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Apple accusa OpenAI di aver rubato segreti industriali, i dettagli
Di Alex (del 16/07/2026 @ 08:00:00, in Mondo Apple, letto 63 volte)
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Rappresentazione della causa legale tra Apple e OpenAI con documenti e computer
Rappresentazione della causa legale tra Apple e OpenAI con documenti e computer
Apple ha citato in giudizio OpenAI per furto di segreti industriali, sostenendo che ex dipendenti e dirigenti, tra cui Tang Tan, abbiano portato via documenti e componenti per il dispositivo AI di Jony Ive. La causa arriva mentre le due aziende restano partner commerciali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.

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Una causa che unisce partner e rivali
Il 10 luglio 2026, Apple ha depositato una causa federale presso il tribunale del Northern District of California, accusando OpenAI di aver sistematicamente sottratto segreti industriali relativi a hardware non ancora commercializzato. La notizia, riportata da Business Insider, ha scosso il mondo della tecnologia perchè le due aziende sono formalmente partner: dal 2024, ChatGPT è integrato in Apple Intelligence, l'insieme di funzionalità di intelligenza artificiale che equipaggia iPhone, iPad e Mac. Nonostante questa collaborazione, Apple sostiene che OpenAI abbia approfittato della sua posizione per reclutare ingegneri chiave e impossessarsi di progetti riservati, in particolare quelli legati al futuro dispositivo AI disegnato da Jony Ive, il celebre ex designer di Apple che ora lavora per la startup di OpenAI. La causa non chiede solo un risarcimento danni, ma anche un'ingiunzione che vieti a OpenAI di utilizzare le informazioni sottratte, una richiesta che potrebbe bloccare o ritardare lo sviluppo del tanto atteso dispositivo di Ive.

I fatti: il caso di Chang Liu e la fuga di dati
Secondo gli atti giudiziari, tutto è iniziato con un ex ingegnere elettrico di Apple, Chang Liu, che ha lasciato l'azienda nel gennaio 2026 per andare a lavorare presso OpenAI. Liu, invece di restituire il laptop aziendale, lo ha trattenuto e ha scoperto che, a causa di un bug nel sistema di autenticazione, poteva ancora accedere ai server interni di Apple. Invece di segnalare il problema, Liu avrebbe scaricato decine di file riservati, contenenti specifiche tecniche di prodotti non ancora annunciati, presentazioni interne, processi produttivi e persino dati sui fornitori. E non si sarebbe fermato qui: avrebbe incoraggiato un'altra ingegnere di Apple, in fase di colloquio con OpenAI, a studiare quei materiali prima dei colloqui, insegnandole anche come eludere i controlli di sicurezza interni, spostando le conversazioni su app di messaggistica private. Questo comportamento, secondo Apple, dimostra un piano premeditato per trafugare informazioni sensibili, non un semplice errore individuale.

Il ruolo di Tang Tan, vicepresidente passato a OpenAI
Il secondo imputato centrale è Tang Tan (nome completo Tang Yew Tan), che ha lavorato in Apple per 24 anni, raggiungendo la posizione di vicepresidente dell'hardware. Oggi è il Chief Hardware Officer di OpenAI, quindi il massimo responsabile dello sviluppo fisico dei nuovi dispositivi. Apple sostiene che Tan abbia richiesto ai candidati provenienti da Cupertino di portare con sè componenti fisici ai colloqui, per mostrarglieli in sessioni informali di presentazione. Inoltre, Tan avrebbe fatto domande specifiche su progetti altamente riservati durante i colloqui, dimostrando una conoscenza sospetta che poteva derivare solo da informazioni sottratte. Secondo la causa, Tan non solo era a conoscenza delle attività illecite, ma le ha incoraggiate attivamente, creando una cultura aziendale in cui il furto di segreti industriali era normalizzato. La lista degli imputati include anche io Products, la startup hardware fondata da Jony Ive e acquisita da OpenAI nel 2025, descritta come complice nello schema.

ImputatoRuolo in AppleRuolo in OpenAIAccusa principale
Chang LiuIngegnere elettricoDipendente tecnicoScaricamento di file riservati, istigazione ad altre
Tang TanVicepresidente hardwareChief Hardware OfficerRichiesta di componenti e informazioni ai candidati
io ProductsStartup di Jony Ive (acquisita)Acquisita da OpenAIComplicità nel ricevere e utilizzare segreti


La difesa di OpenAI: una smentita generica
OpenAI ha risposto alle accuse con una dichiarazione breve e generica: "Non abbiamo alcun interesse per i segreti industriali di altre aziende. Restiamo concentrati sullo sviluppo di tecnologie innovative che diano più possibilità alle persone ovunque nel mondo." Questa replica, riportata da Business Insider, non affronta punto per punto le specifiche accuse su Liu, Tan o i candidati invitati a portare componenti fisici. Molti osservatori hanno notato che si tratta di una difesa di principio, tipica delle aziende che si trovano ad affrontare cause complesse: non si negano i fatti, ma si cerca di spostare l'attenzione sulla missione aziendale. Nel frattempo, Apple ha dichiarato di aver sollevato la questione già all'inizio del 2026, chiedendo a OpenAI di avviare un'indagine interna, ma senza ricevere risposta. Solo dopo questo silenzio, Apple ha deciso di procedere autonomamente con le indagini, che hanno portato alla causa. Ora il giudice dovrà valutare le prove, ma sia Tan che Liu non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche.

Il contesto: la rivalità sull'hardware di consumo
Il tempismo della causa non è casuale. Apple è in forte ritardo nel campo dell'intelligenza artificiale: la nuova Siri è stata rinviata più volte, e il sistema Apple Intelligence si appoggia ancora a modelli esterni, come Gemini di Google, per colmare le lacune. OpenAI, invece, sta entrando nel terreno storico di Apple: l'hardware di consumo. Il dispositivo progettato con Jony Ive, inizialmente atteso per il 2026, è slittato al 2027, e OpenAI ha assunto numerosi ex dirigenti e ingegneri hardware da Apple per costruirlo. Questa sovrapposizione di ruoli – partner commerciali e concorrenti diretti – crea una situazione estremamente delicata. Se le accuse di Apple fossero fondate, OpenAI avrebbe costruito il suo primo prodotto fisico su fondamenta illegali, e ciò minerebbe la fiducia del mercato proprio nel momento del lancio. D'altro canto, Apple potrebbe aver depositato la causa anche per rallentare il concorrente, indipendentemente dall'esito finale, facendo leva sull'attenzione mediatica per danneggiare la reputazione di OpenAI.

I precedenti legali di OpenAI e le implicazioni future
OpenAI non è nuova a cause legali. L'azienda è attualmente in tribunale con il New York Times per l'uso di articoli protetti da copyright nell'addestramento dei modelli linguistici, e a maggio 2026 ha vinto una causa intentata da Elon Musk, che accusava Sam Altman e Greg Brockman di aver trasformato la no profit originaria in un'azienda commerciale. Tuttavia, la causa con Apple è diversa: riguarda segreti industriali concreti, non questioni etiche o contrattuali. Se Apple riuscisse a dimostrare che OpenAI ha deliberatamente rubato informazioni hardware, le conseguenze sarebbero gravissime: non solo danni economici, ma anche un'ingiunzione che potrebbe bloccare lo sviluppo del dispositivo di Ive, costringendo OpenAI a ripartire da zero o a trovare soluzioni alternative. Per Apple, invece, la causa rafforza l'immagine di un'azienda che difende la propria proprietà intellettuale, un messaggio importante per i propri ingegneri e per il mercato, in un momento in cui la concorrenza sull'AI è più agguerrita che mai. La causa tra Apple e OpenAI è solo all'inizio, e le prossime settimane saranno decisive per capire se le accuse reggeranno. Al di là dell'esito legale, questa vicenda evidenzia come la frontiera tra collaborazione e concorrenza si stia facendo sempre più labile nel mondo della tecnologia. Ogni mossa, ogni assunzione, ogni colloquio può diventare un campo di battaglia, e i tribunali californiani si troveranno a dover giudicare non solo fatti, ma anche le strategie di due giganti che si contendono il futuro dell'hardware intelligente.

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