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Missione Dragonfly: un drone nucleare su Titano
Di Alex (del 11/02/2026 @ 13:00:00, in Scienza & Spazio, letto 68 volte)
Il drone Dragonfly sorvola le dune di Titano
Il drone Dragonfly sorvola le dune di Titano

La NASA ha dato il via alla missione Dragonfly, un drone a propulsione nucleare che esplorerà Titano, la luna di Saturno. L'obiettivo è cercare le origini della vita in un mondo che somiglia alla Terra primordiale, ma congelato nel tempo a meno 179 gradi Celsius. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Perché Titano è così speciale
Titano è l'unico corpo celeste nel sistema solare, oltre alla Terra, con liquidi stabili sulla superficie. Ma invece di acqua, i suoi mari e fiumi sono composti di metano ed etano liquidi. L'atmosfera è densa, quattro volte più spessa di quella terrestre, composta principalmente da azoto con tracce di metano e idrogeno.

Questa chimica è straordinariamente simile a quella che esisteva sulla Terra primordiale, prima che la vita emergesse. Titano è come una macchina del tempo congelata, che preserva le condizioni prebiotiche che hanno dato origine alla vita sul nostro pianeta miliardi di anni fa. Studiare Titano significa letteralmente guardare indietro alle nostre origini cosmiche.

Un drone con otto rotori
Dragonfly è un rotorcraft dotato di otto rotori, simile a un grande drone commerciale ma progettato per operare in condizioni estreme. Pesa circa 450 chilogrammi e misura 3,7 metri da rotore a rotore. Il design a doppio quadricottero gli permette di volare in modo stabile anche in caso di guasto a uno o due motori, garantendo la sopravvivenza della missione.

L'atmosfera densa di Titano e la sua bassa gravità (circa un settimo di quella terrestre) rendono il volo sorprendentemente facile. Dragonfly potrà sollevarsi e planare per decine di chilometri tra un atterraggio e l'altro, coprendo distanze che un rover impiegherebbe anni a percorrere. Questa mobilità senza precedenti permetterà di esplorare regioni geologicamente diverse in un singolo viaggio.

Alimentazione nucleare per l'esplorazione
Con una distanza di 1,4 miliardi di chilometri dal Sole, i pannelli solari sono inutili su Titano. La luce solare è mille volte più debole che sulla Terra. Per questo Dragonfly sarà alimentato da un Multi-Mission Radioisotope Thermoelectric Generator, lo stesso tipo di batteria nucleare usata dalla sonda Cassini e dai rover marziani.

Il plutonio-238 decade naturalmente, producendo calore che viene convertito in elettricità. Questo sistema garantisce una fonte di energia stabile per anni, indipendentemente dalle condizioni ambientali. Il generatore fornirà circa 110 watt di potenza continua, sufficienti per alimentare gli strumenti scientifici, i sistemi di comunicazione e i motori durante i voli.

Alla ricerca dei mattoni della vita
Dragonfly trasporta una suite di strumenti progettati per analizzare la composizione chimica della superficie e dell'atmosfera. La DraMS, lo spettrometro di massa, cercherà molecole organiche complesse come amminoacidi, i mattoni fondamentali delle proteine. Il DraGNS, lo spettrometro a raggi gamma e neutroni, identificherà gli elementi presenti nel suolo.

Uno degli obiettivi primari è studiare il cratere Selk, dove un impatto meteorico potrebbe aver mescolato ghiaccio d'acqua sotterraneo con composti organici superficiali, creando le condizioni ideali per reazioni chimiche prebiotiche. Se troveremo evidenze di processi simili a quelli che hanno portato alla vita sulla Terra, potremmo dover riscrivere le nostre idee su quanto sia comune la vita nell'universo.

Il viaggio verso Titano
Dragonfly sarà lanciato nel 2028 a bordo di un razzo Falcon Heavy. Il viaggio verso Titano richiederà sette anni, con un arrivo previsto nel 2034. Durante la crociera, il drone resterà ibernato, protetto dentro il suo guscio di ingresso atmosferico, mentre la navicella madre viaggia attraverso il sistema solare esterno.

All'arrivo, Dragonfly affronterà una discesa infernale attraverso l'atmosfera di Titano, rallentando da oltre 20 mila chilometri orari fino a planare dolcemente sulla superficie. Se tutto andrà secondo i piani, inizierà una missione di almeno due anni e mezzo, saltellando tra siti di atterraggio diversi ogni poche settimane.

Dragonfly cambierà il nostro modo di esplorare i mondi alieni, permettendoci di vedere l'orizzonte cambiare dove nessun essere umano ha mai guardato. È il futuro dell'esplorazione spaziale, e inizia tra le nebbie di un mondo lontano.