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Scanno e l'armonia medievale d'Abruzzo tra architettura a fuso e arte orafa
Di Alex (del 06/10/2026 @ 16:00:00, in Beni Arte e patrimonio UNESCO, letto 61 volte)
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Scorcio medievale di Scanno con vicoli in pietra e scalinate storiche
Scorcio medievale di Scanno con vicoli in pietra e scalinate storiche
Incastonato tra i contrafforti selvaggi della Valle del Sagittario, il borgo abruzzese di Scanno seduce con il suo impianto urbano a fuso e le sue cimme in pietra viva. Custode di un'arte orafa unica, si specchia nel celebre lago a cuore. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Morfologia urbana a fuso e ingegneria delle scalinate esterne cimme
Arroccato a oltre mille metri di quota su uno sperone di roccia calcarea nella gola del fiume Sagittario, l'abitato storico di Scanno si sviluppa secondo un singolare impianto urbanistico a fuso allungato, modellato con rigore millenario per adattarsi ai dislivelli del terreno montano. La compattezza dell'abitato, concepita anticamente per resistere ai venti gelidi invernali e agli assedi nemici, è solcata da una fitta trama di vicoli gradonati detti ruette, sui quali prospettano case-torri edificate con conci di pietra locale perfettamente scalpellati. Il tratto distintivo dell'architettura scannese risiede nelle cimme, scenografiche rampe di scale esterne in pietra con ballatoio d'ingresso, spesso abbellite da portali rinascimentali arricchiti da mascheroni apotropaici, architravi decorati a rilievo e raffinate ringhiere in ferro battuto forgiate a fuoco dai maestri fabbri del contado.

L'arte orafa della filigrana e la tradizione del costume femminile
Scanno ha saputo preservare un'identità antropologica tra le più celebrate d'Europa, documentata nei decenni dagli scatti di maestri della fotografia mondiale come Henri Cartier-Bresson e Mario Giacomelli. Nelle botteghe del centro storico risuonano ancora i martelletti degli orafi dediti alla filigrana d'oro e d'argento, arte meticolosa che trova la sua espressione più celebre nella presentosa, il gioiello stellato a forma di stella o fiore con uno o due cuori centrali donato alle giovani promesse spose come pegno d'amore. Questo gioiello si sposa con il sontuoso costume muliebre tradizionale, caratterizzato da gonne pesanti in panno scuro pieghettate a mano, maniche a sbuffo e il caratteristico copricapo a turbante denominato cappellitto, un abbigliamento di foggia cinquecentesca indossato quotidianamente dalle anziane del borgo fino ai nostri giorni.

Il paesaggio del lago a forma di cuore e la resilienza della comunità montana
A breve distanza dalle mura del borgo si adagia il Lago di Scanno, formatosi nell'antichità a seguito di una ciclopica frana staccatasi dal monte Genzana che sbarrò il corso del fiume Sagittario. Osservato dai sentieri panoramici che salgono verso l'eremo di Sant'Egidio, lo specchio lacustre rivela per un suggestivo gioco di prospettive una perfetta forma di cuore, attirando naturalisti e appassionati di escursionismo da ogni continente. Le acque smeraldine, popolate da trote fario e lucci, sono incorniciate da rigogliosi boschi di salici e canneti dove nidificano svassi e germani reali. La comunità scannese difende oggi questo patrimonio con una visione economica virtuosa, coniugando l'accoglienza di qualità con la produzione casearia del celebre pecorino montano e la valorizzazione delle botteghe artigiane.

Scanno custodisce l'anima più autentica e fiera dell'Appennino abruzzese, un borgo dove la pietra viva protegge una memoria nobilissima e dove il senso della bellezza antica continua a scandire il ritmo quotidiano della vita civile.

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