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Bosa e il fascino fluviale del Temo tra case policrome e memorie di conceria
Di Alex (del 05/10/2026 @ 11:00:00, in Natura spettacolare, letto 60 volte)
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Scorcio panoramico di Bosa sul fiume Temo con case colorate
Scorcio panoramico di Bosa sul fiume Temo con case colorate
Distesa lungo le acque dell'unico fiume navigabile dell'isola, Bosa rapisce lo sguardo con le case variopinte ai piedi del Castello Malaspina. Un viaggio nella storia sarda tra vicoli antichi e concerie storiche. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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La rocca di Serravalle e l'evoluzione urbanistica di Sa Costa
Fondata originariamente dai Fenici presso la foce del Temo, Bosa si sviluppò nella sua forma medievale a partire dal dodicesimo secolo dopo Cristo, quando la nobile famiglia toscana dei Malaspina eresse la maestosa fortezza sulla cima del colle di Serravalle. Sotto la protezione della cinta muraria nacque il suggestivo rione di Sa Costa, un intrico verticale di viuzze lastricate, scalinate in pietra scura e archi di sostegno su cui si arrampicano le caratteristiche case-torri dipinte a tinte vivaci. L'alternarsi dei toni pastello dell'ocra, del rosa e del celeste sulle facciate non aveva solo valore ornamentale, ma consentiva ai pescatori di ritorno dal mare aperto di individuare la propria dimora anche attraverso le nebbie costiere che risalgono la foce.

L'archeologia industriale lungo il Temo e il quartiere Sas Conzas
Sulla riva meridionale del fiume sorge uno dei complessi di archeologia proto-industriale più importanti d'Italia: il quartiere delle antiche concerie, noto in sardo come Sas Conzas. Attive sin dal diciassettesimo secolo e fiorite nell'ottocento, queste strutture in pietra vulcanica e trachite rossa sfruttavano la corrente d'acqua costante del fiume per il lavaggio delle pelli e l'abbondanza di tannino estratto dalle cortecce dei boschi circostanti. Le pelli conciate a Bosa, rinomate per l'eccezionale morbidezza e resistenza, venivano esportate nei principali mercati della penisola per la selleria militare e la calzatura di lusso, trasformando la cittadina nel fulcro economico del territorio della Planargia.

Tradizione marinara, artigianato del filet e identità fluviale
La vita di Bosa è scandita da un equilibrio millenario tra il mondo contadino dell'entroterra e la vocazione marinara. Nelle botteghe del centro storico le anziane ricamatrici tramandano ancora l'arte minuziosa del filet, pizzo ad ago realizzato su una rete di cotone intrecciata a mano derivata direttamente dalla tessitura delle reti dei pescatori. Presso la foce fluviale di Bosa Marina si erge la possente torre aragonese dell'Isola Rossa, guardiana dell'approdo marittimo, mentre lungo le sponde fluviali ormeggiano i battelli in legno utilizzati per la pesca delle aragoste e la raccolta dei cefali, a testimonianza di una civiltà che ha fatto dell'acqua dolce e salata il proprio destino.

Bosa incarna l'anima più autentica della Sardegna fluviale, un luogo dove la pietra lavica incontra la luce vivida del Mediterraneo e la memoria laboriosa degli artigiani si specchia nell'eterno fluire del Temo.

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