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Making of Vikings: la serie che ha ricostruito il mondo dei vichinghi
Di Alex (del 16/02/2026 @ 14:00:00, in Storia, letto 64 volte)
Making of Vikings: ricostruzione navi, villaggi e costumi della serie TV
Making of Vikings: ricostruzione navi, villaggi e costumi della serie TV

Vikings (History Channel, 2013-2020) è una delle produzioni più ambiziose della TV via cavo. Dietro ogni scena si cela un lavoro colossale: navi costruite a mano, villaggi ricostruiti con cura filologica, costumi premiati e tecniche di ripresa innovative. Un dietro le quinte affascinante. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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La nascita di un progetto epocale
Vikings nasce dalla mente di Michael Hirst, già autore di serie come The Tudors ed Elizabeth. Andato in onda per la prima volta il 3 marzo 2013 su History Channel, lo show è stato prodotto da MGM Television in collaborazione con la canadese Take 5 Productions. Hirst ottenne carta bianca per raccontare le gesta del leggendario Ragnar Lothbrok, personaggio ispirato a fonti storiche e saghe nordiche dell'VIII e IX secolo dopo Cristo. Fin dall'inizio l'obiettivo era ambizioso: creare un'opera che unisse rigore storiografico e intrattenimento di massa. Per raggiungere questo scopo, la produzione decise di stabilirsi in Irlanda, sfruttando i paesaggi selvaggi della contea di Wicklow come sfondo naturale per la Scandinavia medievale.

Le navi vichinghe: autentici capolavori di falegnameria storica
Uno degli aspetti più spettacolari dell'intera produzione è la realizzazione delle navi vichinghe, i famosi drakkar. La produzione si avvalse della consulenza di esperti scandinavi e si ispirò direttamente ai ritrovamenti archeologici custoditi al Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde, in Danimarca. I falegnami ingaggiati, in gran parte irlandesi con esperienza nella costruzione di imbarcazioni tradizionali, lavorarono per mesi su ogni singolo esemplare. La nave principale, un longship di circa 28 metri, richiese oltre sei mesi di lavoro e un costo stimato intorno ai 400.000 euro. I chiodi erano forgiati a mano secondo le tecniche dell'epoca, il legno di quercia selezionato con cura e trattato con metodi tradizionali. Alcune imbarcazioni erano pienamente funzionanti e vennero effettivamente messe in acqua nelle acque del lago di Luggala e lungo le coste del Wicklow, consentendo riprese realistiche che nessun effetto speciale avrebbe potuto eguagliare.

I set e i villaggi: l'Irlanda si trasforma in Scandinavia
Il cuore produttivo della serie fu l'Ashford Studios, struttura situata nella contea di Wicklow, a circa 40 chilometri a sud di Dublino. Qui venne costruito dal nulla il villaggio di Kattegat, dimora di Ragnar e dei suoi guerrieri. La costruzione dell'insediamento principale richiese circa otto mesi e vide impegnati oltre 200 artigiani tra falegnami, fabbri, muratori e decoratori. Il set si estendeva su più di cinque ettari e comprendeva abitazioni con pavimenti in terra battuta, tetti di paglia autentica, una grande sala dei banchetti e perfino un molo funzionante. Il grande salone di Ragnar era arredato con ossa animali vere, pellicce, ceramiche e armi forgiate appositamente. La direzione artistica si basò su ricerche approfondite condotte in Norvegia, Svezia e Danimarca. Per le stagioni successive la produzione si spostò anche in Islanda, Marocco e in alcune location del nord Europa per ampliare la varietà visiva della serie.

I costumi: Joan Bergin e il lavoro dei sarti
La responsabilità dei costumi fu affidata a Joan Bergin, designer irlandese di fama internazionale già vincitrice di Emmy Award per lavori precedenti. La Bergin e il suo team realizzarono oltre 1.000 costumi nel corso delle sei stagioni, ciascuno frutto di ricerca storica e soluzioni artigianali. Per i protagonisti principali venivano realizzate fino a sette copie identiche di ogni abito, necessarie per le riprese in condizioni atmosferiche diverse e per le sequenze di combattimento. I tessuti erano acquistati presso filatoi specializzati in Irlanda, Scozia e Scandinavia; le tinture naturali ottenute da piante, cortecce e minerali rispettavano i metodi documentati dall'archeologia. Joan Bergin vinse l'Emmy Award per il Miglior Costume Design nel 2013 e nel 2014. Il look iconico di Ragnar Lothbrok, con la testa rasata ai lati e i tatuaggi runiformi, fu progettato in collaborazione con Travis Fimmel e divenne uno dei tratti visivi più riconoscibili della televisione degli anni Dieci del Duemila.

Tecniche di ripresa e regia: visione cinematografica per il piccolo schermo
Vikings si distingue per una qualità visiva che supera gli standard televisivi dell'epoca. La serie utilizzò telecamere Arri Alexa di ultima generazione e obiettivi anamorfici per conferire alle immagini una profondità cinematografica. Le inquadrature aeree sulle navi in mare aperto, oggi iconiche, furono tra le prime realizzate sistematicamente con droni per una produzione televisiva, anticipando una tecnica poi adottata universalmente. Le battaglie, autentici set-piece che coinvolgevano fino a 500 comparse, richiedevano dai 10 ai 15 giorni di preparazione coreografica. Gli stuntman lavoravano fianco a fianco con i protagonisti, che avevano ricevuto settimane di addestramento nel combattimento con ascia, spada e scudo. La fotografia privilegiava luci naturali e golden hour, creando un'atmosfera nordica autentica anche nelle giornate irlandesi coperte di nebbia. Il ricorso agli effetti speciali digitali fu volutamente limitato: il 90% di quanto appare sullo schermo era fisicamente presente sul set.

Budget e tempi di produzione: i numeri di una serie kolossal
Vikings è una delle serie più costose mai prodotte da History Channel. Il budget per episodio partì da circa 3 milioni di dollari nella prima stagione, per crescere fino a 7-10 milioni nelle stagioni finali, grazie al crescente successo internazionale della serie. Il costo complessivo delle sei stagioni, per un totale di 89 episodi, è stimato superiore ai 300 milioni di dollari. Ogni stagione richiedeva circa 8-9 mesi di riprese effettive, con periodi di pre-produzione e post-produzione che portavano il ciclo complessivo a circa 18 mesi. Per la sesta e ultima stagione, la produzione decise di espandere il numero di episodi da 10 a 20 per soddisfare il pubblico globale. La serie fu distribuita in oltre 120 paesi e contò fino a 7 milioni di spettatori a puntata solo negli Stati Uniti, trasformandosi nel programma di maggior successo nella storia di History Channel.

Curiosità e aneddoti dal set
Molti degli aneddoti più interessanti riguardano Travis Fimmel, l'attore australiano scelto per interpretare Ragnar. Originariamente modello di Calvin Klein, Fimmel fu selezionato anche per gli occhi blu glaciali, caratteristica fisicamente associata alle descrizioni dei guerrieri nordici. Sul set era noto per improvvisare continuamente: molti dei suoi gesti peculiari, gli sguardi obliqui e i sorrisi enigmatici, non erano previsti dalla sceneggiatura ma vennero mantenuti dal regista perché catturavano perfettamente il personaggio. Gustaf Skarsgård, interprete del bizzarro costruttore di navi Floki, si immerse così profondamente nella mitologia norrena da studiare il proto-norreno antico con un linguista universitario. Il cast era unito dal soprannome affettuoso per il set principale: lo chiamavano semplicemente "il nostro villaggio". Dopo la fine delle riprese, diversi artigiani irlandesi che avevano lavorato alla costruzione delle navi e dei set furono assunti da altre produzioni cinematografiche internazionali, testimonianza dell'eccellenza raggiunta sul campo.

Vikings rimane un esempio raro di serie televisiva in cui ambizione storica e cura artigianale si fondono in un'unica visione coerente. Dalla scelta di costruire vere navi al lavoro certosino di Joan Bergin sui costumi, ogni dettaglio racconta una storia di passione produttiva autentica. Un'eredità che va ben oltre gli schermi, avendo formato artigiani, rilanciato il turismo nella contea di Wicklow e ridefinito gli standard visivi della televisione epica internazionale.