\\ Home Page : Articolo : Stampa
Cala coticcio, la tahiti sarda: paradiso segreto tra i graniti rosa
Di Alex (del 06/08/2026 @ 09:00:00, in Natura spettacolare, letto 292 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
Le acque turchesi e la sabbia bianca di Cala Coticcio, incorniciate dalle rocce di granito rosa che la rendono un gioiello dell'arcipelago di La Maddalena
Le acque turchesi e la sabbia bianca di Cala Coticcio, incorniciate dalle rocce di granito rosa che la rendono un gioiello dell'arcipelago di La Maddalena
Incastonata nella selvaggia isola di Caprera, nell'arcipelago della Maddalena, Cala Coticcio è spesso soprannominata la "Tahiti della Sardegna". Questa caletta nascosta è un gioiello di rara bellezza, famosa per il suo mare dai colori caraibici, la sabbia bianchissima e un paesaggio di granito rosa scolpito dal vento, che la rendono una meta ambita e protetta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


🎧 Ascolta questo articolo




Bonus Video



Un tuffo nel blu più puro
Cala Coticcio si apre sul versante orientale di Caprera e la sua fama è legata alla trasparenza delle sue acque, che in certe giornate raggiungono una limpidezza e una colorazione turchese che ricordano i mari tropicali. Il fondale, in parte sabbioso e in parte roccioso, digrada dolcemente e ospita una ricca vegetazione di posidonia, fondamentale per l'ecosistema marino. L'acqua cristallina permette di osservare con facilità branchi di saraghi, occhiate e i più timidi polpi che si nascondono tra le fessure. La caletta è riparata dai venti dominanti grazie alla conformazione della costa, creando un microclima che rende il bagno piacevole anche in giornate di mare mosso. Tuttavia, la sua crescente popolarità ha messo a dura prova questo fragile equilibrio, portando le autorità a limitare gli accessi per proteggere la spiaggia e la sua fauna.

La via per il paradiso: a piedi o via mare
Raggiungere Cala Coticcio è un'avventura che inizia già dal percorso. La baia non è accessibile direttamente in auto ed è necessario imboccare un sentiero sterrato che si snoda tra la macchia mediterranea, con un dislivello impegnativo e una durata di circa un'ora e mezza a piedi. Il sentiero offre scorci mozzafiato sul mare e sulla vegetazione, tra lentischi, cisti e ginepri profumati. In alternativa, per gli amanti del mare, è possibile raggiungerla in barca a vela o a motore, ormeggiando a debita distanza dalla spiaggia per non danneggiare i fondali. Per motivi di sicurezza e per preservare l'area, l'accesso via terra è regolamentato: è obbligatoria la prenotazione e il pagamento di un ticket, spesso accompagnato dalla presenza di guide che vigilano sul rispetto dell'ambiente e forniscono informazioni sulla flora e la fauna locali.

Caprera e il fascino del granito rosa
Ciò che rende Cala Coticcio unica è il suo straordinario contesto geologico. L'intera isola di Caprera è un museo a cielo aperto di rocce granitiche, modellate nei secoli dall'erosione eolica e marina. Il granito rosa, tipico di molte zone della Sardegna settentrionale, crea qui un paesaggio quasi lunare: massi levigati e arrotondati si alternano a faraglioni a picco sul mare, formando baie e cale selvagge. A Cala Coticcio, questi enormi blocchi di pietra rosa e grigia si tuffano direttamente nell'acqua turchese, creando giochi di colore che incantano ogni visitatore. Questo particolare tipo di granito è ricco di cristalli di feldspato e quarzo, che riflettono la luce solare donando alla roccia un colore caldo, specialmente al tramonto, quando la baia si tinge di sfumature dorate e rosate.

Il pericolo della "overtourism" e le soluzioni
La fama di "Tahiti della Sardegna", se da un lato ha reso Cala Coticcio celebre, dall'altro ha innescato un pericoloso circolo vizioso di sovraffollamento. Le immagini della caletta, diventate virali sui social media, hanno attirato un turismo di massa spesso non preparato alla fragilità dell'ambiente. Il calpestio sulla sabbia bianca, l'ancoraggio delle barche sui fondali di posidonia e l'abbandono di rifiuti hanno minacciato irrimediabilmente questo ecosistema. Per questo motivo, l'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena ha introdotto un sistema di visite guidate e contingentate, che limitano il numero di persone che possono accedere alla spiaggia ogni giorno. Queste misure, sebbene possano sembrare restrittive, sono essenziali per garantire che Cala Coticcio possa continuare a incantare anche le generazioni future e che la sua bellezza non venga sacrificata sull'altare del turismo mordi e fuggi.

Visitare Cala Coticcio è un'esperienza che ripaga ampiamente della fatica del viaggio. È un invito a riscoprire il valore del silenzio, della natura incontaminata e a riflettere sul nostro ruolo di custodi di questi piccoli, preziosi paradisi.

Commenta in Telegram