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Rewilding urbano, la natura selvatica torna in città
Di Alex (del 17/07/2026 @ 16:00:00, in Sviluppo sostenibile, letto 67 volte)
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Un prato selvatico fiorito cresciuto tra i palazzi cittadini
Un prato selvatico fiorito cresciuto tra i palazzi cittadini
Prati incolti al posto dei prati rasati, fiumi liberati dal cemento, castori reintrodotti nei parchi cittadini: la natura selvatica sta riconquistando spazio proprio dentro le nostre metropoli. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Meno tagli, più biodiversita'
Sempre più amministrazioni comunali europee hanno cominciato a ridurre drasticamente la frequenza con cui vengono tagliati i prati pubblici, lasciando che l'erba cresca liberamente e che fiori selvatici, trifogli e piante spontanee colonizzino naturalmente aiuole e parchi cittadini, una scelta che a prima vista può sembrare trascuratezza ma che in realtà risponde a una precisa strategia scientifica: questi prati non rasati offrono nettare e rifugio a farfalle, api selvatiche e altri insetti impollinatori la cui popolazione è crollata drammaticamente negli ultimi decenni proprio a causa della progressiva sterilizzazione del verde urbano.

Diversi studi condotti in città che hanno adottato questa pratica, conosciuta anche come sfalcio differenziato, hanno documentato un aumento significativo della varietà di insetti e piccoli uccelli presenti anche in quartieri densamente urbanizzati, dimostrando che basta un cambiamento relativamente semplice ed economico nella gestione del verde pubblico per restituire spazio vitale a specie che altrimenti faticherebbero a sopravvivere in un ambiente completamente dominato dal cemento e dall'asfalto.

Fiumi liberati dalle tubature di cemento
In molte città costruite durante il ventesimo secolo, piccoli corsi d'acqua naturali sono stati progressivamente incanalati sottoterra in tubature di cemento per fare spazio a strade e edifici, un processo chiamato tombinamento che ha cancellato dalla vista milioni di piccoli fiumi urbani in tutto il mondo, ma negli ultimi anni diverse amministrazioni hanno avviato costosi progetti di riapertura di questi corsi d'acqua, riportandoli in superficie e ricreando attorno ad essi ambienti naturali capaci di ospitare pesci, anfibi e uccelli acquatici proprio nel mezzo del tessuto urbano.

Un esempio celebre riguarda un grande fiume che attraversava il centro di una capitale asiatica e che era stato completamente coperto da un'autostrada sopraelevata negli anni sessanta: la demolizione di quella struttura e la riapertura del corso d'acqua sottostante hanno permesso di creare un lungo parco lineare che oggi attraversa il cuore della città, abbassando anche la temperatura percepita nei mesi estivi grazie all'effetto rinfrescante dell'acqua corrente e della vegetazione ripariale ricresciuta lungo le sue sponde.

Il ritorno di specie che sembravano scomparse
Alcune città del nord Europa hanno persino sperimentato la reintroduzione controllata di castori in parchi periurbani attraversati da corsi d'acqua, un animale capace con le sue dighe naturali di ricreare zone umide che ospitano a loro volta una quantità enorme di altre specie, dagli anfibi agli uccelli migratori, dimostrando come la presenza di una singola specie chiave possa innescare una catena di benefici ecologici che si estende a un intero ecosistema urbano, con un costo di gestione molto inferiore rispetto a interventi di ingegneria idraulica tradizionale.

Questi progetti di rewilding urbano non riguardano soltanto la biodiversità in senso stretto, ma offrono anche benefici diretti e misurabili per la popolazione umana, dalla riduzione del rischio di allagamenti grazie a un suolo più permeabile e capace di assorbire le piogge intense, fino al miglioramento della salute mentale dei cittadini, come dimostrato da diversi studi che collegano il contatto quotidiano con ambienti naturali, anche piccoli e urbani, a una riduzione misurabile dei livelli di stress e ansia nella popolazione residente.

Il rewilding urbano ci ricorda che le nostre città non devono per forza scegliere tra sviluppo e natura, ma possono diventare esse stesse ecosistemi complessi in cui l'uomo e la fauna selvatica tornano a condividere lo stesso spazio quotidiano.

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