La sponda turchese della Laguna 69 con le cime innevate della Cordillera Blanca
La Cordillera Blanca in Perù custodisce vette maestose e lagune turchesi, ma soffre il rapido ritiro dei ghiacciai per il riscaldamento globale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Geologia e vette emblematiche delle Ande peruviane La Cordillera Blanca è la catena montuosa tropicale più alta del mondo e si snoda per circa centottanta chilometri nella regione di Ancash, nel Perù centro-settentrionale. Parte integrante della imponente cordigliera delle Ande, questa regione geologica si è formata in seguito alla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana, originando una concentrazione straordinaria di cime che superano i seimila metri di altitudine. La montagna più elevata è lo Huascarán, il cui monte sud raggiunge i seimilaseicentosettantotto metri, rappresentando il punto più alto di tutto il Perù. Un'altra vetta celebre in tutto il mondo è l'Alpamayo, considerata per la sua perfetta forma piramidale una delle montagne più belle del pianeta. Le vette della Cordillera Blanca dominano circhi glaciali elevati e pareti di roccia e ghiaccio che attraggono ogni anno alpinisti e ricercatori da ogni parte del globo.
La Laguna 69 e i circhi glaciali elevati Uno degli elementi paesaggistici più iconici della Cordillera Blanca è rappresentato dal reticolo di lagune d'alta quota originatesi dal ritiro dei ghiacciai. La Laguna 69, situata a oltre quattromilaseicento metri di altitudine ai piedi del monte Chacraraju, costituisce l'esempio più famoso di questo fenomeno. Le sue acque mostrano un colore turchese intenso e quasi ipnotico, dovuto alla presenza di finissimi sedimenti minerali di origine glaciale sospesi nell'acqua, chiamati farina di roccia. Questi bacini d'acqua si riempiono grazie al costante drenaggio dei circhi glaciali superiori, creando specchi d'acqua incontaminati immersi in un ambiente alpino di rara bellezza. Tuttavia, la formazione di nuove lagune proglaciali rappresenta anche un fattore di rischio idrogeologico, poichè il crollo improvviso di morrene o seracchi può provocare alluvioni catastrofiche lungo le vallate sottostanti.
Condizioni climatiche e stabilità stagionale Il clima della Cordillera Blanca è caratterizzato da una spiccata stagionalità legata all'alternanza tra la stagione secca e la stagione delle piogge. I mesi compresi tra maggio e settembre, corrispondenti all'estate australe, coincidono con il periodo di massima stabilità atmosferica della regione, noto localmente come l'estate andina. Durante queste settimane le giornate offrono cieli limpidi, un'ottima visibilità e assenza di precipitazioni significative, condizioni ideali per le spedizioni alpinistiche e le escursioni ad alta quota. Le notti, tuttavia, sono segnate da un forte irraggiamento termico che fa scendere la temperatura ben al di sotto dello zero. Durante la stagione umida, al contrario, le precipitazioni nevose sulle cime e piovose nelle valli rendono gli spostamenti difficili e aumentano il rischio di valanghe sui versanti più ripidi.
Innalzamento dello zero termico e fusione dei ghiacci Nonostante la sua maestosità, la Cordillera Blanca è oggi uno degli ambienti più vulnerabili ai cambiamenti climatici globali. Negli ultimi decenni si è assistito a una drammatica riduzione dei ghiacciai tropicali a causa dell'innalzamento della quota dello zero termico. I dati forniti dai glaciologi evidenziano che la catena montuosa ha perso oltre il quaranta per cento della sua superficie glaciale originale. Questo fenomeno di fusione accelerata altera profondamente il paesaggio delle valli proglaciali e minaccia l'approvvigionamento idrico delle popolazioni locali, che dipendono dal rilascio stagionale dell'acqua di scioglimento per l'agricoltura e la produzione idroelettrica. Monitorare la perdita di ghiaccio sulle Ande è fondamentale per sviluppare strategie di adattamento di fronte alla trasformazione di uno degli ecosistemi più preziosi del pianeta.
In sintesi, la Cordillera Blanca rimane uno spettacolo naturale insuperabile, la cui bellezza fragile ci ricorda la necessità urgente di proteggere gli ecosistemi glaciali dall'impatto del riscaldamento globale.