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Bernie Sanders: la voce della sinistra americana contro le guerre di Netanyahu
Di Alex (del 15/03/2026 @ 09:00:00, in Geopolitica e tecnologia, letto 47 volte)
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Il senatore Bernie Sanders del Vermont, voce critica contro la politica di guerra americana
Il senatore Bernie Sanders del Vermont, voce critica contro la politica di guerra americana

A 83 anni, Bernie Sanders rimane la coscienza critica della sinistra americana. Senatore del Vermont, paladino dei diritti dei lavoratori, ha denunciato l'uso della fame come arma di guerra a Gaza e l'espansione del conflitto in Libano, sfidando apertamente Trump e Netanyahu davanti al Senato e all'opinione pubblica mondiale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Chi è Bernie Sanders: una vita in politica
Bernard "Bernie" Sanders è nato a Brooklyn, New York, il 8 settembre 1941. Figlio di un immigrato polacco di origini ebraiche, ha conosciuto fin dall'infanzia le difficoltà economiche di una famiglia della classe operaia. Laureato in scienze politiche all'Università di Chicago nel 1964, Sanders si trasferì nel Vermont, dove fu eletto sindaco di Burlington nel 1981 — il primo sindaco socialista di una città americana di rilievo in cinquant'anni. Eletto alla Camera nel 1990 e al Senato nel 2006, ha costruito una carriera fondata su un unico principio: l'economia americana è manipolata da un'oligarchia plutocratica a danno della classe lavoratrice.

La rivoluzione politica: due candidature presidenziali
Nel 2016 Sanders si candidò alle primarie democratiche contro Hillary Clinton con una piattaforma radicale: sanità universale, istruzione universitaria gratuita, tassazione progressiva sui patrimoni e salario minimo federale di 15 dollari l'ora. Pur sconfitto alla nomination, la sua campagna mobilitò milioni di giovani americani e spostò il dibattito del Partito Democratico verso sinistra. Nel 2020, Sanders fu il candidato più forte nelle prime fasi delle primarie, prima che l'establishment democratico si compattasse intorno a Joe Biden. Le sue idee — come Medicare for All — sono entrate nel lessico politico americano mainstream.

Gaza, Libano e il coraggio di sfidare Netanyahu
Nell'era di Trump e del sostegno incondizionato americano a Israele, la posizione di Sanders si distingue nettamente. Il senatore ha denunciato pubblicamente che dopo oltre due anni di bombardamenti e più di 72.000 morti a Gaza — in prevalenza donne, bambini e anziani — Israele ha espanso le operazioni anche all'Iran e al Libano, dove le forze israeliane hanno colpito scuole elementari, strutture sanitarie e infrastrutture civili. Sanders ha documentato che 700.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in Libano, oltre il 10% della popolazione del paese, definendo inaccettabile l'uso della fame come arma di guerra e criticando l'amministrazione Trump per aver aggirato il Congresso per inviare ulteriori armi a Israele.

Sanders nel panorama democratico post-Trump
In un Partito Democratico alla ricerca di una direzione dopo la sconfitta del 2024, Sanders rappresenta al tempo stesso un'ispirazione e un problema per l'establishment. La sua popolarità tra i giovani e i lavoratori è reale e documentata; le sue idee sulla sanità universale e sulla tassazione dei miliardari sono sostenute dalla maggioranza degli americani nei sondaggi. Ma l'ala centrista del partito lo considera troppo radicale per vincere le elezioni generali. La tensione tra queste due anime — quella progressista che vuole politiche coraggiose e quella centrista che vuole candidati "eleggibili" — è il principale conflitto interno del Partito Democratico contemporaneo.

A 83 anni, Bernie Sanders continua a portare la sua voce scomoda nelle aule del Senato americano, denunciando le guerre che ritiene ingiuste e i sistemi economici che considera oppressivi. Non ha mai smesso di credere che una politica diversa sia possibile. Che lo si consideri un visionario anacronistico o l'unica voce autenticamente progressista in un sistema dominato dal denaro, Sanders rimane una figura di riferimento per chiunque creda che la funzione della politica sia difendere i più deboli, non i più potenti.