Il Regio Istituto di Fisica di Roma, storica sede del gruppo Fermi in via Panisperna
Negli anni Trenta del Novecento, un gruppo di giovani fisici guidati da Enrico Fermi cambiò la storia della scienza in un laboratorio di via Panisperna a Roma. Soprannominati i ragazzi di via Panisperna, scoprirono il rallentamento dei neutroni e aprirono la strada all'era nucleare. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Il gruppo di Fermi al Regio Istituto di Fisica
Nei primi anni Trenta del Novecento, Enrico Fermi riunì attorno a sé, al Regio Istituto di Fisica di Roma in via Panisperna, un gruppo di giovani fisici straordinariamente talentuosi: Edoardo Amaldi, Franco Rasetti, Emilio Segrè, Ettore Majorana e Oscar D'Agostino. Soprannominati "i ragazzi di via Panisperna" per la loro freschezza e il loro approccio informale alla ricerca, lavorarono in condizioni di relativa povertà strumentale ma con un'energia intellettuale rarissima, producendo scoperte destinate a cambiare il mondo.
La scoperta dei neutroni lenti
Il 22 ottobre 1934, durante esperimenti di irradiazione di vari elementi con neutroni, Fermi notò che interponendo della paraffina tra la sorgente e il bersaglio si otteneva un effetto molto più intenso. I neutroni, rallentati dai nuclei di idrogeno presenti nella paraffina, avevano una maggiore probabilità di essere catturati dai nuclei atomici bersaglio. Questa scoperta — i "neutroni lenti" o "neutroni termici" — fu il principio fisico alla base dei reattori nucleari. Per essa, Fermi ricevette il Premio Nobel per la Fisica nel 1938.
Il caso Majorana: il genio scomparso
Tra i ragazzi di via Panisperna, Ettore Majorana fu forse il genio più assoluto. Fermi stesso disse di lui che apparteneva a una categoria a parte rispetto a qualsiasi altro scienziato conosciuto, paragonandolo a Galileo e Newton. Nel 1938, Majorana salì su un traghetto da Napoli a Palermo e sparì misteriosamente — nessuna traccia di lui fu mai trovata. La sua scomparsa rimane uno dei grandi misteri della storia della scienza, alimentando decenni di ipotesi e leggende.
La diaspora e l'eredità scientifica
Con l'avvento delle leggi razziali fasciste del 1938, il gruppo si dissolse. Emilio Segrè, di origine ebraica, era già emigrato negli USA. Fermi partì per Stoccolma per ritirare il Nobel e non tornò più in Italia. In America guidò la realizzazione del primo reattore nucleare artificiale, il Chicago Pile-1, il 2 dicembre 1942, e partecipò al Progetto Manhattan. Edoardo Amaldi rimase in Italia e divenne il padre fondatore della fisica italiana del dopoguerra, contribuendo alla nascita del CERN e dell'Agenzia Spaziale Europea.
La vicenda dei ragazzi di via Panisperna è la storia di una stagione irripetibile in cui giovani italiani cambiarono il corso della fisica mondiale con pochi strumenti e un'intelligenza straordinaria. Il loro laboratorio romano fu per un decennio il centro della fisica nucleare mondiale. Poi la storia, con le sue leggi razziali e la sua guerra, li disperse — ma la scienza che avevano fatto non poteva essere dispersa: era già ovunque.