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Quando internet stava tutto in un solo computer
Di Alex (del 11/02/2026 @ 11:00:00, in Storia delle invenzioni , letto 65 volte)
Il primo server NeXT al CERN
Il primo server NeXT al CERN

Nel 1989, Tim Berners-Lee scrisse una proposta che avrebbe dato vita al World Wide Web. La cosa incredibile? Ha regalato tutto al mondo gratuitamente, senza brevetti, cambiando per sempre il corso della storia umana. E tutto è iniziato con un singolo computer al CERN. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Questa macchina è un server
Il primo server web della storia era un computer NeXT, scelto da Tim Berners-Lee per la sua interfaccia grafica avanzata e le sue capacità di sviluppo rapido. Sulla torre nera del case, qualcuno aveva attaccato un'etichetta scritta a mano con un pennarello rosso: "Questa macchina è un server. NON SPEGNERE!!". Quel monito non era un'esagerazione: se qualcuno avesse staccato la spina, l'intero World Wide Web si sarebbe spento istantaneamente.

Il 6 agosto 1991, Berners-Lee pubblicò il primo sito web della storia, ospitato proprio su quel server. La pagina spiegava cos'era il World Wide Web, come creare pagine web e come configurare un server. L'indirizzo era http://info.cern.ch/, e ancora oggi è possibile visitare una versione restaurata di quel sito storico.

Il problema che ha cambiato tutto
Berners-Lee lavorava al CERN, l'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, dove migliaia di scienziati da tutto il mondo collaboravano su esperimenti complessi. Il problema era semplice ma frustrante: ogni computer usava sistemi diversi e incompatibili per archiviare e condividere informazioni. I ricercatori perdevano tempo prezioso a convertire dati, cercare documenti e decifrare formati proprietari.

La soluzione di Berners-Lee fu rivoluzionaria nella sua semplicità: un sistema basato su tre pilastri fondamentali. L'HTML per strutturare i contenuti, l'HTTP come protocollo per trasferire i dati, e l'URL come indirizzo univoco per ogni risorsa. Insieme, questi tre elementi costituivano un linguaggio universale che qualsiasi computer poteva comprendere.

Il regalo più grande dell'umanità
Nel 1993, il CERN prese una decisione storica: rilasciare il software del World Wide Web nel pubblico dominio, rinunciando a qualsiasi diritto di brevetto o licenza. Berners-Lee avrebbe potuto diventare uno degli uomini più ricchi del pianeta, ma scelse invece di regalare la sua invenzione all'umanità.

Questa scelta contrastava nettamente con quanto stava accadendo nel resto dell'industria tecnologica. Nello stesso periodo, aziende come Microsoft, Apple e Netscape costruivano imperi economici su tecnologie proprietarie. Ma il Web doveva essere libero, aperto, accessibile a tutti, senza barriere economiche o tecnologiche.

L'esplosione globale
La crescita del Web fu esplosiva. Nel 1993 esistevano solo 130 siti web nel mondo. Nel 1994 erano 2738. Nel 1995, oltre 23 mila. Oggi superiamo i 2 miliardi di siti attivi. Quello che era iniziato come uno strumento per condividere documenti scientifici si è trasformato nel sistema nervoso della civiltà moderna.

Il Web ha democratizzato l'accesso all'informazione in un modo che nessuna tecnologia precedente aveva mai fatto. Ha permesso a miliardi di persone di comunicare istantaneamente attraverso oceani e continenti. Ha creato nuove economie, nuove forme d'arte, nuovi modi di organizzare le società. Ha dato voce a chi non l'aveva mai avuta.

Il Web che non era dovuto essere
Ironia della sorte, il supervisore di Berners-Lee al CERN bollò inizialmente il progetto come "vago ma eccitante", un modo educato per dire che non ci credeva molto. La proposta originale del 1989 fu respinta. Berners-Lee la riscrisse nel 1990 con il suo collega Robert Cailliau, e questa volta ottenne il permesso di lavorarci durante il tempo libero.

Se fosse stato per le gerarchie aziendali tradizionali, il Web probabilmente non sarebbe mai nato. O sarebbe nato come una tecnologia proprietaria, controllata da una singola azienda, accessibile solo a chi poteva permetterselo. Invece, grazie alla cultura aperta della ricerca scientifica e alla visione di un idealista, abbiamo ottenuto qualcosa di molto più prezioso.

Il Web è nato per condividere scienza, ma è diventato il sistema nervoso dell'umanità. Quel server NeXT con l'etichetta scritta a mano ci ricorda che le rivoluzioni più grandi spesso iniziano nei modi più umili. Trattiamolo con cura.