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L'ornitorinco, il mammifero che depone uova e caccia con l'elettricità
Di Alex (del 30/07/2026 @ 14:00:00, in Animali rari e particolari, letto 276 volte)
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Ornitorinco con becco d'anatra che nuota in un fiume australiano
Ornitorinco con becco d'anatra che nuota in un fiume australiano
L'ornitorinco (Ornithorhynchus anatinus) è un mammifero monotremo australiano che depone uova, possiede un becco simile a quello di un'anatra e, nei maschi, speroni velenosi. La sua capacità di percepire i segnali elettrici emessi dalle prede lo rende un cacciatore formidabile nelle acque torbide. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un puzzle evolutivo
Quando nel 1798 i naturalisti europei videro per la prima volta un ornitorinco, lo ritennero un falso, un animale composto da parti di diversi creature: il becco di un'anatra, la coda di un castoro e i piedi palmati. Invece, l'ornitorinco è un esempio perfetto di evoluzione convergente e di adattamento a nicchie ecologiche uniche. Appartiene all'ordine dei Monotremi, l'unico gruppo di mammiferi che depone uova (insieme all'echidna), e la sua linea evolutiva si è separata dagli altri mammiferi circa 166 milioni di anni fa. Il suo corpo è ricoperto da una pelliccia folta e idrorepellente, che gli consente di rimanere asciutto anche dopo lunghe immersioni. La sua temperatura corporea è di circa 32°C, più bassa di quella degli altri mammiferi, un adattamento che riduce il dispendio energetico in acqua fredda. I maschi sono più grandi delle femmine, raggiungono i 60 cm di lunghezza, e presentano uno sperone sulla zampa posteriore collegato a una ghiandola velenifera: il veleno, che contiene oltre 80 tossine, può causare dolore intenso ma non è letale per l'uomo.

L'elettrolocalizzazione, il sesto senso
La caratteristica più straordinaria dell'ornitorinco è il suo sistema di elettrolocalizzazione: nel becco, ricco di terminazioni nervose, sono presenti migliaia di elettrorecettori e meccanocettori. Quando l'animale nuota sott'acqua, chiude occhi, orecchie e narici, e si affida esclusivamente a questo senso per individuare le prede (gamberi, larve di insetti, piccoli pesci) che si nascondono nel fango. I movimenti muscolari delle prede generano debolissimi campi elettrici, di appena pochi microvolt, che l'ornitorinco riesce a rilevare muovendo il becco da un lato all'altro. Questa capacità è così fine che l'animale può distinguere la dimensione e la distanza di un oggetto, e persino la sua natura (vivente o inerte). La zona del cervello dedicata a elaborare questi segnali è molto sviluppata, e studi di neurobiologia hanno mostrato che la mappa sensoriale del becco occupa una porzione considerevole della corteccia cerebrale. Questo adattamento è unico tra i mammiferi e rappresenta un'eccezione evolutiva paragonabile a quella dei pesci elettrici o dei delfini.

Un simbolo della biodiversità australiana
L'ornitorinco vive nei fiumi e nei laghetti dell'Australia orientale, dalla Tasmania al Queensland, ma le sue popolazioni sono in calo a causa della perdita di habitat, dell'inquinamento idrico e dei cambiamenti climatici. Le siccità prolungate riducono il livello dell'acqua e la disponibilità di cibo, mentre le dighe e la deviazione dei corsi d'acqua frammentano le popolazioni. Inoltre, la predazione da parte di volpi e cani introdotti, e gli incidenti con le reti da pesca, contribuiscono alla diminuzione. L'ornitorinco è protetto dalla legge australiana, e sono stati avviati programmi di monitoraggio con telecamere subacquee e analisi del DNA ambientale per tracciare la sua presenza. Alcune organizzazioni stanno creando "corridoi fluviali" per collegare le popolazioni isolate, e si stanno sviluppando tecnologie per rilevare la qualità dell'acqua in tempo reale e prevenire sversamenti tossici. L'ornitorinco è diventato un'icona culturale dell'Australia, comparendo su monete, francobolli e loghi, ma la sua sopravvivenza dipende dalla capacità di conciliare sviluppo umano e conservazione.

L'ornitorinco è un vero fossile vivente che continua a stupirci con le sue capacità uniche. Proteggerlo significa preservare un ramo dell'albero della vita che ci insegna quanto la natura possa essere creativa.


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