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Il tesoro di Atreo: la cupola più grande prima del Pantheon
Di Alex (del 04/02/2026 @ 12:00:00, in Capolavori dell'antichità, letto 69 volte)
L'ingresso monumentale del Tesoro di Atreo con il suo enorme architrave di 120 tonnellate
L'ingresso monumentale del Tesoro di Atreo con il suo enorme architrave di 120 tonnellate

Nel cuore di Micene sorge il Tesoro di Atreo, tomba monumentale del 1250 avanti Cristo e culmine dell'ingegneria micenea. La cupola di 14,5 metri rimase la più grande al mondo per oltre mille anni, fino al Pantheon romano. Un capolavoro con un architrave di 120 tonnellate che sfida ancora oggi la comprensione di come sia stato costruito. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Una tomba degna di un re
Il Tesoro di Atreo, noto anche come Tomba di Agamennone, rappresenta l'esempio più spettacolare di tomba a tholos dell'Egeo. Questo tipo di sepoltura circolare coperta da una falsa cupola era riservata esclusivamente ai sovrani micenei e alle loro famiglie. Situata sul pendio della collina di Panagitsa, a poche centinaia di metri dalla celebre Porta dei Leoni, la struttura testimonia la potenza e la ricchezza della civiltà micenea al suo apogeo.

Il nome tradizionale della tomba deriva dalla mitologia greca, che la attribuisce ad Atreo, padre di Agamennone e Menelao, figure centrali dell'epopea omerica. In realtà, gli archeologi ritengono che la tomba sia stata costruita per un sovrano miceneo anonimo della seconda metà del tredicesimo secolo avanti Cristo. Nonostante l'errore di attribuzione, il nome è rimasto nell'uso comune, testimoniando il fascino che questo monumento ha esercitato sull'immaginazione collettiva fin dall'antichità.

L'architrave colossale
Uno degli elementi più straordinari del Tesoro di Atreo è l'enorme blocco di pietra che sovrasta l'ingresso. Questo monolite di conglomerato calcareo pesa circa 120 tonnellate e rappresenta una delle più grandi pietre mai utilizzate nell'architettura antica. Le sue dimensioni sono impressionanti: 8,3 metri di lunghezza, 5,2 metri di profondità e 1,2 metri di altezza.

Il trasporto e il posizionamento di un blocco di tali proporzioni costituisce ancora oggi un enigma ingegneristico. Gli studiosi ipotizzano che i costruttori micenei abbiano utilizzato rampe inclinate e sistemi di leve e rulli per sollevare gradualmente il monolite. La precisione con cui l'architrave è stato collocato, distribuendo perfettamente il peso sulla struttura sottostante, dimostra una profonda comprensione delle leggi della statica, notevole per un'epoca priva di calcoli matematici formali.

Sopra l'architrave si trova un triangolo di scarico, uno spazio vuoto lasciato intenzionalmente per alleggerire il carico sulla pietra sottostante. Originariamente, questo spazio era decorato con lastre scolpite che raffiguravano motivi geometrici e probabilmente scene mitologiche, oggi perdute.

La cupola perfetta
La camera sepolcrale circolare del Tesoro di Atreo rappresenta un capolavoro assoluto dell'architettura antica. La cupola è stata costruita utilizzando la tecnica della corbellatura, o aggetto progressivo, che prevede la disposizione di anelli concentrici di pietre sempre più sporgenti verso l'interno, fino a chiudere lo spazio alla sommità.

La struttura è composta da 33 anelli sovrapposti di blocchi di conglomerato accuratamente tagliati e levigati. Ogni blocco è stato sagomato con precisione millimetrica per creare una superficie interna perfettamente liscia e continua. Le pietre sono state poi lucidate fino a ottenere una finitura quasi speculare, che originariamente doveva risplendere alla luce delle torce.

Con un diametro interno di 14,5 metri e un'altezza di 13,5 metri, questa cupola rimase la più grande del mondo fino alla costruzione del Pantheon romano, avvenuta oltre 1300 anni dopo. La stabilità della struttura è garantita dalla forma ogivale della cupola e dal peso stesso delle pietre sovrapposte, che generano una pressione radiale che distribuisce uniformemente le forze.

Il corridoio d'accesso e la camera laterale
L'accesso alla camera principale avviene attraverso un lungo corridoio scoperto, il dromos, che si estende per 36 metri scavato nella collina. Le pareti del dromos sono rivestite con blocchi di conglomerato perfettamente squadrati, che creano un effetto scenografico di crescente imponenza man mano che ci si avvicina all'ingresso.

La porta monumentale, alta 5,4 metri, era originariamente decorata con colonne di marmo verde e rosso, di cui rimangono solo le tracce degli alloggiamenti. Gli stipiti e l'architrave erano rivestiti con lastre di bronzo incise, successivamente asportate in epoca antica. Sul lato destro della camera principale si apre una piccola camera laterale, probabilmente destinata a custodire i tesori funerari o le offerte votive per il defunto.

Un'eredità millenaria
Il Tesoro di Atreo ha attraversato i millenni mantenendo intatta gran parte della sua struttura originaria. La robustezza della costruzione ha permesso alla cupola di resistere a terremoti, saccheggi e al passare del tempo. Sebbene la tomba sia stata profanata nell'antichità e privata dei suoi tesori, la magnificenza architettonica rimane immutata.

Oggi il monumento è visitabile e continua a essere oggetto di studi archeologici e architettonici. Le tecniche costruttive utilizzate dai micenei hanno influenzato l'architettura successiva, dimostrando come conoscenze tecniche avanzate potessero essere padroneggiate già nell'età del bronzo.

Il Tesoro di Atreo rappresenta non solo un capolavoro architettonico, ma anche una testimonianza della grandezza della civiltà micenea. La sua cupola perfetta, il colossale architrave e la maestria costruttiva continuano a ispirare ammirazione dopo oltre tremila anni. Un monumento che sfida il tempo e ricorda la capacità dell'uomo di creare opere immortali, destinate a parlare alle generazioni future della gloria e dell'ingegno dei loro creatori.