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Ullastret, la fortezza iberica che sfidò Roma
Di Alex (del 16/06/2026 @ 17:00:00, in Storia Impero Romano, letto 62 volte)
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Veduta aerea della fortezza iberica di Ullastret con le mura ciclopiche
Veduta aerea della fortezza iberica di Ullastret con le mura ciclopiche
Arroccata su una collina dell’Empordà, Ullastret fu la capitale degli Indigeti e la più imponente città fortificata della penisola iberica prima dell’arrivo di Roma: le sue mura in calcare, spesse oltre sei metri, racchiudevano un microcosmo di artigiani, mercanti greci, guerrieri e sacerdotesse che per due secoli tenne testa alle pressioni cartaginesi e romane. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Una città doppia affacciata sul Mediterraneo
Il sito archeologico si estende su due alture contigue, il Puig de Sant Andreu e l’Illa d’en Reixac, collegate in antico da un quartiere artigianale che oggi giace sotto i campi coltivati. Gli scavi sistematici, avviati nel 1947 da Miquel Oliva e proseguiti dal Museo Archeologico della Catalogna, hanno riportato alla luce un tessuto urbano di strade lastricate, piazze pavimentate e complessi abitativi a pianta rettangolare che non ha eguali a nord di Emporion. La cronologia, fissata attraverso la tipologia delle ceramiche attiche e campane, colloca la massima fioritura tra il 550 e il 200 avanti Cristo, con una popolazione stimata tra le tremila e le seimila unità.

Le fortificazioni costituiscono l’elemento più spettacolare: la cinta esterna, lunga oltre un chilometro, è costruita con blocchi di calcare estratti dalle cave di Montgrí e assemblati a secco con una tecnica poligonale che ricorda le mura micenee. Lo spessore medio di sei metri e la presenza di torri quadrate a intervalli regolari di venticinque metri indicano una progettazione centralizzata e una manodopera specializzata, capace di mobilitare decine di tonnellate di pietra per ogni modulo difensivo. All’interno della cinta si aprivano almeno quattro porte monumentali, una delle quali conserva ancora gli incassi per le travi di bloccaggio del portone.

Il crocevia dei commerci e delle culture
Ullastret non era isolata: gli scambi con Emporion, la colonia greca fondata dai Focei nel 575 avanti Cristo, sono attestati da migliaia di frammenti di ceramica attica a figure nere e rosse, anfore vinarie e monete di bronzo con il marchio del delfino emporitano. Le analisi isotopiche condotte sulle ossa animali hanno dimostrato che la dieta degli abitanti includeva pesce di mare, ovini e suini, ma anche cereali importati dalla Sicilia e vino di Rodi, a conferma di una rete di approvvigionamento che andava ben oltre l’autosufficienza locale.

L’elemento più rivelatore è costituito dai laboratori metallurgici: le scorie di forgia recuperate nell’area artigianale contengono tracce di ferro di origine alpina e di stagno proveniente dalle Cassiteridi, il che implica che Ullastret non era solo un centro di consumo ma un nodo attivo nella redistribuzione di metalli strategici. Le spade a falcata, i pugnali a doppio taglio e le punte di lancia prodotte localmente presentano una qualità di tempra e una geometria della lama che destarono l’ammirazione degli stessi Romani, i quali adottarono il gladius hispaniensis proprio dopo averne saggiato l’efficacia durante le campagne iberiche.

StrutturaSuperficieMaterialeDatazione
Mura esterne1,2 kmCalcare poligonale500-450 avanti Cristo
Tempio di Artemis120 m²Pietra arenaria450 avanti Cristo
Cisterna pubblica300 m³Malta idraulica400 avanti Cristo
Quartiere metallurgico800 m²Argilla e pietra350 avanti Cristo
Porta sud-occidentale6 m larghezzaCalcare500 avanti Cristo


L’arrivo di Roma e l’oblio
La conquista romana non fu immediata. Ancora nel 218 avanti Cristo, durante la seconda guerra punica, gli Indigeti si allearono con Cartagine e permisero alle truppe di Annibale di rifornirsi prima della traversata delle Alpi. Dopo la vittoria di Scipione, Roma impose un lento strangolamento economico che culminò nella repressione violenta della rivolta del 195 avanti Cristo, quando il console Marco Porcio Catone devastò sistematicamente i centri fortificati dell’Empordà. Ullastret venne abbandonata e mai più ricostruita, ma la sua memoria sopravvisse nelle leggende popolari catalane che ancora oggi chiamano “el castell dels moros” le sue rovine. Oggi il sito è uno dei parchi archeologici più visitati della Spagna, e le ricerche continuano a rivelare la complessità di una civiltà che seppe fondere l’eredità greca, la tradizione celtica e l’ingegno locale in una sintesi originale e duratura. Ullastret dimostra quanto l’Iberia preromana fosse ben lontana dalla barbarie descritta dalle fonti latine: una città-stato capace di autogoverno, commercio su scala mediterranea e innovazione militare, la cui distruzione segnò la fine di un’epoca di pluralismo culturale mai più raggiunto nella penisola.