Il Ciclope con gambe caprine da satiro del film The 7th Voyage of Sinbad del 1958, animato in stop-motion da Ray Harryhausen
The 7th Voyage of Sinbad del 1958 segna uno dei vertici creativi di Ray Harryhausen. Il Ciclope, con gambe caprine da satiro e la pelle rugosa resa in dettaglio dalle lenti macro, e il Drago mostrano la straordinaria capacità dell'animatore di ibridare anatomie mitologiche con una fisicità del tutto convincente.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Il Ciclope come ibrido anatomico
Il Ciclope di The 7th Voyage of Sinbad non è la creatura convenzionale del mito greco. Harryhausen prese la decisione creativa di ibridarne l'anatomia con quella del satiro della tradizione classica: il risultato è una creatura con il torso di un gigante umanoide e le zampe caprine biforcute, unghie nere che trasmettono un senso di peso e animalità completamente diverso da qualsiasi mostro antropomorfo puro. Questa scelta non era casuale: rispondeva a un principio che Harryhausen aveva sviluppato nel tempo, per cui le creature più inquietanti sono quelle che combinano elementi familiari in modi inattesi, creando un senso di straniamento più profondo di quello prodotto da un mostro pura fantasia.
La resa della pelle del Ciclope è un trionfo tecnico. Harryhausen lavorò la superficie del modellino in lattice con strumenti finissimi, creando una texture rugosa, stratificata, con venature e irregolarità che le lenti macro esaltavano in ogni primissimo piano. Le riprese ravvicinate che mostrano la superficie della creatura non erano un rischio ma una scelta deliberata: Harryhausen sapeva che il dettaglio microscopico del modellino avrebbe retto all'ingrandimento, conferendo una credibilità tattile che nessun costume avrebbe potuto eguagliare.
Il Drago e la biomeccanica della stop-motion
Il Drago che combatte contro il Ciclope nella scena più celebre del film rappresenta un vertice diverso della creatività di Harryhausen. Rispetto al Ciclope, il Drago è una sfida biomeccanica complessa: quattro zampe, ali, coda, collo serpentino, una anatomia che doveva muoversi in modo convincente in ogni direzione. Harryhausen costruì lo scheletro del modellino con articolazioni multiple in acciaio e alluminio, rivestendolo poi di lattice modellato. Il risultato era una struttura che permetteva di posizionare ogni parte del corpo con precisione millimetrica fotogramma per fotogramma.
La battaglia tra il Ciclope e il Drago richiedeva di animare simultaneamente due modellini complessi in interazione fisica, coordinandone i movimenti in modo che i contatti tra i corpi apparissero reali. Harryhausen doveva pianificare ogni scontro come una coreografia: ogni colpo, ogni presa, ogni reazione erano calcolati in anticipo su carta prima di essere eseguiti fotogramma per fotogramma. La sequenza rimane ancora oggi uno degli esempi più raffinati di animazione in stop-motion per la complessità dei movimenti simultanei e la credibilità fisica delle interazioni.
Il Dynamation e la filosofia creativa di Harryhausen
The 7th Voyage of Sinbad fu realizzato con la tecnica che Harryhausen aveva sviluppato e chiamato Dynamation: un sistema di rear e front projection che permetteva di inserire i modellini animati nelle riprese degli attori in carne e ossa con una coerenza di illuminazione e scala superiore ai metodi precedenti. Il principio era quello di dividere il fotogramma in piani sovrapposti: gli attori su un piano, le creature su un altro, lo sfondo su un terzo, poi unificati otticamente in un'unica immagine.
Il lascito visivo di Harryhausen in The 7th Voyage of Sinbad non è solo tecnico: è filosofico. Ogni sua creatura è una riflessione sull'ibridazione, sulla possibilità di costruire esseri che non esistono ma che sembrano sempre esistiti, sepolti nella memoria mitologica collettiva. Il Ciclope con le zampe caprine è più antico di qualsiasi schermo su cui sia mai apparso: è una creatura che Harryhausen ha fatto emergere dal fondo di un'immaginazione condivisa da tremila anni di racconti.