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Tempio Kailasa (Ellora, India): la più grande scultura del mondo
Di Alex (del 22/02/2026 @ 15:00:00, in Capolavori dell'Antichità, letto 27 volte)
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Veduta aerea del Tempio Kailasa di Ellora, la più grande struttura monolitica del mondo scolpita nella roccia basaltica
Veduta aerea del Tempio Kailasa di Ellora, la più grande struttura monolitica del mondo scolpita nella roccia basaltica

Il Tempio Kailasa di Ellora è la più grande struttura monolitica del mondo: non costruito ma scolpito rimuovendo oltre 200.000 tonnellate di basalto. Gli operai lavorarono dall'alto verso il basso, senza margine di errore, creando elefanti colossali, obelischi e gallerie a due piani. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Il metodo sottrattivo: costruire togliendo
Il Tempio Kailasa di Ellora, nel Maharashtra, è tecnicamente una scultura più che un edificio: fu realizzato tra il 756 e il 773 dopo Cristo sotto il re rashtrakuta Krishna I non aggiungendo pietra su pietra, ma sottraendo roccia da una collina di basalto vulcanico. Gli operai scavarono prima una profonda trincea a forma di U attorno alla collinetta, liberando su tre lati una massa di roccia alta oltre trenta metri. Da quel momento lavorarono esclusivamente dall'alto verso il basso, scolpendo torri, gallerie, elefanti e pannelli decorativi come se stessero rivelando un tempio che esisteva già dentro la montagna.

Un errore irreparabile: la logica del metodo
La particolarità assoluta di questo metodo è la sua irreversibilità totale. In qualsiasi sistema costruttivo convenzionale, un errore si può correggere: si rimuove un mattone mal posato, si demolisce una colonna inclinata, si aggiunge uno strato di intonaco. Nel metodo sottrattivo del Kailasa non esiste ripensamento: ogni centimetro di roccia rimosso è rimosso per sempre. Gli scultori che scolpirono i capitelli ornati, i fregi narrativi raffiguranti episodi del Ramayana e del Mahabharata, le statue colossali di Shiva e Parvati e i novantasei elefanti che decorano il basamento del tempio, operavano con una precisione che non ammetteva margine di errore.

La scala dell'impresa: cifre e paragoni
Le stime effettuate dall'Archaeological Survey of India indicano che la costruzione del Kailasa richiese la rimozione di una quantità di roccia compresa tra 200.000 e 300.000 tonnellate, distribuite in un'area di circa 2.000 metri quadrati di pianta e trenta metri di altezza. L'impresa richiese verosimilmente il lavoro di migliaia di artigiani per un periodo di almeno diciassette anni. Il complesso include, oltre alla struttura principale, un colonnato perimetrale, due obelischi isolati, un padiglione dedicato al toro sacro Nandi e gallerie su due livelli ricavate direttamente nelle pareti della trincea perimetrale.

Ellora nel sistema delle grotte sacre dell'India
Il Tempio Kailasa è il monumento più spettacolare di un complesso di trentaquattro grotte sacre scavate nella stessa collina basaltica tra il II e il XI secolo dopo Cristo, che ospitano luoghi di culto buddhisti, induisti e giainisti a poche decine di metri gli uni dagli altri, testimonianza straordinaria della convivenza religiosa nel subcontinente indiano medievale. Le Grotte di Ellora sono patrimonio UNESCO dal 1983. Nessun altro sito al mondo concentra in spazio così ridotto una tale varietà di architettura rupestre di alta qualità.

Il Tempio Kailasa è la risposta più radicale che l'architettura abbia mai dato alla domanda su cosa significhi costruire: non accumulare materia, ma liberare una forma che già esisteva dentro la roccia, con la precisione assoluta di chi sa che non c'è modo di tornare indietro.