Il complesso megalitico di Stonehenge con i triliti e il circolo di pietre
Stonehenge è l'icona del megalitismo europeo, costruita in fasi successive tra il tremila e il duemila avanti Cristo. Il trasporto di blocchi di quaranta tonnellate da cave distanti oltre duecento chilometri e l'impiego di giunti a tenone tipici della falegnameria rappresentano conquiste ingegneristiche straordinarie. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Le fasi costruttive e la cronologia del monumento
Stonehenge non fu costruito in un'unica campagna edilizia, ma rappresenta il risultato di modifiche architettoniche successive che si estesero per oltre un millennio. La prima fase, databile intorno al tremila avanti Cristo, consisteva in un semplice terrapieno circolare con un fossato esterno, pali di legno e le Aubrey Holes, cinquantasei fosse disposte in cerchio il cui scopo rimane oggetto di dibattito archeologico.
La seconda fase, intorno al duemilacinquecento avanti Cristo, vide l'introduzione delle Bluestones, pietre di dolerite di colorazione bluastra provenienti dalle colline Preseli nel Galles occidentale. Queste pietre, sebbene più piccole rispetto ai massi successivi, possedevano evidentemente un significato spirituale o rituale particolare che giustificò lo sforzo immane del loro trasporto. La fase finale, completata intorno al duemila avanti Cristo, introdusse le massicce pietre Sarsen che costituiscono la struttura iconica visibile oggi: i triliti e il circolo esterno.
Il trasporto delle pietre Sarsen: ingegneria neolitica
Le pietre Sarsen, blocchi di arenaria silicizzata estremamente dura, provengono dalle Marlborough Downs, situate circa trenta chilometri a nord di Stonehenge. Il peso di questi megaliti varia considerevolmente: gli architravi pesano circa dieci tonnellate, mentre i montanti verticali più massicci raggiungono le quaranta tonnellate. Il trasporto di masse così considerevoli senza tecnologie metalliche avanzate o animali da traino sufficientemente robusti rappresenta una delle conquiste più impressionanti dell'ingegneria neolitica.
Gli esperimenti archeologici condotti nel ventesimo secolo hanno dimostrato che il metodo più plausibile consisteva nell'utilizzo di slitte di legno trascinate su rotaie lubrificate con grasso animale. Un singolo blocco da venticinque tonnellate richiedeva probabilmente la forza coordinata di cinquecento uomini, oltre a un sistema elaborato di leve e rulli per superare pendenze e ostacoli naturali. Il percorso doveva essere preparato accuratamente, rimuovendo vegetazione e irregolarità del terreno.
Le Bluestones e il trasporto dal Galles
Il trasporto delle Bluestones rappresenta un enigma ancora più affascinante. Queste pietre, più piccole ma comunque pesanti fino a quattro tonnellate, furono trasportate dalle colline Preseli nel Pembrokeshire, una distanza di oltre duecentoquaranta chilometri in linea d'aria. Il percorso effettivo, che doveva aggirare ostacoli geografici, era certamente superiore ai trecento chilometri.
La teoria più accreditata prevede un trasporto misto: via terra fino alla costa gallese, poi via mare lungo il Canale di Bristol, risalendo fiumi come il Severn e l'Avon mediante zattere, e infine nuovamente via terra per l'ultimo tratto. Questo itinerario complesso richiedeva competenze navali e idrauliche notevoli, oltre a una pianificazione logistica che coinvolgeva probabilmente alleanze tra diverse comunità tribali lungo il percorso.
La scelta di trasportare queste pietre specifiche da una distanza così considerevole, quando materiali adatti erano disponibili molto più vicino, suggerisce che le Bluestones possedessero un significato religioso o simbolico particolare, forse legato a proprietà acustiche peculiari o a credenze riguardanti le loro origini geografiche.
I giunti a tenone e mortasa: un'innovazione unica
Stonehenge si distingue da tutti gli altri complessi megalitici per l'impiego di sofisticate tecniche di connessione tra le pietre. Gli architravi orizzontali che collegano i montanti verticali sono fissati mediante giunti a tenone e mortasa, un sistema tipicamente impiegato nella falegnameria ma qui applicato alla lavorazione della pietra con straordinaria precisione.
Ogni architrave presenta sulla sua superficie inferiore due cavità concave, le mortase, che si incastrano perfettamente con protuberanze convesse, i tenoni, ricavate sulla sommità dei montanti verticali. Questo sistema garantiva stabilità strutturale impedendo lo scivolamento laterale degli architravi. Inoltre, gli architravi erano collegati l'uno all'altro mediante giunti maschio-femmina alle estremità, creando un anello continuo e autoportante.
La realizzazione di questi incastri richiedeva una lavorazione della pietra estremamente accurata, ottenuta mediante percussione con magli di pietra più dura e probabilmente con l'ausilio di abrasivi. La precisione millimetrica degli allineamenti dimostra una comprensione sofisticata dei principi strutturali e delle tolleranze costruttive.
Funzione astronomica e rituale
Gli allineamenti astronomici di Stonehenge sono stati oggetto di studi approfonditi. L'asse principale del monumento è orientato verso il punto dell'orizzonte dove sorge il sole durante il solstizio d'estate, mentre l'allineamento opposto indica il tramonto del solstizio d'inverno. Questi orientamenti suggeriscono che il sito servisse come osservatorio astronomico e calendario per determinare momenti cruciali del ciclo agricolo.
Tuttavia, l'interpretazione puramente astronomica è stata integrata con ipotesi più complesse che vedono Stonehenge come centro cerimoniale per rituali legati al culto degli antenati e ai cicli di morte e rinascita. Le Aubrey Holes contenevano resti cremati, indicando una funzione funeraria. Il paesaggio circostante include numerosi tumuli sepolcrali e l'Avenue, un viale cerimoniale che collegava Stonehenge al fiume Avon, suggerendo processioni rituali.
Organizzazione sociale e forza lavoro
La costruzione di Stonehenge richiedeva non solo competenze tecniche, ma anche un'organizzazione sociale complessa capace di mobilitare e coordinare migliaia di lavoratori per periodi prolungati. Le stime suggeriscono che la fase finale del monumento richiese circa trenta milioni di ore di lavoro, distribuite su diversi decenni.
Questo livello di investimento collettivo implica l'esistenza di un'autorità centralizzata, probabilmente una classe sacerdotale o capi tribali con potere coercitivo o carisma religioso sufficiente a motivare comunità disperse. L'analisi isotopica dei resti umani rinvenuti suggerisce che partecipanti al cantiere provenivano da regioni remote della Gran Bretagna, indicando che Stonehenge fungeva da centro aggregante per un'area culturale estesa.
Stonehenge rimane uno dei monumenti più enigmatici dell'antichità, simbolo della capacità umana di concepire e realizzare imprese che trascendono le necessità immediate di sopravvivenza. La sua costruzione testimonia non solo abilità tecniche notevoli, ma anche una visione cosmologica articolata e un'organizzazione sociale capace di progetti transgenerazionali. Nonostante secoli di ricerche, molti aspetti del monumento restano misteriosi, alimentando il fascino di un'opera che continua a interrogare la nostra comprensione delle società neolitiche.