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Nils Bohlin e la cintura di sicurezza a tre punti: l'invenzione che ha salvato un milione di vite
Di Alex (del 17/02/2026 @ 15:00:00, in Storia delle Invenzioni, letto 26 volte)
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Dettaglio della cintura di sicurezza a tre punti inventata da Nils Bohlin per la Volvo nel 1959, dispositivo che ha salvato milioni di vite
Dettaglio della cintura di sicurezza a tre punti inventata da Nils Bohlin per la Volvo nel 1959, dispositivo che ha salvato milioni di vite

Nel 1959 l'ingegnere Nils Bohlin inventò per la Volvo la cintura di sicurezza a tre punti. In una scelta storica, la Volvo aprì il brevetto a tutti gratuitamente. Si stima che questa invenzione abbia salvato oltre un milione di vite. Il più generoso regalo dell'industria automobilistica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Prima di Bohlin: le cinture a due punti e i loro limiti letali
Prima dell'invenzione di Bohlin, le automobili che montavano cinture di sicurezza (la maggioranza non ne aveva affatto) utilizzavano cinture addominali a due punti, simili a quelle degli aerei degli anni Quaranta. Questi dispositivi attraversavano il bacino dell'occupante in orizzontale, agganciandosi ai due lati del sedile. In apparenza erano protettivi, ma in caso di impatto frontale violento producevano un effetto paradossalmente pericoloso: il busto proiettato in avanti si piegava verso il basso, e la cintura addominale fungeva da punto di fulcro per la piegatura, comprimendo con forza devastante gli organi addominali (fegato, milza, intestino) e potenzialmente causando fratture vertebrali. Molti automobilisti preferivano non allacciarle proprio per questo motivo: la sensazione di pericolo aggiuntivo non era irrazionale. Il problema era noto agli ingegneri di sicurezza, ma nessuno aveva ancora trovato una soluzione ergonomica pratica che distribuisse correttamente le forze su tutto il corpo.

Nils Bohlin: dall'aeronautica all'automobile
Nils Ivar Bohlin nacque nel 1920 a Härnösand, in Svezia. Si laureò in ingegneria meccanica e iniziò la carriera nel settore aeronautico, lavorando per la Saab come ingegnere specializzato nei sistemi di abbandono degli aerei da caccia: i sedili eiettabili. In questo ruolo, Bohlin acquisì una comprensione profonda della biomeccanica del corpo umano sottoposto a forze di decelerazione improvvisa e delle strategie ottimali per distribuire quelle forze senza causare lesioni. Nel 1958 la Volvo lo assunse come capo ingegnere della sicurezza, uno dei primissimi ruoli del genere nella storia dell'industria automobilistica. La Volvo, già allora pioniera della sicurezza passiva, stava cercando una soluzione al problema delle cinture addominali. Bohlin impiegò meno di un anno per trovare la risposta: il sistema a tre punti, con due ancoraggi sul lato della carrozzeria (uno alla spalla e uno al pavimento) e un terzo all'altro lato del bacino, formava una Y rovesciata che distribuiva le forze su spalla, torace e bacino simultaneamente.

Il design della cintura V: eleganza biomeccanica
La genialità della cintura a tre punti di Bohlin risiede nella semplicità e nella perfezione biomeccanica del suo design. La forma geometrica a V (o a Y rovesciata) che la cintura forma sul corpo dell'occupante distribuisce la forza dell'impatto sulle parti scheletricamente più robuste e resistenti: la clavicola e le costole per la parte alta, il bacino per la parte bassa. Il torace molle e gli organi addominali restano liberi da compressioni dirette. La spalla agisce da terzo punto di ancoraggio che impedisce al busto di ruotare verso il basso come con le cinture a due punti. Il meccanismo di scorrimento della fibbia fu progettato per essere allacciabile con una sola mano in un movimento unico, superando l'obiezione principale degli utenti che trovavano scomode le precedenti cinture. Bohlin testò il prototipo su manichini, sui macchinari di simulazione degli impatti della Volvo e infine su volontari umani, raccogliendo dati sui punti di ancoraggio ottimali per persone di diverse altezze e corporature. Il brevetto fu depositato il 10 luglio 1959.

La scelta storica: il brevetto aperto a tutti
Il momento più importante nella storia della cintura di sicurezza non fu l'invenzione ma la decisione che la Volvo prese subito dopo. Il brevetto della cintura a tre punti aveva un valore economico potenzialmente immenso: tutti i costruttori automobilistici del mondo avrebbero dovuto pagare royalties alla Volvo per montarla sui propri veicoli. Il consiglio di amministrazione della Volvo, guidato da Gunnar Engellau, prese una decisione che non aveva precedenti nell'industria e che sarebbe rimasta un unicum per decenni: dichiarò il brevetto aperto, liberamente utilizzabile da qualsiasi costruttore nel mondo senza pagamento di alcuna licenza. La motivazione ufficiale, riportata nei documenti aziendali, era che la sicurezza stradale era un obiettivo troppo importante per essere limitato da considerazioni commerciali. Questa scelta, anomala in un settore ultra-competitivo come quello automobilistico, rimane oggi uno degli esempi più citati di responsabilità sociale d'impresa nella storia industriale del XX secolo.

Diffusione e adozione: da optional a obbligo di legge
La cintura a tre punti fu introdotta per la prima volta come equipaggiamento di serie sulla Volvo PV544 nel 1959. I principali costruttori europei e americani iniziarono ad adottarla come optional già nei primi anni Sessanta, approfittando della gratuità del brevetto. L'adozione universale fu però lenta: molti costruttori la offrivano ma non la pubblicizzavano, e i consumatori resistevano per ragioni culturali (la cintura era percepita come un insulto all'abilità del guidatore) e di comfort. Il punto di svolta arrivò con la legislazione: la Svezia fu il primo paese a rendere obbligatoria la cintura a tre punti nel 1959 per i sedili anteriori, seguita dal resto d'Europa negli anni Sessanta e Settanta. Gli Stati Uniti imposero l'obbligo federale su tutti i veicoli nuovi solo nel 1968 e la norma sull'obbligo di utilizzo per i passeggeri fu adottata stato per stato fino agli anni Ottanta. Oggi è obbligatoria in quasi ogni paese del mondo.

L'eredità quantificata: oltre un milione di vite
Gli studi epidemiologici sulla sicurezza stradale concordano nel riconoscere alla cintura di sicurezza a tre punti una delle più alte concentrazioni di vite salvate per singola invenzione nella storia tecnologica. La stima più citata, elaborata da ricercatori della Chalmers University of Technology in collaborazione con la Volvo, indica che dalla sua introduzione al 2007 la cintura di Bohlin aveva salvato oltre un milione di vite. Studi successivi portano questa cifra a oltre due milioni considerando l'adozione globale fino ai giorni nostri. La Fondazione europea per la sicurezza stradale stima che la cintura riduca il rischio di morte in un incidente frontale di circa il 45% e di circa il 25% in caso di ribaltamento. Nils Bohlin fu inserito nel 1999 nell'European Inventors Hall of Fame, riconoscimento istituito dall'Ufficio Europeo dei Brevetti. Morì nel 2002, probabilmente senza aver mai pienamente realizzato l'enormità dell'impatto della sua invenzione sulla storia umana.

La storia di Nils Bohlin e del brevetto aperto della Volvo è una di quelle rare storie in cui l'interesse commerciale fu deliberatamente messo da parte in nome del bene comune. In un mondo in cui ogni innovazione è protetta da decine di brevetti e di barriere legali, la scelta della Volvo nel 1959 rimane un esempio di cosa è possibile fare quando si decide che alcune cose contano più del profitto. Quella V disegnata dal tessuto di una cintura ha tracciato, forse più di qualsiasi altra invenzione del Novecento, la linea tra la vita e la morte per milioni di esseri umani.