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Enypniastes eximia, la lumaca di mare trasparente che nuota negli abissi
Di Alex (del 13/06/2026 @ 10:00:00, in Amici animali, letto 78 volte)
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Enypniastes eximia nuota mostrando il canale digerente roseo
Enypniastes eximia nuota mostrando il canale digerente roseo
Enypniastes eximia, nota come Pink See‑Through Fantasia, è un’oloturia abissale semitrasparente che si sposta nuotando sul fondale oceanico grazie a una corona di tentacoli palmati, rivelando l’intero apparato digerente. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Anatomia e comportamento di un oloturia pelagica
L’Enypniastes eximia fu descritta scientificamente per la prima volta nel 1882 dal biologo marino svedese Hjalmar Théel, sulla base di esemplari raccolti durante la spedizione del HMS Challenger. Vive a profondità comprese tra 500 e 5.000 metri, in tutte le principali dorsali oceaniche, dall’Atlantico al Pacifico. Ciò che colpisce immediatamente è la trasparenza quasi totale del corpo, un adattamento che consente di mimetizzarsi dai predatori nelle acque buie, dove la bioluminescenza è l’unica fonte di luce. Attraverso la parete epidermica si distingue nitidamente il canale digerente, che assume un colore rosa intenso a causa dei carotenoidi provenienti dalla dieta bentonica. L’intestino, particolarmente lungo e convoluto, occupa gran parte della cavità interna e termina con un ano che viene utilizzato anche per la respirazione, poiché l’animale pompa acqua ossigenata attraverso la cloaca. La locomozione è uno degli aspetti più sorprendenti: a differenza della maggior parte dei cetrioli di mare, che strisciano sul sedimento, E. eximia può nuotare attivamente sollevandosi dal fondo. Ciò è possibile grazie a una corona di 12‑15 tentacoli palmati, disposti attorno alla bocca, che si allargano e si contraggono generando propulsione idrodinamica. La morfologia di questi tentacoli, riccamente innervati, suggerisce anche una funzione sensoriale, forse per captare gradienti chimici o vibrazioni delle prede. Quando nuota, il corpo assume una forma a campana rovesciata, con i tentacoli rivolti verso l’alto e l’estremità posteriore pendente, una postura che riduce la resistenza fluidodinamica e permette spostamenti di diversi metri in pochi minuti. L’Enypniastes si nutre principalmente di foraminiferi, radiolari e detrito organico che filtrano attraverso i tentacoli, i quali secernono un muco adesivo per intrappolare le particelle in sospensione. Il muco viene poi convogliato verso la bocca da ciglia vibratili, in un processo analogo a quello dei crinoidi. La riproduzione avviene per gonocorismo, con sessi separati, e la fecondazione è esterna: maschi e femmine rilasciano simultaneamente gameti nella colonna d’acqua, sincronizzandosi probabilmente con le fasi lunari o con variazioni di pressione. Le larve, trasparenti e planctoniche, derivano verso acque meno profonde per poi ridiscendere gradualmente man mano che completano la metamorfosi. La semitrasparenza è ottenuta grazie a un tegumento povero di cellule pigmentate e ricco di una matrice extracellulare idratata, che ha un indice di rifrazione molto simile a quello dell’acqua marina, riducendo così la diffusione della luce. Questa strategia ottica è integrata da una lieve bioluminescenza blu‑verde emessa da fotociti distribuiti lungo i tentacoli, utilizzata non per attrarre prede ma probabilmente per disorientare piccoli predatori o per la comunicazione intraspecifica. Negli ultimi anni, spedizioni con ROV (Remotely Operated Vehicles) hanno documentato comportamenti inediti, come la capacità di espellere rapidamente l’acqua dall’intestino posteriore per allontanarsi da un pericolo imminente, trasformando l’ano in un organo di propulsione d’emergenza. Dal punto di vista biochimico, i tessuti dell’Enypniastes contengono saponine triterpenoidi, composti tossici che rendono l’animale sgradevole ai predatori e che sono attualmente oggetto di studio per potenziali applicazioni antifungine in medicina. L’assenza di uno scheletro calcareo lo rende particolarmente fragile, motivo per cui la maggior parte degli esemplari in superficie appare danneggiata; solo le riprese in situ permettono di apprezzarne l’eleganza natatoria. La comunità scientifica ha classificato l’Enypniastes eximia come specie non minacciata, ma il crescente impatto dell’estrazione mineraria in acque profonde potrebbe in futuro compromettere gli habitat fangosi su cui prolifera.

CaratteristicaDescrizione
Profondità abituale500‑5.000 metri
TrasparenzaIndice di rifrazione simile all’acqua
AlimentazioneForaminiferi, radiolari, detrito organico
LocomozioneNuoto tramite tentacoli palmati


La Pink See‑Through Fantasia incarna la bellezza fragile e nascosta degli abissi, ricordando quante meraviglie restino ancora da documentare nel nostro pianeta.