphone ricondizionati o oggetti da collezione.

Temu è il regno dei prodotti a prezzi stracciati e dei giochi virali. L'app è progettata per lo sharing e le commissioni possono essere molto alte per i nuovi utenti. Vive di trend e viralità: crea contenuti su haul, temu haul italia o cose da comprare su temu.

Consigli pratici per la transizione
Usa sempre la pagina ponte o bridge page. Non mettere mai un link diretto di Temu o AliExpress in una newsletter o in un messaggio privato. Crea sempre un articolo sul blog che parli del prodotto e da lì metti il link. Questo purifica il traffico agli occhi delle piattaforme.

Spiega ai tuoi lettori perché stai cambiando. Sii onesto. Dì loro che Amazon ti ha tagliato le gambe e che per sostenere il blog proponi alternative come Temu ed eBay. La tua community capirà e ti sosterrà.

Non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Alterna i link di Amazon con quelli delle nuove piattaforme e crea contenuti ad hoc per ognuna. Tieni d'occhio le statistiche e vedi cosa funziona meglio.

Amazon ha dichiarato guerra ai suoi partner e ci considera pedine sacrificabili. Di fronte a questo la nostra unica arma è la diversificazione. Temu, AliExpress ed eBay non saranno il paradiso ma rappresentano una valida alternativa per chi vive di contenuti online. Non permetteremo a un unico colosso di decidere il nostro destino. Il mercato sta cambiando e noi dobbiamo cambiare con lui. E voi, avete avuto esperienze simili con Amazon? Fatemelo sapere nei commenti.