Ciclisti attraversano il centro di Copenaghen tra le biciclette
Più biciclette che abitanti, un impianto sciistico costruito sopra un termovalorizzatore e un piano per azzerare le emissioni di carbonio: la capitale danese corre veloce verso un futuro a impatto zero. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Una rete ciclabile costruita in mezzo secolo
Camminando per le strade di Copenaghen colpisce immediatamente il numero impressionante di biciclette parcheggiate ovunque, un dato che non è frutto del caso ma il risultato di decenni di investimenti pubblici costanti in piste ciclabili separate dal traffico automobilistico, semafori dedicati sincronizzati sulla velocità media dei ciclisti e persino ponti pedonali e ciclabili costruiti appositamente per collegare i quartieri separati dai canali cittadini, un impegno che oggi si traduce in oltre la metà degli spostamenti quotidiani per lavoro o studio effettuati proprio in bicicletta.
Questa scelta strategica, cominciata già negli anni settanta durante la crisi petrolifera globale, ha permesso alla capitale danese di ridurre drasticamente le emissioni legate ai trasporti urbani senza dover ricorrere a costosi divieti di circolazione, semplicemente rendendo l'alternativa ciclabile più comoda, veloce e sicura rispetto all'automobile per la maggior parte degli spostamenti brevi all'interno del tessuto urbano cittadino.
Una pista da sci sopra un impianto di riscaldamento
Uno dei simboli più sorprendenti della città è un edificio che ospita al suo interno un moderno impianto di termovalorizzazione dei rifiuti, capace di produrre elettricità e calore per riscaldare migliaia di abitazioni bruciando in modo controllato ed efficiente i rifiuti non riciclabili della città, mentre sul tetto dello stesso edificio è stata costruita una pista da sci artificiale lunga oltre quattrocento metri, accessibile tutto l'anno, che ha trasformato un'infrastruttura industriale in un'attrazione ricreativa per famiglie e sportivi.
Il calore prodotto da questo genere di impianti viene distribuito capillarmente attraverso una rete di teleriscaldamento che copre la quasi totalità delle abitazioni della capitale danese, un sistema centralizzato molto più efficiente rispetto a migliaia di singole caldaie domestiche, perchè permette di recuperare energia anche da fonti che altrimenti andrebbero sprecate, come il calore di scarto delle industrie o degli stessi impianti di trattamento dei rifiuti cittadini.
Il porto che si è trasformato in piscina pubblica
Fino a pochi decenni fa l'acqua del porto cittadino era talmente inquinata da rendere impensabile qualsiasi contatto diretto, ma un programma pluriennale di separazione delle fognature dalle acque piovane, unito a investimenti in impianti di depurazione moderni, ha migliorato così tanto la qualità dell'acqua che oggi nel cuore del porto sono stati costruiti bacini di balneazione pubblici, dove cittadini e turisti possono nuotare tranquillamente proprio nel centro della città, un risultato considerato impensabile fino a una generazione fa.
Questi progressi si inseriscono in un piano ambizioso di neutralità climatica che la città si è data come obiettivo, puntando ad azzerare il bilancio delle proprie emissioni di anidride carbonica combinando fonti rinnovabili, efficienza energetica degli edifici e una mobilità sempre più orientata verso biciclette e trasporto pubblico elettrico, un percorso che pur avendo incontrato ritardi rispetto alle scadenze originarie resta uno dei piani urbani più avanzati al mondo in materia di clima.
Copenaghen dimostra che la sostenibilità urbana non nasce da un singolo gesto spettacolare, ma dalla somma paziente di migliaia di scelte quotidiane, dalla pista ciclabile sotto casa fino al termovalorizzatore che riscalda l'intera città.