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Il trapano di selce che curava i denti 9.000 anni fa
Di Alex (del 07/07/2026 @ 10:00:00, in Storia origini civiltà e preistoria, letto 103 volte)
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Rappresentazione di un uomo del neolitico con un trapano di selce mentre pratica un foro su un dente umano in un villaggio agricolo
Rappresentazione di un uomo del neolitico con un trapano di selce mentre pratica un foro su un dente umano in un villaggio agricolo
Nel 2006 una scoperta sconvolse il mondo dell'archeologia: in Pakistan, in un villaggio di 9.000 anni fa, qualcuno usava un trapano di selce per curare le carie. Era il dentista più antico del mondo, e la sua storia racconta l'alba della civiltà.
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Il sito archeologico di Mehrgarh si trova ai piedi del passo Bolan, una delle vie di comunicazione più antiche dell'Asia meridionale, che collega l'altopiano iranico alla pianura dell'Indo. Oggi questa regione fa parte del Belucistan pakistano, una delle aree più remote e meno esplorate del paese. Ma circa 9.000 anni fa, questo luogo era un fiorente insediamento agricolo, uno dei primi esempi di vita sedentaria nell'area. Gli archeologi hanno scoperto che il villaggio fu abitato ininterrottamente per oltre 4.000 anni, un periodo di tempo enorme che abbraccia l'intero Neolitico e l'inizio dell'età del bronzo. Questa continuità abitativa è la prova che Mehrgarh non era un semplice accampamento temporaneo, ma una vera e propria comunità stabile, con le proprie tradizioni, la propria economia e le proprie strutture sociali.

Gli abitanti di Mehrgarh erano agricoltori e allevatori. Coltivavano orzo e grano, utilizzando tecniche di irrigazione ancora primitive ma efficaci. Allevavano capre, pecore e bovini zebù, una specie di mucca con la gobba tipica del subcontinente indiano. Le loro case erano costruite con mattoni di fango essiccati al sole, disposti in modo da formare strutture rettangolari con più vani. Alcuni edifici più grandi sono stati interpretati come granai comunitari, dove veniva immagazzinato il raccolto per i momenti di carestia. Questa organizzazione sociale, basata sulla collaborazione e sulla pianificazione, è un segnale che a Mehrgarh si stava sviluppando una società sempre più complessa, che avrebbe gettato le basi per le grandi civiltà urbane della valle dell'Indo.

La scoperta che ha reso celebre Mehrgarh nel mondo è stata però un'altra. Nel 2006, un team di archeologi pubblicò uno studio sulla prestigiosa rivista Nature in cui descriveva undici denti umani trovati nel sito. Questi denti, risalenti a circa 9.000 anni fa, presentavano dei fori perfetti, piccoli e profondi, che potevano essere stati fatti solo da uno strumento appuntito e rotante. L'analisi al microscopio rivelò che i fori erano stati praticati con una punta di selce, una pietra durissima e tagliente, montata su un trapano a mano. La precisione dei fori era straordinaria: pareti lisce, margini regolari e una profondità che raggiungeva i 3,5 millimetri. Non c'erano dubbi: qualcuno, 9.000 anni fa, a Mehrgarh, sapeva come trapanare un dente.

Ma perchè i dentisti del Neolitico perforavano i denti? La risposta è legata all'alimentazione. Con l'avvento dell'agricoltura, la dieta umana si era arricchita di cereali come orzo e grano. Questi alimenti, ricchi di carboidrati, favorivano la proliferazione dei batteri che causano la carie. Il mal di denti doveva essere un problema comune e doloroso, e i guaritori del villaggio avevano trovato un modo per alleviarlo. Il trapano di selce serviva probabilmente a rimuovere la parte cariata del dente, pulendo la cavità e fermando il processo infettivo. È sorprendente pensare che queste persone, senza anestesia, senza antibiotici, riuscissero a eseguire interventi così delicati.

Su undici denti analizzati, nessuno mostrava segni di un materiale otturante. Probabilmente il foro veniva lasciato aperto, oppure riempito con sostanze organiche come cera d'api o grasso animale, che non si sono conservate nel tempo. Ciò che è certo è che l'intervento era efficace: molti dei denti trapanati mostravano segni di guarigione, con nuovo smalto che si era formato attorno al bordo del foro. Questo dimostra che i pazienti sopravvivevano all'operazione e che la loro qualità della vita migliorava. Era una forma di medicina primitiva, ma incredibilmente avanzata per l'epoca.

Le sepolture di Mehrgarh raccontano anche un'altra storia importante. I corredi funerari, gli oggetti che venivano deposti nella tomba insieme al defunto, contenevano materiali che non esistono in loco. Conchiglie provenienti dalla costa del Mar Arabico, a centinaia di chilometri di distanza. Turchese e lapislazzuli, pietre preziose che si trovano solo in Afghanistan e in Iran. Questi oggetti dimostrano che gli abitanti di Mehrgarh partecipavano a una rete commerciale che si estendeva per tutto l'Asia meridionale. Non erano comunità isolate, ma erano collegate ad altre popolazioni attraverso scambi di beni di lusso, che probabilmente venivano utilizzati come status symbol o come oggetti rituali.

Il commercio a lunga distanza aveva un'altra conseguenza importante: la diffusione di idee e di tecniche. È possibile che la conoscenza della perforazione dentale sia arrivata a Mehrgarh attraverso questi contatti, o che da lì si sia diffusa verso altre regioni. In ogni caso, Mehrgarh rappresenta un nodo cruciale nella rete di scambi che avrebbe portato alla nascita della civiltà dell'Indo. Senza la base agricola, tecnica e commerciale che si era sviluppata in villaggi come Mehrgarh, le grandi città di Harappa e Mohenjo-daro, con i loro sistemi fognari e le loro città pianificate, non sarebbero mai esistite. Mehrgarh è il seme da cui è germogliata una delle civiltà più misteriose e affascinanti del mondo antico.

Il dentista di Mehrgarh, con il suo trapano di selce, rappresenta un momento di svolta nella storia dell'umanità. Non è solo la prova che la medicina esisteva già nel Neolitico, ma è anche il simbolo di una società che aveva raggiunto un livello di complessità sociale e tecnica sufficiente per dedicare risorse alla cura del singolo individuo. Un gesto di umanità, in un mondo che stava imparando a costruire le basi della civiltà.



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