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Il lago di Braies tra lo sbarramento per frana e l'enrosadira sulla Croda del Becco
Di Alex (del 01/11/2026 @ 14:00:00, in Natura spettacolare, letto 48 volte)
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Specchio smeraldo del lago di Braies dominato dalla parete della Croda del Becco
Specchio smeraldo del lago di Braies dominato dalla parete della Croda del Becco
Incastonato a quasi millecinquecento metri di quota nelle Dolomiti di Braies, il bacino idrico rappresenta una delle icone naturalistiche più celebri dell'arco alpino. Nato da un colossale sbarramento per frana post-glaciale, il lago riflette il fenomeno dell'enrosadira sulla parete rocciosa della Croda del Becco. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Genesi geomorfologica da sbarramento di frana post-glaciale
La formazione del lago di Braies, adagiato a una quota di millequattrocentonovantasei metri nel territorio dell'Alto Adige, non è riconducibile a un semplice scavo glaciale vallivo. Benchè la conca sia stata originariamente modellata dall'azione erosiva delle grandi lingue di ghiaccio durante l'ultimo massimo glaciale pleistocenico, l'invaso lacustre vero e proprio nacque in seguito a un imponente evento franoso. Una colossale massa rocciosa si staccò dalle pendici del monte Sasso del Signore precipitando a valle e ostruendo completamente il deflusso naturale delle acque del torrente locale. Il corso d'acqua fu costretto a riempire la depressione a monte del collasso detritico fino a raggiungere un equilibrio idraulico attraverso vie di deflusso sotterranee e drenaggi fessurati nella barriera detritica calcarea.

Litologia della Dolomia Principale e il fenomeno ottico dell'enrosadira
A sud dello specchio d'acqua si innalza la parete scoscesa della Croda del Becco, massiccio che supera i duemilaottocento metri di altitudine. Questa possente architettura rocciosa è costituita principalmente da calcari e dolomia, un minerale a reticolo cristallino composto da carbonato doppio di calcio e magnesio. La peculiare composizione mineralogica della roccia è la matrice fisica del fenomeno ottico dell'enrosadira. Durante le ore del tramonto e dell'alba, la luce solare a basso angolo incide sulle pareti verticali spoglie: le lunghezze d'onda più corte della radiazione blu vengono disperse dall'atmosfera mediante diffusione di Rayleigh, lasciando che le tonalità calde del rosso, del rame e del viola accendano le pareti dolomitiche, creando uno spettacolare contrasto cromatico con il verde smeraldo del lago.

Idrochimica oligotrofica e sfide della gestione ecologica
Le acque del lago di Braies si distinguono per un'elevata trasparenza e un contenuto estremamente limitato di nutrienti disciolti, caratteristiche tipiche dei bacini montani oligotrofici. L'alimentazione idrica proviene da sorgenti sotterranee fredde e ruscelli di scioglimento nivale che mantengono le temperature superficiali al di sotto dei quattordici gradi anche nei mesi più caldi. Questa limpidezza consente alla luce di penetrare fino a profondità notevoli, dove si sviluppano tappeti di alghe macrofite sommerse che costituiscono l'habitat ideale per salmerini alpini e trote fario autoctone. Negli ultimi anni, la crescente pressione turistica ha imposto l'adozione di un piano di contingentamento degli accessi veicolari estivi, necessario per preservare la qualità chimica delle acque e proteggere i delicati sentieri perimetrali dall'erosione pedonale accelerata.

Lo specchio quieto del lago riflette la grandiosità geologica dei tempi della Terra, ricordandoci la necessità di contemplare e custodire il silenzio primigenio dei monumenti naturali montani.

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