Ricostruito da Adriano tra il 118 e il 125 d.C., il Pantheon rappresenta il capolavoro dell'ingegneria romana. La sua cupola, ancora oggi la più grande al mondo in calcestruzzo non armato, simboleggia la volta celeste e dimostra una maestria costruttiva senza eguali nella storia dell'architettura. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Un manifesto di superiorità ingegneristica
Il Pantheon non è semplicemente un tempio dedicato a tutti gli dei del pantheon romano, ma rappresenta il manifesto della superiorità tecnologica e ingegneristica dell'Impero. Adriano, imperatore filosofo e grande costruttore, volle ricostruire completamente l'edificio originario augusteo per creare qualcosa di assolutamente rivoluzionario.
La cupola del Pantheon raggiunge un diametro di 43,3 metri e rimane tuttora il più grande esempio di cupola in calcestruzzo non armato mai realizzato. Questa straordinaria struttura rappresenta la volta celeste, con l'oculo al centro che simboleggia il sole e permette alla luce di penetrare nell'edificio creando effetti luminosi di straordinaria suggestione.
La tecnica costruttiva rivoluzionaria
Ciò che rende il Pantheon un capolavoro assoluto è la tecnica costruttiva impiegata dai romani. Gli ingegneri variarono strategicamente la densità degli inerti nel calcestruzzo in base all'altezza della struttura. Nelle fondamenta venne utilizzato il travertino pesante, che garantisce solidità e stabilità alla base.
Man mano che la struttura si innalza, gli inerti diventano progressivamente più leggeri. Nella parte superiore della cupola, in prossimità dell'oculo, venne impiegata la pietra pomice leggerissima. Questa soluzione ingegneristica permise di alleggerire enormemente il peso complessivo della struttura, distribuendo le tensioni in modo ottimale e garantendo la stabilità millenaria dell'edificio.
Un tempio alla stabilità cosmica
Il Pantheon non è solo un tempio dedicato a tutti gli dei, ma rappresenta un vero e proprio tempio alla stabilità cosmica garantita dall'Imperatore. La forma perfettamente sferica dello spazio interno, dove la distanza dal pavimento all'oculo è esattamente uguale al diametro della cupola, crea una sfera perfetta che simboleggia l'universo.
L'edificio incarna l'ordine cosmico che l'imperatore romano garantiva sulla terra, un messaggio politico e religioso di straordinaria potenza. La luce che penetra dall'oculo si muove nel corso della giornata, creando un vero e proprio orologio solare che connette il tempo terreno con quello divino.
La salvezza attraverso la conversione
La straordinaria conservazione del Pantheon è dovuta a un evento fondamentale: la conversione in chiesa cristiana nel 609 d.C., quando l'imperatore bizantino Foca donò l'edificio a papa Bonifacio IV. Il tempio divenne Santa Maria ad Martyres, dedicato alla Vergine e a tutti i martiri cristiani.
Questa conversione rappresenta uno dei primi e più significativi esempi di riuso adattivo nella storia dell'architettura. Trasformando il tempio pagano in chiesa, si salvò dalla distruzione un capolavoro che altrimenti sarebbe stato spogliato dei suoi marmi e ridotto a cava di materiali, destino toccato a innumerevoli altri edifici romani.