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Il quartiere San Pellegrino di Viterbo: il medioevo intatto
Di Alex (del 15/03/2026 @ 17:00:00, in Storia Medioevo, letto 38 volte)
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Il caratteristico quartiere medievale di San Pellegrino a Viterbo
Il caratteristico quartiere medievale di San Pellegrino a Viterbo

Nel cuore di Viterbo sopravvive il quartiere medievale di San Pellegrino, un rione del XIII secolo con case-torri, logge, archi rampanti e i tipici profferli — le scale esterne in pietra. Fu rifugio di papi in fuga da Roma ed è considerato uno dei borghi medievali più intatti d'Italia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Un tessuto urbano sopravvissuto ai secoli
Il quartiere San Pellegrino si estende nel cuore del centro storico di Viterbo, e rappresenta una delle testimonianze più complete dell'urbanistica medievale italiana. A differenza di molti borghi storici ricostruiti o pesantemente restaurati, San Pellegrino conserva la struttura originaria del XIII secolo: strade strette e tortuose, vicoli ciechi, piccole piazzette e abitazioni addossate le une alle altre che restituiscono l'atmosfera autentica di una città medievale viva e abitata da famiglie reali.

I profferli: l'anima architettonica del quartiere
Il profferlo è l'elemento più caratteristico dell'architettura viterbese: una scalinata esterna in pietra di peperino che consente di accedere al piano superiore dell'abitazione dall'esterno, mantenendo il piano terra come bottega o stalla. Questa soluzione, pratica ed esteticamente raffinata, crea giochi di volumi e di ombre sulle facciate degli edifici. I profferli di San Pellegrino sono stati studiati dagli storici dell'architettura come un unicum tipologico dell'edilizia medievale italiana, senza veri equivalenti altrove nella penisola.

Archi rampanti, logge e case-torri
Il quartiere offre un repertorio straordinario di elementi medievali. Gli archi rampanti collegano edifici sul lato opposto della strada, sostenendo le pareti e unendo fisicamente le abitazioni di famiglie legate da vincoli di parentela o di affari. Le logge aperte sui piani superiori, sostenute da colonnine in peperino, alleggeriscono visivamente le facciate. Le case-torri, come la celebre Torre Scacciaricci, erano simboli di potere: in epoca medievale l'altezza della torre corrispondeva al rango del proprietario, e le famiglie più ricche gareggiavano per costruire la torre più alta.

Il quartiere che ospitò i papi in fuga
San Pellegrino acquistò una rilevanza storica eccezionale quando Viterbo divenne, nel XIII secolo, sede temporanea della corte papale. I papi del Duecento si rifugiarono nella città dell'alto Lazio fuggendo le tensioni politiche e le epidemie di Roma. Il Palazzo dei Papi, ai margini del quartiere, fu teatro del conclave più lungo della storia: dal 1268 al 1271 i cardinali impiegarono quasi tre anni per eleggere Gregorio X. Per accelerare i lavori, il podestà fece murare le porte del palazzo e razionare il cibo — da qui nacque la parola "conclave" (dal latino cum clave, ovvero "sotto chiave").

Passeggiare oggi per San Pellegrino significa attraversare otto secoli di storia senza filtri né ricostruzioni. Ogni pietra, ogni arco, ogni profferlo racconta di famiglie, di commerci, di papi e di vita quotidiana medievale. È uno di quei rari luoghi in Italia dove il passato non è rinchiuso in un museo, ma è ancora vivo, abitabile e respirabile, a portata di mano di chiunque voglia fermarvisi anche solo per un pomeriggio.