Ritratto del filosofo illuminista Immanuel Kant durante il periodo di Konigsberg
Il pensatore di Konigsberg ha trasformato in modo irreversibile la teoria della conoscenza, l'etica del dovere e i fondamenti giuridici della convivenza internazionale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
🎧 Ascolta questo articolo
Bonus Video
La rivoluzione copernicana nella teoria della conoscenza
Nato nel 1724 dopo Cristo a Konigsberg nella Prussia orientale, Immanuel Kant visse tutta la sua esistenza dedito all'insegnamento accademico fino alla morte avvenuta nel 1804 dopo Cristo. Con la pubblicazione nel 1781 dopo Cristo della Critica della ragion pura, il pensatore prussiano compì quella che egli stesso definì una rivoluzione copernicana della gnoseologia. Fino a quel momento la tradizione filosofica aveva presupposto che la mente umana dovesse conformarsi passivamente agli oggetti esterni per conoscerli. Kant ribaltò tale prospettiva, sostenendo che sono gli oggetti dell'esperienza a doversi modellare sulle strutture a priori della sensibilità e dell'intelletto umano. Lo spazio e il tempo cessano di essere entità assolute o proprietà intrinseche delle cose per diventare forme pure dell'intuizione sensibile, mentre dodici categorie a priori ordinano la molteplicità fenomenica rendendo possibile il giudizio sintetico a priori alla base delle scienze naturali.
L'etica deontologica e l'imperativo categorico
Nella successiva Critica della ragion pratica del 1788 dopo Cristo, l'indagine kantiana si spostò sul terreno dell'agire pratico. Kant respinse qualsiasi fondazione morale basata sull'utilità, sul piacere o sui comandi divini esterni, erigendo un'etica deontologica autonoma fondata esclusivamente sulla ragione pura. L'imperativo categorico si presenta come una prescrizione formale e incondizionata che impone all'individuo di agire secondo massime che possano al contempo valere come principio di una legislazione universale. La seconda formulazione dell'imperativo stabilisce il principio cardine dell'umanità come fine in sè e mai come semplice mezzo, ponendo le basi filosofiche per la nozione moderna di dignità inviolabile della persona.
Il progetto giuridico per la pace perpetua
Nel trattato del 1795 dopo Cristo intitolato Per la pace perpetua, Kant applicò i principi della ragione al diritto pubblico e internazionale. Egli comprese che lo stato di natura tra le nazioni è uno stato di guerra latente e che la pace deve essere istituita mediante un patto giuridico vincolante. Il saggio teorizza la necessità di una costituzione repubblicana per ogni Stato, basata sulla separazione dei poteri e sul consenso dei cittadini, affiancata da una federazione di popoli liberi fœdus pacificum in grado di scongiurare le aggressioni imperialiste senza dissolvere la sovranità delle singole comunità.
Opera Cardine
Anno di Pubblicazione
Concetto Fondamentale
Critica della ragion pura
1781 dopo Cristo
Forme a priori di spazio e tempo e categorie intellettive
Critica della ragion pratica
1788 dopo Cristo
Imperativo categorico ed etica deontologica autonoma
Critica del giudizio
1790 dopo Cristo
Finalità estetica del sublime e del bello naturale
Per la pace perpetua
1795 dopo Cristo
Federazione repubblicana internazionale contro la guerra
Il rigore critico di Kant conserva una straordinaria attualità, ricordando all'umanità che la tutela della dignità morale e la costruzione della pace richiedono un impegno razionale costante.