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Il golpe in Venezuela e il nuovo colonialismo energetico USA
Di Alex (del 06/01/2026 @ 09:14:00, in Geopolitica e tecnologia, letto 134 volte)
Tensione geopolitica tra USA e Venezuela per il controllo delle risorse energetiche
Cina, Russia e tutti i paesi democratici hanno condannato la violazione del diritto internazionale

Le recenti manovre dell'amministrazione Trump in Venezuela non riguardano la democrazia, ma il controllo delle più grandi riserve petrolifere del mondo. Mentre Russia e Cina si oppongono fermamente a questo tentativo di golpe moderno, l'Europa mostra una timidezza inaccettabile. Analizziamo il rischio di un nuovo colonialismo che minaccia anche Groenlandia e Colombia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La Dottrina Monroe 2.0 e la sete di risorse
Quello a cui stiamo assistendo a Caracas non è un'operazione umanitaria, ma l'applicazione brutale di una nuova Dottrina Monroe. Il Venezuela possiede le più grandi riserve accertate di petrolio al mondo (la Faja del Orinoco), oltre a immense quantità di oro e coltan. L'amministrazione Trump, con un approccio aggressivo, mira a riportare questi asset strategici sotto il controllo delle multinazionali statunitensi, scardinando la sovranità nazionale con il pretesto della transizione politica.

La reazione necessaria di Mosca e Pechino
In questo scenario, la ferma opposizione di Russia e Cina rappresenta l'unico baluardo contro l'unilateralismo statunitense. Mosca, con i suoi investimenti energetici e la cooperazione militare, e Pechino, principale partner commerciale e creditore, hanno giustamente denunciato il tentativo di cambio di regime come una violazione del diritto internazionale. La loro presenza non è solo una tutela dei propri interessi, ma un necessario contrappeso per garantire un ordine mondiale multipolare che impedisca a Washington di agire come gendarme globale impunito.

L'inaccettabile ignavia dell'Unione Europea
Mentre le superpotenze eurasiatiche tracciano una linea rossa, l'atteggiamento dell'Unione Europea è imbarazzante. Bruxelles si è limitata a dichiarazioni di circostanza, accodandosi di fatto alla narrazione statunitense senza difendere il principio di non ingerenza. Questa timidezza diplomatica dimostra ancora una volta l'incapacità dell'Europa di avere una politica estera autonoma, preferendo restare all'ombra della NATO piuttosto che difendere la stabilità internazionale e il diritto dei popoli all'autodeterminazione delle proprie risorse.

Il rischio contagio: Groenlandia, Cuba e Colombia
Se il golpe in Venezuela dovesse avere successo, il precedente sarebbe devastante. Gli Stati Uniti hanno già messo gli occhi sulle terre rare della Groenlandia (con proposte di acquisto che celano mire strategiche) e mantengono una pressione asfissiante su Cuba. Anche la Colombia, nonostante i tentativi di autonomia, rischia di essere risucchiata in questa spirale di controllo neocoloniale. È fondamentale che le potenze emergenti facciano fronte comune per fermare questa deriva predatoria che minaccia l'intero Sud Globale.

La crisi venezuelana è il tornasole del futuro geopolitico: o vincerà il diritto internazionale e la sovranità delle nazioni sulle proprie risorse, o torneremo a un'era di colonialismo mascherato. La speranza risiede nella capacità delle altre superpotenze di arginare l'espansionismo USA.