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Quartiere San Pellegrino di Viterbo: il Medioevo intatto
Di Alex (del 13/03/2026 @ 15:00:00, in Storia Medioevo, letto 48 volte)
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Vicolo medievale del quartiere San Pellegrino a Viterbo con logge e profferli
Vicolo medievale del quartiere San Pellegrino a Viterbo con logge e profferli

Il quartiere medievale di San Pellegrino a Viterbo è uno dei borghi trecenteschi meglio conservati d'Italia. Logge, archi rampanti, case-torri e i caratteristici profferli raccontano la vita comunale del XIII secolo, quando Viterbo offrì rifugio ai papi in fuga da Roma. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Un tessuto urbano comunale sopravvissuto ai secoli
Il quartiere San Pellegrino costituisce uno degli esempi più integri di urbanistica medievale italiana. Le sue strade lastricate, i vicoli ciechi e le piazzette interne hanno conservato il tracciato originario del XIII secolo dopo Cristo praticamente immutato. Edifici medievali si susseguono con logge, archi rampanti che collegano facciate opposte e le caratteristiche scalinate esterne dette profferli, elementi architettonici tipicamente laziali che consentivano l'accesso diretto al piano nobile senza ingombrare il livello stradale.

Le case-torri e la Torre Scacciaricci
Come in molte città comunali italiane, anche a Viterbo le famiglie nobiliari esprimevano il loro potere attraverso la costruzione di torri sempre più alte. Nel quartiere San Pellegrino si conservano alcune di queste strutture, tra cui la celebre Torre Scacciaricci, simbolo identitario del borgo. Le torri non erano solo strumenti difensivi: erano monumenti di prestigio sociale, segnali visibili di ricchezza e influenza politica in una società comunale dove la competizione tra famiglie si misurava anche in metri di altezza.

Viterbo come rifugio papale e il lungo conclave del 1268
Nel XIII secolo dopo Cristo, Viterbo e il suo quartiere San Pellegrino acquisirono un ruolo di primo piano nella storia della Chiesa. Più volte i papi, incalzati da conflitti politici e dall'instabilità di Roma, trasferirono la loro sede nella città della Tuscia. Il lungo conclave del 1268-1271, durante il quale i viterbesi rinchiusero i cardinali per costringerli a eleggere un nuovo pontefice, entrò nella storia come uno dei più travagliati di sempre e diede origine alla parola stessa: conclave, dal latino cum clave.

Percorrere il quartiere San Pellegrino è come attraversare un confine temporale. In pochi passi si lascia il presente per ritrovarsi proiettati nel cuore del Medioevo comunale, tra pietre che hanno visto passare cardinali, papi e mercanti. Pochissimi luoghi in Italia offrono questa intensità di stratificazione storica in uno spazio così perfettamente conservato.