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Archivi del tempo profondo: geologia e paleontologia nei siti UNESCO
Di Alex (del 17/02/2026 @ 08:00:00, in Patrimonio mondiale UNESCO, letto 15 volte)
Stromatoliti di Hamelin Pool a Shark Bay Australia, le forme di vita più antiche della Terra ancora viventi
Stromatoliti di Hamelin Pool a Shark Bay Australia, le forme di vita più antiche della Terra ancora viventi

Galapagos, Lord Howe e Shark Bay: tre siti UNESCO che custodiscono la memoria biologica e geologica della Terra. Laboratori viventi dell'evoluzione e delle origini della vita, leggono il passato del pianeta nei suoi strati rocciosi e nei suoi ecosistemi unici. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Le Isole Galapagos: museo vivente dell'evoluzione
Le Isole Galapagos, arcipelago ecuadoriano nell'Oceano Pacifico a circa 1.000 chilometri dalla costa sudamericana, sono universalmente riconosciute come il luogo dove Charles Darwin elaborò i principi fondamentali della teoria della selezione naturale, durante il suo viaggio a bordo del Beagle nel 1835. L'arcipelago è composto da 19 isole principali e decine di isolotti, di origine interamente vulcanica: si trovano su un punto caldo della crosta terrestre, una zona di attività magmatica intensa e persistente che ha creato le isole in fasi successive nel corso di milioni di anni. Le isole più giovani, a est, sono le più basse e le più recenti; quelle a ovest sono le più attive geologicamente. Questa struttura temporale geologica è anche una struttura temporale biologica: le specie migrano da un'isola all'altra e si adattano alle condizioni locali su scale di tempo che i biologi possono studiare quasi in diretta. Le tartarughe giganti delle Galapagos, che possono vivere oltre 150 anni, le iguane marine (le uniche lucertole al mondo capaci di nuotare e alimentarsi in mare) e i fringuelli di Darwin sono i simboli più noti di una biodiversità endemica straordinaria. Il sito è stato iscritto nella lista UNESCO nel 1978.

L'Isola di Lord Howe: evoluzione nell'isolamento assoluto
L'Isola di Lord Howe, territorio australiano nell'Oceano Pacifico a circa 600 chilometri dalla costa del Nuovo Galles del Sud, è uno dei luoghi più remoti e intatti del Pacifico. È il residuo eroso di un vulcano sottomarino formatosi circa 7 milioni di anni fa, che si innalza dal fondo oceanico a oltre 2.000 metri di profondità. La sua superficie emergente è di soli 14,5 chilometri quadrati, con due vette vulcaniche che superano i 700 metri. L'isolamento geografico assoluto, in assenza di connessioni terrestri con qualsiasi altro territorio per tutta la storia geologica dell'isola, ha creato condizioni uniche per l'evoluzione insulare: il 75% delle piante vascolari e il 100% dei rettili presenti sull'isola sono specie endemiche che non esistono altrove. L'isola ospita la barriera corallina più meridionale del mondo, a 31 gradi di latitudine sud, che rappresenta un indicatore critico per i cambiamenti climatici: le specie coralline di acque più fredde che sopravvivono a questa latitudine sono sottoposte a studi intensivi per comprendere i limiti di adattamento dei coralli all'aumento della temperatura oceanica. L'accesso all'isola è limitato a 400 turisti contemporanei per proteggere l'ecosistema.

Shark Bay e le stromatoliti: una finestra sulle origini della vita
La Baia degli Squali (Shark Bay), nella parte più occidentale dell'Australia, ospita la più grande colonia di stromatoliti viventi del pianeta nel bacino di Hamelin Pool. Le stromatoliti sono strutture carbonatiche stratificate prodotte da comunità microbiche di cianobatteri, gli stessi microrganismi che circa 2,7 miliardi di anni fa iniziarono a produrre ossigeno attraverso la fotosintesi, trasformando l'atmosfera terrestre da anossica a ossigenata e rendendo possibile l'evoluzione della vita complessa. Le stromatoliti di Hamelin Pool sono oggetti scientifici di valore inestimabile: permettono di osservare dal vivo i processi biologici e chimici che costruivano le strutture fossili più antiche conosciute sulla Terra. L'iperalività della baia, con una salinità quasi doppia rispetto all'oceano normale a causa dell'evaporazione intensa, impedisce agli organismi predatori di colonizzare il fondale, creando le condizioni che permettono ai cianobatteri di formare le stromatoliti senza essere brucati dai pascitori marini. Shark Bay è anche l'habitat dell'erba marina più estesa del mondo, circa 4.800 chilometri quadrati, ecosistema fondamentale per i dugong e le tartarughe marine.

Il significato scientifico dei siti naturali UNESCO
I siti naturali del Patrimonio Mondiale UNESCO non sono scelti soltanto per la loro bellezza visiva ma per il loro valore come "archivi" della storia della Terra. I criteri di selezione per il valore naturale eccezionale universale includono esplicitamente la rappresentazione di processi geologici o biologici in corso, la testimonianza di eventi della storia della Terra o dell'evoluzione della vita e la presenza di fenomeni naturali eccezionali. In questo senso i siti naturali UNESCO sono musei viventi, a differenza dei siti culturali che custodiscono testimonianze del passato fisso nel tempo. Le Galapagos mostrano l'evoluzione in corso; Lord Howe mostra l'isolamento come motore di speciazione; Shark Bay mostra il metabolismo del pianeta primitivo ancora attivo. Questa dimensione temporale profonda, che gli scienziati chiamano deep time (tempo profondo), è ciò che distingue questi luoghi da qualsiasi altro ecosistema: sono finestre sulla storia del pianeta che non hanno equivalenti nel mondo.

Le minacce: cambiamento climatico e pressione antropica
I siti naturali UNESCO che custodiscono gli archivi del tempo profondo sono anche tra i più vulnerabili al cambiamento climatico. Le Galapagos sono minacciate dal riscaldamento dell'oceano (fenomeno El Niño), che ha già causato eventi di mortalità di massa per le iguane marine e i leoni marini nelle crisi del 1982-1983 e del 1997-1998. La barriera corallina di Lord Howe è stata colpita da eventi di sbiancamento in coincidenza con le anomalie termiche oceaniche del 2019. Le stromatoliti di Hamelin Pool sono vulnerabili alle modificazioni della salinità della baia in caso di cambiamenti nel regime delle piogge. La pressione del turismo, per quanto regolamentata, produce impatti cumulativi che richiedono monitoraggio costante. Il paradosso dei siti naturali UNESCO è che la loro fama attira visitatori che, per quanta cura si metta nel loro governo, producono inevitabilmente un'impronta ecologica sul territorio che si cerca di proteggere.

Le Galapagos, Lord Howe e Shark Bay sono molto più di destinazioni turistiche straordinarie: sono gli ultimi punti di contatto diretto tra la nostra civiltà e le forze primordiali che hanno plasmato la vita sulla Terra. Ogni volta che un biologo studia una stromatolite di Hamelin Pool o osserva la radiazione adattativa di una specie delle Galapagos, sta leggendo un capitolo della storia che ci precede di miliardi di anni e che nessuna tecnologia umana potrebbe mai scrivere da capo.