Le guglie granitiche di Torres del Paine riflesse nel lago turchese Pehoe
Torres del Paine, in Cile, è un laccolite granitico del Miocene formatosi dodici virgola cinque milioni di anni fa, sormontato da coperture sedimentarie del Cretaceo. L'erosione glaciale ha esposto il nucleo granitico chiaro, mentre in estate i laghi proglaciali assumono una spettacolare colorazione turchese. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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La nascita di un gigante di roccia fusa
Circa dodici virgola sei milioni di anni fa, nel cuore della Patagonia meridionale, un'enorme quantità di magma granitico, stimata in circa diciotto chilometri cubici, cominciò a insinuarsi tra due strati di roccia sedimentaria appartenenti alla formazione geologica Cerro Toro. Anziché risalire fino alla superficie ed eruttare come farebbe un vulcano, questa massa magmatica si arrestò in profondità, allargandosi orizzontalmente tra gli strati sovrastanti e sollevandoli progressivamente verso l'alto, in un processo geologico che i vulcanologi definiscono formazione di un laccolite. Studi di datazione radiometrica condotti sui cristalli di zircone contenuti nel granito hanno rivelato che l'intrusione avvenne in almeno tre distinti impulsi magmatici successivi, ciascuno dei quali si stratificò sopra il precedente nell'arco di un periodo relativamente breve, compreso tra i dodici virgola cinquantanove e i dodici virgola cinquanta milioni di anni fa.
Le coperture sedimentarie del Cretaceo
Prima che il magma granitico si intrudesse nella crosta terrestre, l'intera regione era coperta da spessi strati di roccia sedimentaria depositatasi sul fondale di un antico mare durante il periodo Cretaceo, tra circa centoquarantacinque e sessantasei milioni di anni fa. Queste rocce, appartenenti principalmente alle formazioni geologiche note come Cerro Toro e Punta Barrosa, sono costituite prevalentemente da arenarie e argilliti scure, oggi ancora visibili come coperture scure sopra alcune delle vette più caratteristiche del parco, in particolare sui cosiddetti Cuernos del Paine, le corna del Paine, dove il contrasto cromatico tra il granito chiaro sottostante e la roccia sedimentaria scura sovrastante crea uno degli scorci geologici più fotografati dell'intero Sudamerica. Il calore sprigionato dall'intrusione granitica ha inoltre metamorfosato la roccia sedimentaria a diretto contatto, cancellandone la stratificazione originaria in un alone di alcune decine di metri intorno al corpo intrusivo.
L'opera scultrice dei ghiacciai
Se il magma granitico ha fornito la materia prima geologica, è stata l'erosione glaciale a scolpire le forme spettacolari che oggi rendono Torres del Paine uno dei paesaggi montani più riconoscibili al mondo. Durante le glaciazioni del Pleistocene, enormi lingue di ghiaccio scesero ripetutamente dalle alture andine, levigando e asportando progressivamente gli strati di roccia sedimentaria più tenera, fino a esporre il nucleo granitico più resistente sottostante, oggi visibile nelle celebri guglie verticali che danno il nome al parco, le tre torri. Il processo di erosione glaciale, alternato a fasi di gelo e disgelo che frantumano ulteriormente la roccia lungo le fratture naturali, continua attivamente ancora oggi, come dimostra il costante arretramento del ghiacciaio Grey, uno dei principali corpi glaciali ancora presenti all'interno dei confini del parco nazionale.
Il mistero dei laghi color turchese
Durante i mesi estivi dell'emisfero australe, i laghi proglaciali Pehoe e Nordenskjold assumono una colorazione turchese intensa che lascia sempre stupefatti i visitatori, un fenomeno ottico dovuto alla presenza sospesa nell'acqua di particelle minerali finissime, note come farina glaciale. Questa polvere di roccia, generata dallo sfregamento continuo del ghiaccio contro il letto roccioso sottostante, rimane in sospensione nell'acqua di fusione glaciale invece di depositarsi rapidamente sul fondo, a causa delle dimensioni estremamente ridotte delle particelle, spesso inferiori al micron. Quando la luce solare colpisce l'acqua, queste particelle disperdono selettivamente le lunghezze d'onda della luce, producendo quella caratteristica tonalità che spazia dal verde smeraldo al blu turchese, particolarmente accentuata proprio nei mesi estivi quando lo scioglimento glaciale raggiunge il suo picco stagionale massimo.
Un patrimonio geologico riconosciuto a livello mondiale
L'eccezionale chiarezza con cui a Torres del Paine è possibile osservare, dalla base fino alla sommità, l'intero processo di formazione di un laccolite granitico ha spinto l'Unione Internazionale delle Scienze Geologiche a classificare l'area come sito geologico di rilevanza mondiale per lo studio della messa in posto delle camere magmatiche superficiali e della costruzione delle catene montuose. Pochissimi altri luoghi al mondo offrono infatti una simile possibilità di osservare in affioramento continuo, dalla base fino alla vetta, sia la struttura interna dell'intrusione granitica sia il suo contatto diretto con le rocce sedimentarie originarie, rendendo il parco una meta ambitissima non solo per gli escursionisti ma anche per i geologi di tutto il mondo.
Torres del Paine dimostra come i paesaggi più maestosi del pianeta nascondano spesso storie geologiche di straordinaria complessità, scritte nella roccia nell'arco di milioni di anni e rese leggibili solo dalla paziente erosione del tempo e del ghiaccio.