Giovani donne flapper ballano in uno speakeasy anni venti clandestino
Il 17 gennaio 1920 segnò l'inizio di uno degli esperimenti di ingegneria morale più fallimentari della storia moderna: l'entrata in vigore del divieto sulle bevande alcoliche negli Stati Uniti. Il Proibizionismo ambiva a eradicare la criminalità e la violenza, ma finì per generare un'ondata senza precedenti di corruzione e mafie. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Sostenuto con fervore dalla Women's Christian Temperance Union e dai movimenti per il suffragio femminile, il Proibizionismo ambiva a inaugurare una nuova era di purezza sociale. La realtà, tuttavia, prese una piega drammaticamente opposta.
La Rivoluzione degli Speakeasies e le Flapper
La chiusura immediata di migliaia di saloon legali creò un enorme vuoto di mercato colmato dall'emergere degli speakeasies. Questi bar clandestini, a cui si accedeva mormorando parole d'ordine, si moltiplicarono. Alla fine degli anni Venti, la sola New York ospitava un numero stimato di 32.000 speakeasies. Il divieto trasformò l'atto del bere da una routine pubblica a una ribellione glamour e infranse per sempre la segregazione di genere. Le donne furono accolte in questi club clandestini dai criminali, ansiosi di massimizzare i profitti. Emerse così la figura della "flapper": giovani donne ribelli, indipendenti, che bevevano e ballavano al ritmo del jazz nascente.
Ricostruzione AI
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Speakeasy Celebre
Città
Gestione / Caratteristica Distintiva
The 21 Club
New York
Sistemi di sicurezza estremi: porte camuffate, scivoli per distruggere bottiglie.
Controllato dal mafioso Owney Madden; esibizioni jazz di artisti afroamericani.
The Krazy Kat
Washington, D.C.
Locale bohémien che sfidava apertamente i divieti vicino ai palazzi del potere.
L'Ascesa dei Sindacati del Crimine e dei Cocktail
La gestione di questo immenso mercato nero fornì alla piccola delinquenza locale l'opportunità di trasformarsi in una sofisticata industria miliardaria. Il Proibizionismo creò i veri e propri sindacati del crimine organizzato. Gangster del calibro di Al Capone arrivarono a guadagnare l'incredibile cifra di 60 milioni di dollari all'anno monopolizzando la fornitura di birra. I profitti stratosferici permisero di corrompere su vasta scala agenti di polizia e politici. Il consumatore americano fu costretto ad adattare i propri gusti: l'alcol di contrabbando, spesso letale, veniva miscelato con zucchero, menta e succhi di frutta per mascherare il sapore ripugnante, consacrando definitivamente la cultura del cocktail moderno.
Alla fine, l'incontrollabile brutalità delle guerre tra gang e la disperata necessità di entrate fiscali a seguito del crollo di Wall Street convinsero l'America a porre fine alla sua crociata morale. Nel 1933, il ventunesimo Emendamento abrogò il divieto, lasciando in eredità un paese più libero nei costumi ma permanentemente afflitto da un crimine organizzato ormai corporativo.