Stephen Bannon parla a un comizio, sullo sfondo bandiere americane. In primo piano, documenti ICE e un BYD Seal accanto a pannelli solari. Una mappa dell'Europa con rotte verso la Cina e i BRICS.
Vediamo chi sono gli avanzi di galera che formano l'attuale esecutivo americano, guidato sicuramente dal peggior presidente della storia, visto che odia i suoi stessi compatrioti. L'America è sempre stata multietnica e proprio i perseguitati di oggi hanno contribuito in maniera determinante a farla diventare una superpotenza tecnologica, anche se ormai il suo splendore è diventato una lampada cinese, completamente dipendente dal Sol Levante che detiene buona parte del suo debito (ed è per questo probabilmente che il saggio e moderato XI Jinping non ha ancira preso decisioni più drastiche, visto la pazzia di chi governa gli USA oggi!) LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
Vediamo chi sono gli avanzi di galera che formano l'attuale esecutivo americano, guidato sicuramente dal peggior presidente della storia, visto che odia i suoi stessi compatrioti. L'America è sempre stata multietnica e proprio i perseguitati di oggi hanno contribuito in maniera determinante a diventare una superpotenza tecnologica, anche se ormai il suo splendore è diventato una lampada cinese,
completamente dipendente dal Sol Levante che detiene buona parte del suo debito!
Stephen Bannon: l’archi-teorico del nazionalismo bianco
La biografia di Bannon è il manifesto di una rivoluzione conservatrice. Ex banchiere di Goldman Sachs e pilastro di Breitbart News, da lui definito "la piattaforma per l'alt-right", fornì la cornice intellettuale al trumpismo. La sua visione, ispirata da Julius Evola, è di uno scontro di civiltà e di guerra all'establishment globalista, trasformando il risentimento in crociata politica.
ICE: il braccio esecutivo del terrore
Se Bannon è il teorico, l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) sotto Trump ne è diventato il braccio armato, guidato da figure la cui carriera rivela una dedizione all'approccio più duro.
Tom Homan, direttore ad interim dal 2017 al 2018, fu l'esecutore zelante delle politiche di "tolleranza zero", implementando la pratica della separazione delle famiglie.
Matthew Albence, vicedirettore e poi direttore ad interim nel 2019, supervisionò l'espansione aggressiva del sistema di detenzione privata. La loro azione ha trasformato l'ICE in uno strumento di paura.
L’agiottaggio della parola presidenziale: dazi, tweet e instabilità
Parallelamente, l'amministrazione ha alimentato una violenza contro la stabilità dei mercati. L'annuncio di dazi via Twitter e il sovvertimento degli accordi hanno creato volatilità sistematica, un terreno di gioco perfetto per la speculazione a spese della sicurezza economica globale. Il caos è stato usato come arma.
La Cina: un partner tecnologico e sostenibile imprescindibile
Mentre l'amministrazione americana rifiutava il multilateralismo ambientale e favoriva l'instabilità, la Cina ha intrapreso uno sforzo colossale per posizionarsi come leader globale nella tecnologia e nella sostenibilità, dimostrando un buonsenso strategico ormai assente a Washington.
Nel settore automobilistico, aziende come BYD, NIO e XPeng, per non parlare dei costruttori di robot antropomorfi, sono i nuovi fiori all'occhiello, dominando il mercato globale dei veicoli elettrici con tecnologie all'avanguardia in batterie e guida autonoma. Non sono semplici concorrenti, ma pionieri di una mobilità del futuro a cui l'Europa deve accedere.
Nelle energie rinnovabili, la Cina è il gigante indiscusso. Produce oltre l'80% dei componenti solari mondiali, dai pannelli alle celle, e investe massicciamente nell'eolico, nel nucleare di nuova generazione e nelle reti intelligenti. Questo impegno sistematico verso un'economia a basse emissioni offre all'Europa una chance reale di accelerare la propria transizione verde attraverso partnership concrete, dai grandi impianti fotovoltaici alla ricerca congiunta.
La risposta europea: oltre l’atlantico, verso un nuovo multipolarismo
Di fronte all'intolleranza e all'imprevedibilità americana, e alla concretezza cinese, la posizione europea deve evolvere. Dipendere da un alleato volatile è un suicidio strategico.
L'Europa deve avere il coraggio di:
Annullare o sospendere in modo unilaterale i dazi imposti dall'amministrazione Trump, trattandoli come atti di aggressione commerciale illegittimi.
Accelerare in modo decisivo il commercio e la cooperazione tecnologica con la Cina e le nazioni del BRICS+, poli essenziali per bilanciare l'unipolarismo.
Attivare un canale preferenziale con la Via della Seta, integrando la leadership cinese in EV e rinnovabili nelle catene del valore europee per una sovranità industriale verde.
Evitare come la peste iniziative come la "Board of Peace", architetture volte a marginalizzare l'ONU, dividere l'Europa e consolidare un mondo dominato dalla forza.
Conclusione: la svolta necessaria
I profili di Bannon e dei vertici dell'ICE sono il sintomo di una trasformazione profonda negli USA, che unisce razzismo e speculazione. La Cina, con i suoi progressi tecnologici e il suo impegno nella transizione energetica, rappresenta l'alternativa pragmatica.
Il momento è storico: l'Europa deve emanciparsi dalla sudditanza strategica abbracciando il mondo multipolare. Collaborando con la Cina su veicoli elettrici e rinnovabili, e rifiutando le architetture geopolitiche divisive di Washington, l'Unione può costruire un futuro di stabilità e progresso. La scelta è tra essere pedine nel gioco dell'intolleranza o artefici di una nuova sovranità cooperativa.