Spiaggia di sabbia bianchissima e acque cristalline a Hyams Beach
Hyams Beach, nel Nuovo Galles del Sud, detiene il Guinness dei primati per la sabbia più bianca del pianeta, composta da silice pura che rifrange la luce in modo quasi accecante. Meta turistica molto gettonata, la sua bellezza è minacciata dall'erosione e dal calpestio eccessivo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Un primato tutto australiano
La spiaggia di Hyams si trova a circa 180 chilometri a sud di Sydney, lungo la costa del Jervis Bay, un'area protetta famosa per le acque cristalline e la biodiversità marina. Il suo primato di sabbia più bianca al mondo è stato certificato dal Guinness World Records, e non è difficile capire perchè: i granelli sono composti al 99% da silice (biossido di silicio), un minerale che si forma dalla disgregazione delle rocce quarzifere e che non contiene impurità come ferro o minerali scuri. Questa purezza fa sì che la sabbia rifletta quasi tutta la luce solare, producendo un riverbero intenso che può dare fastidio agli occhi e che rende la spiaggia visibile anche da lontano. La silice è anche molto dura e resistente all'erosione, il che spiega perchè i granelli mantengono la loro forma e bianchezza per lungo tempo. Tuttavia, la sabbia è finissima, quasi come talco, e scricchiola sotto i piedi in modo caratteristico a causa dell'attrito tra i cristalli di quarzo.
Un ecosistema costiero da proteggere
Hyams Beach non è solo una distesa di sabbia bianca; fa parte di un ecosistema costiero molto vario, che include dune, macchia mediterranea e praterie di posidonie sottomarine. La posidonia, una pianta marina, è fondamentale per la stabilità della spiaggia, perchè fissa i sedimenti e riduce l'erosione. Purtroppo, l'elevato afflusso turistico (fino a 3.000 visitatori al giorno nei weekend estivi) ha causato danni: il calpestio compatta la sabbia, alterando la permeabilità e la capacità di drenaggio, e la rimozione di conchiglie e alghe impoverisce l'habitat. Inoltre, le barche che ancorano nella baia danneggiano le praterie di posidonie, rilasciando sostanze inquinanti. Per questo, le autorità del New South Wales hanno introdotto regole severe: divieto di campeggio, limitazione del parcheggio, e percorsi pedonali sopraelevati per evitare di calpestare la vegetazione delle dune. Sono stati anche installati cartelli informativi per sensibilizzare i turisti sull'importanza di non asportare sabbia (reato penale) e di non disturbare la fauna, come i pellicani e i delfini che frequentano la baia.
Un primato conteso e la realtà scientifica
Negli ultimi anni, altre spiagge hanno rivendicato il titolo di "sabbia più bianca", come alcune in Brasile o nelle Maldive. Tuttavia, le misurazioni oggettive basate sull'albedo (il potere riflettente) e sulla composizione granulometrica indicano che Hyams Beach rimane tra le prime al mondo. Un team di geologi dell'Università di Sydney ha analizzato campioni di sabbia da diverse località e ha confermato che quella di Hyams ha il più alto indice di riflettanza e la più bassa concentrazione di ossidi metallici. Inoltre, la sabbia di Hyams è più fine e uniforme rispetto ad altre, il che contribuisce al suo aspetto "luminoso". Tuttavia, lo stesso studio ha evidenziato che l'erosione causata dalle maree e dal vento sta riducendo lo spessore della spiaggia, e che senza interventi di ripascimento (aggiunta di sabbia) il primato potrebbe essere a rischio. La comunità locale sta spingendo per un turismo più sostenibile, con un numero chiuso di accessi e visite guidate, per preservare questo gioiello naturale.
Hyams Beach ci mostra che la bellezza naturale più estrema richiede la massima cura. Il suo candore accecante è un dono della geologia, ma sta a noi proteggerlo per le generazioni future.