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Zoo delle Star: gli animali addestrati per il cinema nelle ville della campagna romana
Di Alex (del 22/03/2026 @ 17:00:00, in Natura, letto 56 volte)
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Un lupo e un cavallo addestrati per il cinema nelle strutture dello Zoo delle Star vicino Roma
Un lupo e un cavallo addestrati per il cinema nelle strutture dello Zoo delle Star vicino Roma

Nelle campagne intorno a Roma, lontano dai riflettori ma vicini agli studios di Cinecittà, esistono strutture specializzate nell'addestramento di animali per il cinema. Lo Zoo delle Star è una di queste realtà uniche, dove lupi, orsi, cavalli e rapaci imparano a recitare sotto la guida di addestratori professionisti.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Roma e il cinema: un matrimonio lungo un secolo
Roma ha un rapporto privilegiato con il cinema fin dalle origini dell'industria cinematografica italiana. Cinecittà, fondata nel 1937 su impulso del regime fascista e presto diventata la "Hollywood sul Tevere" grazie a produzioni monumentali come Ben-Hur, Cleopatra e i film di Federico Fellini, ha attratto per decenni produzioni internazionali che richiedevano non solo set scenografici ma anche figure professionali rare e specializzate: stuntman, artigiani di costumi storici, tecnici di effetti speciali e, inevitabilmente, addestratori di animali.

Le produzioni storiche, western all'italiana, avventuriere e naturalistiche che hanno costellato la storia del cinema romano dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta richiedevano disponibilità di animali addestrati a recitare davanti alla macchina da presa: cavalli capaci di cadere in modo controllato durante le scene di battaglia, lupi che rispondessero ai comandi in campo aperto, orsi addestrati a interagire con gli attori senza pericolo, rapaci da falconeria pronti a volare su precise traiettorie di fronte alla macchina da presa. Intorno a questa domanda stabile si sviluppò nel Lazio un piccolo ecosistema di professionisti specializzati nell'addestramento cinematografico degli animali.

Lo Zoo delle Star: una struttura unica nel panorama europeo
Nelle campagne tra Roma, Bracciano e la Tuscia viterbese si trovano alcune delle strutture di addestramento cinematografico di animali più rinomate d'Europa, tra cui quella che il mondo del cinema italiano conosce come lo Zoo delle Star — un nome informale che indica non un singolo luogo ma una rete di aziende agricole specializzate e di famiglie di addestratori che si tramandano la professione di generazione in generazione. Queste strutture ospitano spesso decine di animali di specie diverse: cavalli di razze antiche e moderne addestrati a scene di combattimento, animali selvatici come lupi, volpi e cinghiali in programmi di addestramento graduale, rapaci di varie specie per le sequenze di falconeria, oltre a animali esotici occasionalmente richiesti dalle produzioni internazionali.

L'addestramento cinematografico degli animali è una disciplina che richiede anni di lavoro e un approccio basato esclusivamente sul rinforzo positivo — premi alimentari, stimoli sonori, comandi gestuali — senza ricorrere a coercizioni fisiche, pratiche oggi vietate dai protocolli internazionali di tutela del benessere animale sui set cinematografici. Un cavallo addestrato per una scena di battaglia deve imparare a "cadere" su richiesta in modo sicuro per sé e per il cavaliere, a restare immobile di fronte a esplosioni controllate e a interagire con attori sconosciuti in ambienti altamente stimolanti senza manifestare aggressività o panico.

Il metodo: anni di lavoro, rinforzo positivo e fiducia
Il processo di addestramento cinematografico di un animale inizia molto prima che inizi la produzione del film. Per un cavallo destinato a scene storiche complesse, il programma tipico richiede dai due ai quattro anni di lavoro progressivo, partendo dalla gestione di base — abituazione al contatto umano, al trasporto, ai rumori improvvisi — per arrivare gradualmente alle scene specifiche. L'addestratore costruisce con l'animale un rapporto di fiducia profondo che è la base di tutto: un animale che non si fida del proprio addestratore non risponde ai comandi in situazioni di stress, vanificando anni di lavoro.

Per i predatori selvatici come lupi e volpi, il processo è ancora più delicato. Gli animali vengono socializzati dall'infanzia con gli esseri umani attraverso un protocollo rigoroso che non mira a renderli "domestici" — il che sarebbe pericoloso — ma ad abituarli a operare in vicinanza degli esseri umani senza manifestare comportamenti aggressivi o di fuga. I lupi addestrati per il cinema rimangono animali selvatici in tutto e per tutto: è la gestione ambientale e comportamentale dell'addestratore a rendere possibile la loro presenza sicura sul set.

Le produzioni e i film: un palmares romano
Le strutture di addestramento del Lazio hanno contribuito a produzioni cinematografiche e televisive di primo piano. La serie televisiva internazionale di maggior successo prodotta a Cinecittà negli ultimi anni ha utilizzato cavalli romani addestrati localmente per le scene di battaglia. Produzioni naturalistiche e documentari hanno attinto alle strutture laziali per sequenze con lupi e rapaci. Alcune delle grandi produzioni hollywoodiane ambientate in epoche storiche o in ambienti naturali che hanno scelto Roma come base logistica hanno integrato nelle proprie riprese animali addestrati dalle famiglie laziali di addestratori.

Il benessere degli animali sul set è oggi monitorato da rappresentanti delle associazioni animaliste internazionali e dalle figure dell'American Humane Association nei set con co-produzioni americane. Il marchio "No animals were harmed" — nessun animale è stato maltrattato — che appare nei titoli di coda dei film americani è il risultato di un sistema di supervisione che coinvolge anche i set europei con coproduzioni transatlantiche. Le strutture laziali più professionali hanno adottato volontariamente standard equivalenti anche per le produzioni italiane pure.

Come visitare e il futuro del settore
Alcune delle strutture di addestramento cinematografico nelle campagne romane sono aperte a visite guidate in giornate specifiche, offrendo al pubblico — e soprattutto alle scolaresche — la possibilità di vedere da vicino gli animali e di assistere a dimostrazioni di addestramento con rapaci e cavalli. Le visite sono limitate per garantire il benessere degli animali e richiedono prenotazione.

Il futuro del settore è in evoluzione: l'uso sempre più sofisticato della computer grafica nelle produzioni cinematografiche ha ridotto la domanda di animali in carne e ossa per molte tipologie di scene, mentre rimane stabile per le scene in cui la presenza fisica dell'animale con gli attori umani è necessaria per ragioni di autenticità emotiva. Le strutture si stanno adattando diversificando le attività verso l'agriturismo, l'equiterapia e la didattica naturalistica, costruendo una sostenibilità economica che non dipenda esclusivamente dal calendario delle produzioni cinematografiche.

Dietro ogni cavallo che si inchina davanti alla macchina da presa, ogni lupo che avanza su comando, ogni falco che atterra sulla mano dell'attore, ci sono anni di pazienza, migliaia di ore di lavoro e una relazione tra essere umano e animale che non assomiglia a nessun'altra. Un cinema senza queste relazioni sarebbe possibile, ma sarebbe più povero.