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Michelangelo Buonarroti: vita e opere del genio del Rinascimento
Di Alex (del 17/06/2026 @ 14:00:00, in Storia del Rinascimento, letto 52 volte)
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David e Cappella Sistina capolavori del Rinascimento italiano
David e Cappella Sistina capolavori del Rinascimento italiano
Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore, architetto e poeta, incarna il genio del Rinascimento italiano. Dalla Pietà vaticana al David, dalla volta della Sistina alla cupola di San Pietro, la sua opera ha ridefinito i canoni dell'arte occidentale, unendo tecnica sublime e profonda spiritualità. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Il genio del Rinascimento
Nato il 6 marzo 1475 a Caprese, vicino ad Arezzo, Michelangelo venne affidato a una balia di famiglia di scalpellini, circostanza che lui stesso indicò come origine della sua passione per il marmo. Dopo l'apprendistato presso la bottega del Ghirlandaio a Firenze, entrò nel giardino di San Marco voluto da Lorenzo il Magnifico, dove studiò le statue antiche e incontrò i protagonisti dell'umanesimo. Le sue prime opere rivelano già una padronanza assoluta dell'anatomia e un'inclinazione verso il "non finito", visibile nella Madonna della Scala e nella Battaglia dei centauri. Nel 1496 si trasferì a Roma, dove a soli ventitré anni scolpì la Pietà vaticana, un gruppo marmoreo di dolcezza e perfezione tecnica ineguagliate, che lo rese celebre in tutta Italia. Tornato a Firenze, ricevette la commissione per il David, un blocco di marmo abbandonato da altri scultori, dal quale trasse un colosso di oltre quattro metri, simbolo della libertà repubblicana e della potenza umana. Negli stessi anni affrontò la pittura, dapprima con il Tondo Doni e poi, su pressione di papa Giulio II, con l'impresa titanica della volta della Cappella Sistina, dipinta tra il 1508 e il 1512 in condizioni fisiche estreme: per quattro anni lavorò su ponteggi a oltre venti metri d'altezza, realizzando oltre trecento figure in un ciclo che va dalla Creazione al Diluvio Universale, con la celebre scena del Dito di Dio che infonde la vita ad Adamo. Il linguaggio michelangiolesco, fondato sulla torsione del corpo e sulla "terribilità" delle espressioni, raggiunse l'apice nelle sculture per la tomba di Giulio II, tra cui il Mosè, e nelle allegorie delle Tombe Medicee nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo, dove le figure del Giorno, della Notte, dell'Aurora e del Crepuscolo riflettono una meditazione sullo scorrere del tempo. L'ultimo grande affresco, il Giudizio Universale sulla parete d'altare della Sistina, terminato nel 1541, suscitò scandalo per la nudità delle figure e per la rappresentazione di Cristo giudice dal gesto imperioso. A oltre sessant'anni iniziò la carriera di architetto, progettando la piazza del Campidoglio, la Porta Pia e, soprattutto, la cupola di San Pietro, che completò fino al tamburo e di cui lasciò un modello ligneo affinché i successori potessero portarla a termine. Michelangelo morì a Roma il 18 febbraio 1564, all'età di ottantotto anni, e le sue spoglie furono traslate a Firenze, nella basilica di Santa Croce. La sua vita interamente dedicata all'arte ha lasciato un segno incancellabile nella storia dell'umanità, innalzando il ruolo dell'artista da artigiano a creatore divino.