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L'evoluzione della strumentazione astronomica: il Jantar Mantar di Jaipur
Di Alex (del 16/02/2026 @ 12:00:00, in Capolavori dell'Antichità, letto 66 volte)
Il Jantar Mantar di Jaipur, grande osservatorio astronomico in muratura del XVIII secolo in India
Il Jantar Mantar di Jaipur, grande osservatorio astronomico in muratura del XVIII secolo in India

Il Jantar Mantar di Jaipur, India, è il più grande osservatorio astronomico a occhio nudo del mondo. Costruito nel XVIII secolo, i suoi venti strumenti in muratura calcolavano l'ora solare al mezzo secondo, riflettendo il sapere cosmologico della corte Mughal. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Sawai Jai Singh II: il maharaja che voleva misurare il cielo
Il Jantar Mantar di Jaipur nacque dalla visione di Sawai Jai Singh II, maharaja del Rajasthan dal 1699 al 1743. Astronomo appassionato e sovrano illuminato, Jai Singh II era convinto che le tavole astronomiche disponibili nella prima metà del Settecento fossero imprecise e insufficienti per calcolare correttamente le posizioni dei pianeti e prevedere le eclissi. Decise quindi di costruire una serie di osservatori astronomici in pietra e marmo attraverso tutto il subcontinente indiano. Il complesso di Jaipur, edificato tra il 1724 e il 1738, è il più grande e il meglio conservato dei cinque osservatori realizzati. Il nome Jantar Mantar deriva dal sanscrito: jantra significa strumento o macchina, mantra indica formula o calcolo. Il sito fu dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2010.

Gli strumenti: architettura funzionale di precisione assoluta
Il Jantar Mantar di Jaipur ospita circa 20 strumenti astronomici fissi, costruiti in pietra calcarea, marmo e mattoni. Ognuno è progettato per misurare un fenomeno celeste specifico con la maggiore precisione possibile senza ausili ottici. Lo strumento più celebre è il Samrat Yantra, una meridiana gigante la cui gnomone triangolare raggiunge i 27 metri di altezza. Le scale graduate ai lati permettono di leggere l'ora solare con una precisione di circa 2 secondi, rendendola ancora oggi uno degli orologi solari più precisi mai costruiti. Il Jai Prakash Yantra è formato da due emisferi concavi incassati nel suolo, con una rete di fili tesi che proiettano ombre sulle scale graduate, consentendo di misurare le coordinate celesti di qualsiasi oggetto visibile nel cielo. Il Ram Yantra è composto da due strutture cilindriche con colonne e scale radiali che misurano altitudine e azimut del sole e degli altri corpi celesti.

La tradizione astronomica indiana e il contesto Mughal
La costruzione del Jantar Mantar si inserisce in una lunga tradizione di astronomia indiana che risale ai testi vedici, oltre 1.500 anni avanti Cristo. L'astronomia aveva in India una funzione pratica fondamentale: serviva a calcolare il calendario religioso, a determinare i momenti propizi per cerimonie e matrimoni e a sostenere la navigazione commerciale. Sawai Jai Singh II si confrontò anche con la tradizione astronomica islamica importata dai Mughal e con quella europea, avendo ricevuto in dono tavole astronomiche da Filippo V di Spagna. Il maharaja studiò attentamente i lavori di Ulugh Beg, il principe-astronomo uzbeko che nel XV secolo aveva costruito a Samarcanda uno degli osservatori più avanzati del suo tempo. Il Jantar Mantar rappresenta quindi una sintesi unica di tradizioni astronomiche orientali e riflessioni metodologiche di origine europea, filtrate da una mente scientifica di assoluto rilievo.

Funzionamento e precisione: la scienza dietro la pietra
Il principio su cui si basano gli strumenti del Jantar Mantar è elegante nella sua semplicità: sfruttare le ombre e i raggi luminosi proiettati dal sole e dalle stelle su scale graduate fisse con la massima accuratezza geometrica possibile. Per aumentare la precisione, Jai Singh II costruì gli strumenti su scala enormemente più grande rispetto ai precedenti analoghi in metallo o legno. Un quadrante di pietra di 10 metri di raggio garantisce scale graduate molto più dettagliate di uno strumento metallico di 50 centimetri. Il Samrat Yantra ha le scale graduate ogni 2 secondi di arco, permettendo interpolazioni con estrema finezza. I calcoli astronomici ottenuti erano usati per redigere almanacchi, determinare l'inizio delle stagioni, prevedere eclissi e calcolare le effemeridi dei pianeti. Un gruppo di astronomi di corte sorvegliava gli strumenti e aggiornava continuamente le tavole astronomiche.

Il Jantar Mantar oggi: tra turismo e astronomia viva
Il complesso di Jaipur è aperto al pubblico e rimane uno dei siti turistici più visitati del Rajasthan, con oltre un milione di visitatori l'anno. Gli strumenti sono ancora pienamente funzionanti: astronomi e appassionati li usano per osservazioni dirette, soprattutto durante le eclissi e gli equinozi. Il Samrat Yantra viene ancora utilizzato ogni anno per dichiarare ufficialmente l'inizio della stagione dei monsoni, una tradizione che dura da quasi tre secoli. L'UNESCO e il governo del Rajasthan collaborano per il mantenimento e il restauro conservativo del sito. Il Jantar Mantar è anche una vivace arena di incontro tra l'astronomia tradizionale indiana e la scienza moderna: vi si tengono regolarmente conferenze, osservazioni guidate e attività didattiche per le scuole di tutto il subcontinente.

Il Jantar Mantar di Jaipur dimostra che la scienza non ha bisogno di luce elettrica o di processori per raggiungere risultati straordinari. Pietra, geometria, matematica e una mente aperta al cielo: questi furono gli strumenti con cui Sawai Jai Singh II sfidò l'ignoranza e costruì un osservatorio che tre secoli dopo è ancora in grado di misurare il tempo con precisione. Un monumento alla curiosità umana senza eguali nel mondo.