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L'enigma di Atlantide e Doņana: la faglia geologica di Tartesso e i miti di Platone
Di Alex (del 29/05/2026 @ 10:00:00, in Storia Prime Civiltā, letto 96 volte)
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Paludi di Doņana con ricostruzione artistica di Atlantide
Paludi di Doņana con ricostruzione artistica di Atlantide

Il mito di Atlantide affonda le sue radici nei dialoghi di Platone, ma la geologia moderna indica nelle paludi di Doņana, in Andalusia, i resti di una civiltā scomparsa. Tsunami preistorici e faglie attive potrebbero aver inghiottito l'antica Tartesso, trasformando un'allegoria filosofica in una concreta realtā archeologica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Platone, Tartesso e le Colonne d'Ercole
La leggenda di Atlantide, l'isola-impero sommersa descritta da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia nel IV secolo avanti Cristo, č stata per secoli considerata un'allegoria filosofica sulla caduta di una societā corrotta di fronte all'Atene ideale. Tuttavia, la ricerca contemporanea ha cercato di rintracciare un substrato di eventi geologici reali dietro al racconto platonico dell'isola sprofondata Ģin un solo giorno e in una notte tremendaģ. Una delle teorie scientifiche pių solide localizza le vestigia di questa civiltā perduta nelle paludi salmastre del Parco Nazionale di Doņana, in Andalusia, nella Spagna meridionale, sovrapponendole alla misteriosa scomparsa dell'antico regno di Tartesso. Quest'ultimo fu una civiltā fiorente nell'Etā del Bronzo e del Ferro, nota ai Greci per la sua ricchezza in argento, rame e stagno, e per i suoi contatti commerciali con Fenici e Greci. Tartesso scomparve improvvisamente dalle fonti storiche intorno al VI secolo avanti Cristo, un fatto che da sempre ha alimentato l'idea di un cataclisma. L'ipotesi di Doņana si basa sulla coincidenza geografica con le indicazioni di Platone, che collocava Atlantide Ģal di lā delle Colonne d'Ercoleģ, ovvero oltre lo stretto di Gibilterra, proprio dove sorgeva Tartesso. La regione di Doņana, alla foce del Guadalquivir, č una zona paludosa e inospitale che ha restituito tracce di insediamenti antichi, ma la maggior parte delle evidenze archeologiche č sepolta sotto metri di fango alluvionale e sedimenti marini. I carotaggi hanno rivelato che l'area fu colpita da almeno due grandi tsunami negli ultimi quattromila anni, che potrebbero aver distrutto qualsiasi centro costiero, dando origine al mito della cittā inabissata. La corrispondenza tra la descrizione platonica di una pianura rettangolare circondata da canali e la morfologia dell'antica foce del Guadalquivir ha spinto diversi team di ricerca a utilizzare georadar e telerilevamento per individuare strutture sepolte. La scoperta, nel 2011, di una serie di strutture concentriche sotto le paludi ha fatto sperare in una conferma, ma le successive analisi hanno suggerito che si tratta di formazioni geologiche naturali. Nonostante questo, l'area di Doņana rimane uno dei candidati pių seri per localizzare il nucleo storico della leggenda, anche perché i Fenici e i Greci avevano una conoscenza diretta della regione e dei suoi pericoli geologici.

La scala JoJa e i punteggi delle diverse ipotesi
Per valutare la scientificitā di queste teorie, i ricercatori Joseph Carlson e Jamal Shoulders hanno elaborato la "scala JoJa", un sistema di valutazione da 0 a 10 per misurare la corrispondenza geofisica di un sito con la descrizione classica. Doņana presenta caratteristiche uniche: carotaggi geologici mostrano che la zona era un ampio golfo marino fino all'Etā del Bronzo, poi trasformato in laguna da imponenti tsunami storici datati intorno al 1500 avanti Cristo e al 200 dopo Cristo, che hanno letteralmente sepolto sotto metri di fango e sabbia le strutture costiere tartessiche. Questa teoria mostra crepe logiche e strutturali meno evidenti rispetto ad altre celebri candidature storiche. Se confrontata con l'eruzione dell'isola di Santorini (Thera), avvenuta nel 1600 avanti Cristo, quest'ultima spiega brillantemente il crollo della civiltā minoica e presenta rocce di tre colori (bianco, nero e rosso) identiche a quelle descritte da Platone, ma si colloca all'interno del Mediterraneo, violando l'indicazione geografica delle Colonne d'Ercole. Altre teorie popolari, come l'identificazione di Atlantide con la Struttura di Richat nel deserto della Mauritania, si scontrano con insormontabili ostacoli scientifici: la celebre conformazione a cerchi concentrici si trova oggi a 400 metri sul livello del mare, escludendo che sia stata sommersa in epoca storica. Allo stesso modo, le presunte mura sommerse identificate dall'architetto Robert Sarmast nel bacino di Cipro a 1500 metri di profonditā si sono rivelate, a seguito di analisi geofisiche condotte dall'Universitā di Amburgo, semplici pieghe tettoniche naturali causate dalla deformazione del sale nel sottosuolo marino. La scala JoJa ha il merito di fornire un criterio oggettivo per confrontare ipotesi diverse, tenendo conto di parametri come la datazione, la concordanza testuale, le evidenze geologiche e la presenza di reperti archeologici. Doņana ottiene punteggi elevati soprattutto per la localizzazione e per i dati paleo-tsunami, ma perde punti per l'assenza di rovine monumentali, che potrebbero perō essere state spazzate via o essere ancora sepolte. Il dibattito rimane aperto e mostra come il mito di Atlantide continui a essere un potente catalizzatore per la ricerca interdisciplinare, spingendo geologi, archeologi e filologi a collaborare per risolvere uno dei pių antichi enigmi dell'umanitā.

Geologia del disastro: tsunami e faglie attive nell'area di Doņana
La regione di Doņana si trova in una zona tettonicamente attiva, al confine tra la placca euroasiatica e quella africana, lungo la faglia Azzorre-Gibilterra. Questa faglia č stata responsabile di numerosi terremoti storici devastanti, come il terremoto di Lisbona del 1755, che generō uno tsunami con onde alte fino a 15 metri che si abbatterono sulla costa atlantica della Spagna e del Portogallo, distruggendo interi villaggi e modificando la linea di costa. Le prospezioni geologiche nel sottosuolo di Doņana hanno identificato strati di sabbia e conchiglie marine depositati in modo anomalo nell'entroterra, chiara firma di antichi tsunami che penetrarono per chilometri nella pianura costiera. Questi eventi catastrofici, datati con il radiocarbonio, coincidono con periodi di abbandono degli insediamenti umani e con la scomparsa di Tartesso dalle cronache storiche. La geologia conferma quindi che la regione ha subito eventi in grado di cancellare una civiltā in poche ore, proprio come narrato da Platone. Gli studi pių recenti ipotizzano che la scomparsa di Tartesso non sia dovuta a un singolo tsunami, ma a una combinazione di fattori: un terremoto di elevata magnitudo, un maremoto successivo e la subsidenza del terreno causata dalla compattazione dei sedimenti alluvionali, che fece sprofondare la cittā al di sotto del livello del mare, trasformando la baia in una palude inospitale. La successiva colmata alluvionale del Guadalquivir seppellė definitivamente ogni vestigia, rendendo estremamente difficili gli scavi. L'analogia con il destino di altre cittā costiere come Helike in Grecia, distrutta da un terremoto e inabissata nel 373 avanti Cristo, suggerisce che i Greci conoscessero bene il rischio di cataclismi geologici e che Platone possa aver utilizzato una memoria storica di questi eventi per costruire la sua parabola morale. Atlantide, in questa prospettiva, non sarebbe un'invenzione pura, ma il ricordo trasfigurato di una o pių catastrofi reali, abbellito e amplificato nei secoli fino a diventare un simbolo universale di grandezza e rovina.

Tabella comparativa delle ipotesi su Atlantide


Candidato ad Atlantide Punteggio Scala JoJa (0-10) Evidenze Geofisiche di Supporto Principale Crepa Logica / Limite Scientifico
Paludi di Doņana (Spagna) Alto (7/10) Tracce sedimentarie di tsunamis catastrofici (1500 avanti Cristo) Mancanza di imponenti rovine monumentali in pietra
Isola di Santorini (Grecia) Medio-Alto (6/10) Eruzione vulcanica documentata; crollo della civiltā minoica Collocazione geografica errata (Mar Egeo, non Atlantico)
Struttura di Richat (Mauritania) Basso (2/10) Geometria a cerchi concentrici visibile dallo spazio Altitudine elevata (400 m s.l.m.); origine interamente subaerea
Bacino di Cipro (Mediterraneo) Basso (3/10) Anomalie sonar interpretate come strutture artificiali Formazioni naturali causate da tettonica salina compressiva


La ricerca di Atlantide č lo specchio del nostro rapporto con il passato: vogliamo credere che i miti nascondano veritā dimenticate, che la terra conservi sotto i nostri piedi le tracce di civiltā perdute. Doņana ci ricorda che la scienza, con la sua lentezza e i suoi dubbi, č l'unica bussola per navigare tra leggenda e realtā.