Panorama dei sette colli di Roma con il Colosseo e i Fori Imperiali
Roma è la città dei sette colli: Palatino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio e Aventino. Da tremila anni queste alture modellano la storia, la politica e la vita quotidiana dei Romani. Scopriamone l’evoluzione, dall’età arcaica ai giorni nostri. LEGGI TUTTO L’ARTICOLO
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Palatino: il colle delle origini e degli imperatori
Il Palatino (Palatium in latino) è il più celebre dei sette colli, perché secondo la leggenda proprio qui Romolo fondò Roma nel 753 avanti Cristo. Gli scavi archeologici hanno confermato insediamenti risalenti al X secolo avanti Cristo, con capanne in legno e argilla. Il nome “Palatium” potrebbe derivare da “Pales”, la dea dei pastori, o da “palus” (palo), perché il colle era recintato con palizzate. Durante l’età repubblicana, il Palatino divenne il quartiere residenziale dell’aristocrazia: Cicerone, Crasso, Antonio, Ottaviano (poi Augusto) vi possedevano domus lussuose. Augusto, nato sul Palatino, trasformò la sua casa in un complesso monumentale (la “Casa di Augusto”, visitabile oggi) e diede inizio a una tradizione: tutti gli imperatori successivi costruirono qui i loro palazzi (Domus Tiberiana, Domus Transitoria di Nerone, Domus Flavia e Domus Augustana dei Flavi, e il grande complesso di Settimio Severo). Il termine “palazzo” deriva proprio dal Palatino. Nel Medioevo il colle fu abbandonato e divenne pascolo e vigneto, con i Farnese che costruirono i Giardini Farnesiani (oggi splendidi). Dal Rinascimento in poi, gli scavi hanno riportato alla luce la Roma imperiale. Oggi il Palatino (con gli scavi aperti al pubblico) è una delle aree archeologiche più importanti del mondo, con vista sul Colosseo e sul Foro Romano.
Capitolino, Quirinale, Viminale e gli altri colli
Il Campidoglio (Capitolium) è il colle più piccolo ma sacro: qui sorgeva il tempio di Giove Ottimo Massimo (inaugurato nel 509 avanti Cristo), il centro religioso e politico di Roma. Sulla rupe Tarpea (a sud) venivano giustiziati i traditori. Oggi ospita la piazza del Campidoglio disegnata da Michelangelo (XVI secolo) con il Palazzo Senatorio (sede del comune di Roma) e i Musei Capitolini. Il Quirinale (Quirinalis) è il colle più alto (61 metri), sede di antichi templi (Quirino, Serapide) e, dal 1583, della residenza papale (poi dal 1870 del re d’Italia, dal 1946 del presidente della Repubblica). Il Viminale (Viminalis) è il più piccolo e meno noto, prende il nome dai vimini (salici); oggi ospita il Ministero dell’Interno. L’Esquilino (Esquilinus) è il più vasto (oltre un chilometro quadrato), usato in età augustea come quartiere residenziale della classe media, con la famosa Domus Aurea di Nerone (dopo l’incendio del 64 dopo Cristo) e le Terme di Traiano. Oggi è un vivace quartiere multietnico con Santa Maria Maggiore. Il Celio (Caelius) era il quartiere ricco con domus patrizie, ospita la chiesa dei Santi Quattro Coronati (un fortilizio medievale) e l’antico ospedale militare. L’Aventino (Aventinus) era il colle della plebe (qui si ritirarono i plebei nella famosa “secessione” del 494 avanti Cristo), sede del tempio di Diana e della basilica di Santa Sabina (V secolo). Oggi è un’area residenziale elegante con il Giardino degli Aranci e il famoso “buco della serratura” dei Cavalieri di Malta. Altri colli (Gianicolo, Pincio, Vaticano) non sono tra i sette canonici perché erano fuori dal pomerium (limite sacro) della Roma arcaica. Nel corso dei secoli, l’erosione, le costruzioni e le bonifiche hanno livellato i colli: la differenza di altitudine tra la cima e la valle un tempo era di 40-50 metri, oggi è spesso meno di 20 metri (ad esempio, il Colosseo è costruito nella valle tra Palatino, Esquilino e Celio, che un tempo era una palude prosciugata dalla Cloaca Massima). Oggi i sette colli sono ancora al centro della vita romana: passeggiare sul Palatino o salire al Campidoglio significa toccare con mano 3000 anni di storia in pochi passi.
I sette colli di Roma non sono solo un nome geografico: sono il cuore pulsante di una città che ha saputo trasformarsi senza mai dimenticare le sue radici, un palcoscenico dove la storia antica e quella moderna si incontrano ogni giorno sotto il sole del Lazio.