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Apollonia d'Illiria la città dove studiò Augusto tra Greci e Romani
Di Alex (del 23/07/2026 @ 09:00:00, in Storia Grecia Antica, letto 49 volte)
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Rovine antica Apollonia Illiria monumento Agonoteti biblioteca odeone
Rovine antica Apollonia Illiria monumento Agonoteti biblioteca odeone
Sulle colline che digradano verso il Mare Adriatico, nell'odierna Albania, giacciono i resti di Apollonia d'Illiria, una città fondata da coloni greci nel 588 avanti Cristo che divenne uno dei più importanti centri culturali dell'antichità. Il sito conserva un monumento degli Agonoteti perfettamente conservato, un odeone per spettacoli musicali e una biblioteca che attrasse studenti da tutto il mondo romano. Qui il giovane Ottaviano, futuro imperatore Augusto, studiò retorica e filosofia prima di correre a Roma per reclamare l'eredità di Cesare. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Il monumento degli Agonoteti e l'architettura della buleuterion
L'edificio più iconico di Apollonia è il monumento degli Agonoteti, un piccolo tempio a forma di semicerchio con sei colonne corinzie sulla facciata, costruito nel II secolo dopo Cristo. Il nome deriva dagli agonoteti, i magistrati incaricati di organizzare e finanziare i giochi pubblici e gli spettacoli teatrali. L'edificio non era un tempio religioso, ma una sede amministrativa e rappresentativa, una sorta di municipio antico. La sua particolarità architettonica è l'uso combinato dell'ordine corinzio con una pianta a esedra, cioè a nicchia semicircolare, che permetteva ai magistrati di sedere in cerchio attorno a un altare o a una statua. Le colonne, alte circa sei metri, sono scolpite in un unico blocco di calcare locale e presentano capitelli con foglie di acanto di una finezza tale da rivaleggiare con i migliori esempi di Corinto. L'architrave soprastante porta un'iscrizione in greco che dedica l'edificio alla memoria del fratello del magistrato che lo finanziò. Questo monumento è giunto fino a noi praticamente intatto perchè fu protetto dall'interramento naturale dopo l'abbandono della città, e rappresenta oggi uno degli esempi meglio conservati di architettura civile romana nei Balcani.

L'odeone e la vita musicale della colonia intellettuale
A pochi passi dal monumento degli Agonoteti si trova l'odeone, un teatro coperto di dimensioni ridotte destinato a concerti musicali, gare di poesia e conferenze filosofiche. A differenza del teatro all'aperto, che poteva ospitare migliaia di spettatori, l'odeone di Apollonia accoglieva circa trecento persone, creando un'intimità acustica perfetta per la lira e la declamazione. La struttura era sormontata da un tetto in legno a capriate, le cui basi in pietra sono ancora visibili. L'orchestra semicircolare era pavimentata con un mosaico geometrico bianco e nero, e le pareti erano rivestite di lastre di marmo per migliorare la riverberazione del suono. Questo edificio simboleggia il ruolo di Apollonia come centro di alta formazione. La città era famosa per la sua scuola di retorica, dove si studiavano Demostene e Platone. I giovani aristocratici romani vi venivano mandati a perfezionare il greco e l'arte oratoria prima di intraprendere la carriera politica a Roma. L'odeone era quindi non solo un luogo di svago, ma un'aula universitaria dove la cultura ellenistica veniva trasmessa alla futura classe dirigente dell'Impero.

Il terremoto e l'insabbiamento del porto fluviale
La prosperità di Apollonia dipendeva dal suo porto, situato sul fiume Aoos, che la collegava al mare aperto a circa dieci chilometri di distanza. Le navi mercantili risalivano il fiume per caricare grano, olio d'oliva e i pregiati vini illirici. Tuttavia, nel IV secolo dopo Cristo, un potente terremoto modificò il corso del fiume e ne innalzò il letto con detriti alluvionali. Il porto iniziò a insabbiarsi rapidamente. Senza accesso al commercio marittimo, l'economia di Apollonia collassò. Le navi non potevano più raggiungere la città, e la popolazione iniziò a trasferirsi verso la vicina Valona, dove il porto era più profondo. Gli scavi hanno rivelato che l'antico letto del fiume è oggi interrato sotto diversi metri di limo e sabbia, e gli archeologi hanno trovato ancore, anfore e attrezzature navali abbandonate sui moli. L'insabbiamento fu così rapido che alcune banchine vennero sepolte con le merci ancora in attesa di essere caricate. Questo disastro naturale segnò la fine di Apollonia come potenza commerciale, ma ironicamente conservò i suoi monumenti sotto una coltre protettiva di terra che li ha preservati per duemila anni.

Il soggiorno di Ottaviano e la chiamata al potere
La storia più celebre legata ad Apollonia è quella del giovane Gaio Ottavio, il futuro Augusto. Nel 44 avanti Cristo, il diciottenne Ottavio si trovava in città per completare la sua formazione militare e retorica sotto la guida di Apollodoro di Pergamo. Fu qui che ricevette la notizia dell'assassinio di suo prozio Giulio Cesare. Mentre leggeva i testi di filosofia nella biblioteca di Apollonia, un messaggero gli consegnò una lettera che cambiava il suo destino. Ottavio dovette decidere se restare al sicuro in Illiria o tornare a Roma per rivendicare l'eredità politica e finanziaria di Cesare. Scelse di partire immediatamente, attraversando l'Adriatico con una nave veloce e sbarcando a Brindisi. Questo episodio è raccontato da Svetonio e Appiano, e fa di Apollonia la "culla dell'Impero", il luogo dove il primo imperatore romano prese la decisione che avrebbe ridisegnato la storia del mondo. Ancora oggi, passeggiando tra le rovine della biblioteca e del ginnasio, si respira l'eco di quei giorni convulsi in cui un giovane studente si trasformò nell'uomo più potente dell'Occidente.

Monumento Funzione e Stato Attuale
Monumento Agonoteti Sede amministrativa semicircolare con sei colonne corinzie e iscrizione greca, perfettamente conservato.
Odeone coperto Teatro per musica e retorica con pavimento musivo, usato come aula per l'alta formazione dei giovani romani.
Biblioteca antica Centro di studio dove Ottaviano apprese della morte di Cesare prima di partire per Roma a reclamare il potere.
Porto fluviale Ora interrato a causa di un terremoto che deviò l'Aoos, causando l'abbandono definitivo della città.


Apollonia d'Illiria non è solo un sito archeologico, ma il punto di snodo tra due mondi e due epoche, dove la filosofia greca consegnò a Roma l'uomo che avrebbe fondato l'Impero.

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