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Anita Moorjani e la straordinaria guarigione dopo l'esperienza di pre-morte
Di Alex (del 03/09/2026 @ 08:00:00, in Misteri, letto 68 volte)
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Rappresentazione artistica di una percezione di pre-morte e guarigione
Rappresentazione artistica di una percezione di pre-morte e guarigione
Entrata in coma nel 2006 per un tumore al sistema linfatico giunto allo stadio finale, Anita Moorjani visse un'esperienza straordinaria prima della regressione. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Il quadro clinico terminale ed il coma multiorgano
Nel febbraio del 2006 la vita della donna d'affari indiana Anita Moorjani, residente ad Hong Kong, sembrava giunta al capolinea dopo una dolorosa battaglia durata ben quattro anni contro il linfoma di Hodgkin. Il tumore si era diffuso in tutto il sistema linfatico con masse tumorali delle dimensioni di limoni che ricoprivano il collo, le ascelle e il torace. Ricoverata d'urgenza in ospedale in condizioni disperate, i medici riscontrarono una grave insufficienza multiorgano, con i polmoni pieni di liquido e le funzioni epatiche e renali del tutto compromesse. I sanitari dichiararono alla famiglia che la paziente si trovava nello stadio terminale irreversible ed era entrata in un coma profondo da cui non si sarebbe piú risvegliata, stimando un'aspettativa di vita di poche ore.

La percezione extra-corporea delle conversazioni esterne
Mentre il suo corpo fisico giaceva privo di conoscenza sul letto di rianimazione, Anita Moorjani sperimentò un'intensa esperienza di pre-morte, nota in ambito clinico con la sigla inglese NDE. La donna riferí al suo successivo risveglio di essersi sentita del tutto libera dal dolore fisico e di aver percepito chiaramente gli avvenimenti che si svolgevano attorno a lei. In particolare descrisse nei minimi dettagli le conversazioni angosciate tra il medico primario e suo marito avvenute lungo il corridoio dell'ospedale situato a metri di distanza dalla stanza condizionata, oltre alle preghiere recitate da suo fratello mentre si trovava a bordo di un aereo in volo per raggiungerla da un altro continente.

La regressione tumorale e l'interesse della ricerca medica
Contro ogni previsione medica e biologica, trentasei ore dopo l'inizio dell'esperienza Anita Moorjani riprese spontaneamente conoscenza. Negli oncologi dell'ospedale lo sconcerto fu totale quando le analisi di laboratorio e le tomografie successive mostrarono una rapidissima regressione delle masse tumorali. Nel giro di poche settimane i linfonodi rimpicciolirono fino a scomparire del tutto, e la biopsia del midollo osseo confermò la totale assenza di cellule tumorali, consentendo le sue dimissioni dall'ospedale. Il caso di Anita Moorjani è stato oggetto di attenti studi da parte di oncologi e ricercatori internazionali, tra cui lo psichiatra Bruce Greyson, rimanendo uno dei resoconti di remissione spontanea piú documentati e sorprendenti della medicina moderna.

La vicenda di Anita Moorjani solleva interrogativi profondi sulle capacità autoguaritrici dell'organismo e sui confini ancora sconosciuti della coscienza.

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