Mentre il mercato dei computer tradizionali vive un periodo di incertezza, i dispositivi con il sistema operativo di Huawei stanno guadagnando quote di mercato a ritmo sorprendente, spinti anche dalle tensioni geopolitiche. Si prevede che nel 2026 le spedizioni di PC HarmonyOS raggiungeranno 1,4 milioni di unità. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Secondo gli analisti di settore, il mercato globale dei personal computer subirà una contrazione complessiva del 2 per cento nel 2026, ma all'interno di questo scenario negativo spicca la performance dei dispositivi equipaggiati con HarmonyOS di Huawei. Le stime indicano un volume di 1,4 milioni di unità spedite, un incremento notevole se confrontato con le poche migliaia del 2024, che segnerebbe il sorpasso nei confronti di ChromeOS in specifiche fasce di mercato asiatiche e mediorientali.
Una strategia dettata dalla geopolitica
L'espansione di HarmonyOS sui PC non è soltanto una scelta tecnologica, ma una risposta alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Huawei a partire dal 2019. L'azienda cinese, impossibilitata a utilizzare i servizi Google e a collaborare con i produttori di semiconduttori americani senza una licenza speciale, ha accelerato lo sviluppo di un proprio ecosistema integrato. HarmonyOS, già utilizzato su smartphone, tablet e dispositivi per la casa intelligente, si estende ora ai notebook con una versione ottimizzata che condivide il kernel e l'interfaccia con gli altri dispositivi del marchio.
Questo consente a Huawei di offrire un'esperienza unificata, in cui il PC diventa un hub centrale per gestire chiamate, messaggi e applicazioni in perfetta continuità con il telefono. L'integrazione spinta, unita a un design hardware curato come nei modelli MateBook, rappresenta un vantaggio competitivo difficile da eguagliare per i produttori occidentali, spesso vincolati a scelte di sistema operativo dettate da Microsoft o Google.
ChromeOS sotto pressione
Sul fronte opposto, ChromeOS sta vivendo un ridimensionamento. Il sistema operativo leggero di Google, dominatore indiscusso nel settore educativo e nei laptop economici, sta subendo la concorrenza sia dei PC Windows a basso costo, sia dei nuovi arrivati HarmonyOS, particolarmente aggressivi in segmenti come il governo e le imprese statali in Cina e nei paesi legati alla Belt and Road Initiative. Le vendite di Chromebook sono in calo del 5 per cento anno su anno, e la contrazione della domanda post-pandemia nel settore scolastico aggrava la situazione.
La crescita dei PC HarmonyOS non si limita ai modelli di fascia alta. Huawei sta stringendo accordi con partner locali per produrre portatili economici destinati ai mercati emergenti, dove il prezzo contenuto e la resistenza alle interferenze geopolitiche occidentali costituiscono un vantaggio determinante. Questa mossa ricorda la strategia con cui ChromeOS conquistò le aule scolastiche americane, ma con la differenza che HarmonyOS non dipende da infrastrutture cloud estere, potendo contare sui datacenter nazionali cinesi.
Le ripercussioni sulla filiera delle memorie
L'aumento della produzione di PC HarmonyOS sta influenzando anche il mercato delle componenti hardware, in particolare quello delle memorie DRAM. I produttori occidentali, già alle prese con restrizioni all'esportazione verso la Cina, si trovano a dover competere con i fornitori locali che riforniscono l'ecosistema Huawei a prezzi inferiori. Questa pressione sta causando un aumento dei prezzi delle DRAM sul mercato spot, con rincari fino al 10 per cento per i moduli standard, mentre i costruttori di laptop statunitensi ed europei faticano a mantenere i margini di profitto.
In risposta, alcune aziende stanno diversificando le catene di approvvigionamento, spostando parte della produzione in Vietnam e in India, ma la rincorsa alla sovranità tecnologica cinese non accenna a rallentare. Il caso HarmonyOS dimostra come un sistema operativo possa diventare uno strumento di politica industriale e di proiezione geopolitica, ben oltre le tradizionali logiche di mercato.
Il sorpasso dei PC HarmonyOS su ChromeOS non è solo una statistica di mercato, ma il segnale di un riposizionamento tecnologico globale in cui i confini tra software, hardware e politica diventano sempre più sfumati. Un fenomeno da osservare con attenzione nei prossimi anni.