\\ Home Page : Articolo : Stampa
La III dinastia egizia e la rivoluzione litica di Imhotep a Saqqara
Di Alex (del 04/11/2026 @ 17:00:00, in Storia Antico Egitto, letto 31 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
La piramide a gradoni di Djoser nel complesso funerario di Saqqara
La piramide a gradoni di Djoser nel complesso funerario di Saqqara

L'inizio della III dinastia segnò il passaggio rivoluzionario dal mattone crudo alla pietra calcarea squadrata, trasformando con il genio di Imhotep la tomba reale nella prima monumentale piramide a gradoni della storia egizia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.

🎧 Ascolta questo articolo




Bonus Video





La concezione ingegneristica di Imhotep e la mastaba scalare
Intorno al 2670 avanti Cristo, l'architetto reale e sommo sacerdote Imhotep avviò sulla piana desertica di Saqqara un cantiere destinato a rivoluzionare per sempre la storia delle costruzioni umane per volere del faraone Netjerykhet, ricordato nei secoli con il nome di Djoser. Fino a quel momento storico, i sepolcri dinastici dell'Alto e Basso Egitto erano costituiti da semplici mastabe quadrangolari a pianta allungata, erette accatastando mattoni di fango crudo essiccati al sole e travi di legno di palma importato. Imhotep comprese l'intrinseca deperibilità della materia alluvionale e prese la decisione di impiegare esclusivamente blocchi di calcare locale estratti dalle cave adiacenti. La costruzione non nacque piramidale, bensì si sviluppò attraverso sei distinte fasi progettuali consecutive: una mastaba originaria quadrata venne progressivamente ampliata in larghezza e poi sopraelevata con corsi murari inclinati di circa diciassette gradi verso l'interno. Questa inclinazione geometrica impediva lo scivolamento del paramento esterno, scaricando il peso verso il nucleo centrale e consentendo di raggiungere un'altezza di oltre sessanta metri ripartita su sei maestosi gradoni sovrapposti.

Il significato ideologico e politico del complesso funerario
La grandiosa opera monumentale non era un semplice monumento funebre isolato nel deserto, ma il perno di un'immensa cittadella cerimoniale cinta da un bastione in calcare bianco di Tura lungo oltre cinquecento metri e alto dieci metri, ritmato da finte porte e pannelli a facciata di palazzo. All'interno del perimetro sacro si sviluppavano cortili per la celebrazione del giubileo della festa Sed, padiglioni cerimoniali del Nord e del Sud e altari destinati a riaffermare l'autorità universale del sovrano oltre la fine fisica. Sul piano teologico, la scala litica protesa verso lo zenit fungeva da rampa cosmica per consentire all'anima del monarca di salire verso le stelle circumpolari dell'emisfero settentrionale, considerate imperiture e divine. L'edificazione del recinto sacro impose la prima organizzazione burocratica di massa del regno faraonico: la centralizzazione statale dovette coordinare l'alimentazione, il ricovero e i turni di lavoro per migliaia di scalpellini e trasportatori, consolidando l'apparato amministrativo che avrebbe retto le sorti dell'Antico Regno per i secoli a venire.

Il labirinto ipogeo e le meraviglie sotterranee di Saqqara
Al di sotto del colosso di pietra si sviluppa un'intricata metropoli sotterranea interamente scavata nel banco roccioso fino a ventotto metri di profondità, costituita da una rete di pozzi, corridoi e gallerie cieche per un'estensione complessiva superiore a cinque chilometri e mezzo. Al centro dell'ipogeo si apre la camera funeraria reale rivestita con massicci blocchi di granito rosa trasportati lungo il Nilo dalle cave di Assuan e sigillata da un enorme tappo litico dal peso di tre tonnellate e mezzo. Le pareti delle adiacenti stanze private del re erano decorate con bassorilievi finissimi che mostrano Djoser intento a celebrare i riti religiosi, intervallati da eleganti pannelli ricoperti da migliaia di placchette di faïence blu-verde intarsiate nella roccia per simulare le stuoie di giunco del palazzo terreno. Questo mondo sotterraneo custodiva inoltre oltre quaranta mila vasi in pietra dura, alabastro, diorite e scisto risalenti alle dinastie arcaiche precedenti, testimonianza dell'omaggio dinastico che il nuovo sovrano intendeva preservare per l'eternità sotto la prima meraviglia di pietra squadrata del genere umano.

L'esperimento costruttivo di Saqqara consacrò la transizione alla pietra monumentale e gettò le basi geometriche e organizzative che avrebbero consentito ai maestri della dinastia successiva di erigere i colossi perfetti di Giza.

Commenta in Telegram