Scenografia del laboratorio geodetico assediato da colonie di formiche nel film Fase IV
Fase IV distruzione Terra diretto dal maestro visivo Saul Bass nel 1974 mette in scena la ribellione biologica e collettiva del mondo delle formiche. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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L'unica regia di Saul Bass e la rivoluzione visiva
Uscito nelle sale cinematografiche nel 1974 su sceneggiatura di Mayo Simon, Fase IV distruzione Terra rappresenta l'unica esperienza alla regia di un lungometraggio per Saul Bass, celeberrimo grafico e designer statunitense noto a livello planetario per aver firmato i titoli di testa piu memorabili della storia del cinema per maestri come Alfred Hitchcock, Otto Preminger e Stanley Kubrick. Lungi dall'adagiarsi sui consueti stilemi dei film di mostri o sulle catastrofi spettacolari del periodo, Bass concepisce un'opera filosofica, straniante e visivamente abbagliante. La narrazione prende le mosse da un misterioso allineamento cosmico e da insoliti brillamenti solari che alterano l'ecosistema terrestre, cancellando la consueta competizione tra specie rivali e provocando un'improvvisa mutazione genetica e cognitiva nelle colonie di formiche del deserto dell'Arizona, le quali sviluppano una coscienza unitaria e una strategia predatoria coordinata.
L'assedio della cupola geodetica tra scienza e follia
Per indagare la formazione di inconsuete torri monolitiche geometriche costruite dagli insetti nel deserto, due scienziati dai temperamenti divergenti allestiscono un avamposto di ricerca a cupola geodetica a tenuta stagna. Il biologo veterano Ernest Hubbs affronta il fenomeno con una tracotanza positivista e distruttiva, convinto che la tecnologia umana e l'uso spregiudicato di insetticidi e frequenze acustiche possano piegare qualsiasi forma vivente; accanto a lui il matematico e crittografo James Lesko cerca invece di decifrare il codice di comunicazione visiva e geometrica elaborato dall'intelligenza collettiva. A loro si aggiunge presto Kendra, una giovane superstite di una famiglia di coloni decimata dalle punture. L'assedio al bunker si trasforma rapidamente in una guerra psicologica di logoramento: le formiche si dimostrano capaci di immunizzarsi ai gas velenosi, riflettono la luce solare per fondere i cavi dell'avamposto con superfici specchianti e sabotano metodicamente i condizionatori e i circuiti di potenza dell'edificio.
La magistrale macrofotografia di Ken Middleham
L'elemento cardine che eleva l'opera a pietra miliare dell'avanguardia fantascientifica risiede nella spettacolare fotografia affidata a Ken Middleham, autentico virtuoso delle riprese macro e time-lapse entomologiche. Senza alcun ricorso a effetti ottici convenzionali o a pupazzi ingombranti, la macchina da presa scende letteralmente all'interno del formicaio, svelando le mandibole, le antenne, la fecondazione delle regine e le coreografie operaie con una definizione microscopica che trasforma gli insetti in alieni autentici e impassibili. Le inquadrature ravvicinate dei singoli insetti che trasportano cristalli, dialogano con feromoni chimici e sacrificano i propri corpi per condurre l'elettricita nei congegni umani generano un senso di angoscia cosmica, accentuato dalla colonna sonora d'avanguardia firmata da Brian Gascoigne con sintetizzatori modulari e suoni microtonali inquietanti.
Il finale censurato e la resa evolutiva dell'uomo
La conclusione della pellicola sigilla la totale sconfitta dell'antropocentrismo. Dopo la morte di Hubbs, sopraffatto dal veleno e dall'ossessione, Lesko comprende che il genere umano non ha alcuna speranza di vittoria tecnologica contro una mente globale capace di riadattare la materia a livello cellulare. Nel finale originale concepito da Bass, tagliato e soppresso dalla Paramount perche ritenuto troppo psichedelico e sconcertante prima di essere riscoperto decenni dopo, Lesko e Kendra scendono volontariamente nei cunicoli sotterranei della colonia, accettando la metamorfosi e sancendo l'avvento della quarta fase evolutiva della Terra: l'assimilazione biologica dell'umanita in un nuovo ordine cosmico governato dalla mente collettiva degli imenotteri.
Fase IV distruzione Terra rimane un monumento della fantascienza ecologica degli anni Settanta, capace di ribaltare le nostre certezze gerarchiche e di mostrare la fragilita della civilta al cospetto delle forze silenziose del pianeta.