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Forbidden Planet (1956) e l'ingegneria dell'impossibile
Di Alex (del 12/02/2026 @ 14:00:00, in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 17 volte)
I macchinari alieni sotterranei e Robby il Robot in Forbidden Planet
I macchinari alieni sotterranei e Robby il Robot in Forbidden Planet

Forbidden Planet del 1956 è il vertice della fantascienza classica. Primo film ambientato interamente su un altro pianeta, introduce i Krell, civiltà estinta con tecnologia di scala inimmaginabile. I macchinari sotterranei, il Mostro dell'Id e Robby il Robot hanno influenzato generazioni di cineasti e ingegneri, incluso Gene Roddenberry. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Un capolavoro visionario della fantascienza
Forbidden Planet rappresenta il vertice della fantascienza degli anni '50. È il primo film a essere ambientato interamente su un altro pianeta, Altair IV, e introduce il concetto di una civiltà scomparsa, i Krell, la cui tecnologia è basata su una scala di potenza quasi inimmaginabile.

Il film è stato elogiato per la sua immaginazione visiva coerente, con set che mostrano macchinari che si estendono per miglia nel sottosuolo, creando un senso di meraviglia e terrore tecnologico.

Innovazione negli effetti visivi
Dal punto di vista degli effetti speciali, l'uso di animazioni dipinte a mano per il "Mostro dell'Id", un'entità creata dal subconscio, è un esempio precoce di come concetti psicologici possano essere visualizzati attraverso la fusione di tecniche cinematografiche e grafiche.

La precisione del design dei laboratori e dei robot, come Robby il Robot, ha influenzato generazioni di ingegneri e registi, tra cui Gene Roddenberry per Star Trek. Robby divenne un'icona culturale, apparendo in numerose produzioni successive.

Forbidden Planet non è solo un film di fantascienza, ma una meditazione sulla hubris tecnologica e sul pericolo che rappresenta il potere senza saggezza, temi ancora profondamente attuali nel ventunesimo secolo.